Maxi operazione dei Carabinieri tra la Calabria e altre cinque regioni italiane contro la ’ndrangheta: 15 persone sono state arrestate (5 già detenute) su ordine del gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Dda, con accuse che vanno dall’associazione mafiosa all’omicidio, fino a estorsioni e detenzione illegale di armi.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha ricostruito dinamiche e responsabilità nella faida tra le ’ndrine Loielo ed Emanuele, attive nell’area delle Preserre vibonesi. In particolare, sono stati chiariti i contorni dell’omicidio di Antonino Zupo (2012) e del tentato omicidio di Domenico Tassone, nel quale perse la vita per errore il 33enne Filippo Ceravolo, estraneo alla criminalità organizzata. Le indagini hanno evidenziato il tentativo del clan Loielo di riconquistare il controllo del territorio, conteso alla cosca Emanuele, egemone dal 2002. Documentati anche episodi di estorsione ai danni di imprenditori e imprese edili, oltre a numerosi reati in materia di armi. Sequestrate 5 pistole e 7 fucili, tra cui un kalashnikov. Contestualmente agli arresti, sono state eseguite perquisizioni nei confronti di altri soggetti ritenuti legati alla struttura criminale.
