Si aggrava il bilancio dell’ondata di maltempo che da giorni colpisce Molise e Abruzzo con esondazioni, frane e gravi danni alla rete infrastrutturale. L’episodio più critico è il crollo del ponte sul fiume Trigno lungo la statale 16, al confine tra Molise e Abruzzo, intorno alle 9 di oggi. Al momento del cedimento, secondo l’ipotesi sulla quale stanno lavorando gli inquirenti, erano in transito due autovetture: una è riuscita a mettersi in salvo, mentre per l’altra si teme il coinvolgimento nel crollo. Sono in corso ricerche con mezzi di soccorso aerei e con i sommozzatori dei Vigili del fuoco. La Procura della Repubblica di Larino ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per crollo colposo e, qualora venisse confermata la presenza di persone a bordo del veicolo disperso, l’ipotesi di reato potrebbe estendersi all’omicidio colposo. Il ponte è collassato mentre erano in corso verifiche per una possibile riapertura al traffico, dopo un giorno di chiusura. Il cedimento ha spezzato uno dei principali collegamenti tra Molise e Abruzzo, di fatto dividendo il territorio e aggravando una situazione già fortemente compromessa sul piano della viabilità.
Ciciliano: “Caduta pioggia di 6 mesi, monitoraggio continuo”
“L’analisi dei fenomeni è sempre complicata, di sicuro la tempesta Erminio (l’organizzazione meteorologica mondiale alterna nomi maschili e femminili per i cicloni) ha associato due elementi: l’intensità e la durata. Così in alcune zone sono caduti fino a 534 millimetri di pioggia, cioè più di quanta normalmente ne cade in 6 mesi. Per capirci: malgrado avessimo aperto tutte le paratie della diga del Liscione, in Molise, alle 23 di mercoledì sera l’acqua era arrivata a meno di 20 centimetri dallo sfioro del margine della diga”. Così Fabio Ciciliano, capo del dipartimento della Protezione civile, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, a proposito dell’ondata di maltempo che ha colpito il Centro-sud. “Dobbiamo – sottolinea – continuare a monitorare perché ora si scioglierà anche tutta la neve caduta, alimentando il lago di Guardialfiera. In questi giorni ha nevicato pure a bassa quota. Una cosa infrequente a certe latitudini come pure è stato insolito il forte abbassamento delle temperature. È stata una perturbazione persistente – parlo al passato perché siamo quasi alla fine e per Pasqua e Pasquetta avremo il sole ovunque -, perciò l’acqua piovana che continuava a cadere sul terreno già bagnato poi ha preso a scivolare provocando effetti meccanici, dalle inondazioni alle frane. Prima mi chiedevate del cambiamento climatico…”.
“Vi dico – aggiunge Ciciliano – che questa forza di penetrazione che ha avuto la perturbazione, superando la barriera delle Alpi, andrà analizzata con grande cura. Però avete visto? Le persone bloccate in albergo a Passo Lanciano con tre metri e mezzo di neve e tratte in salvo dal Reggimento Alpini dell’Esercito; la valanga di Prati di Tivo che è caduta quando le case erano già state evacuate. Voglio dire che tutta la macchina è stata più matura e anche i cittadini ci hanno aiutato molto, si sono fidati delle nostre previsioni”. Secondo il capo del dipartimento della Protezione civile, “di sicuro il coordinamento che c’è stato tra Prefetture, Regioni, la nostra Unità di crisi e le strutture territoriali della Protezione civile ha fatto sì che si risolvessero molti problemi: la ferrovia adriatica, per esempio, è rimasta interrotta da mercoledì sera al primo pomeriggio di giovedì (ieri, ndr) e grazie all’impegno di Ferrovie e al suo amministratore delegato Donnarumma con cui eravamo in costante contatto, ben seimila passeggeri sono scesi dai treni e sono saliti su 150 autobus che siamo riusciti a reperire in poco tempo”.”E vogliamo parlare del ponte crollato sul Trigno? Poteva andare in tilt tutta la circolazione dei veicoli che dal nord arrivano fino a Lecce passando per la dorsale adriatica spezzata in due. Così per favorire gli spostamenti, d’accordo con Autostrade per l’Italia, abbiamo previsto l’esenzione totale del pedaggio dell’A/14 per tutti i transiti con origine-destinazione tra i caselli di Vasto Sud e Termoli. Questa misura resterà in vigore per la durata di tutto il ponte pasquale e fino al ripristino della viabilità ordinaria”, conclude Ciciliano.
Roberti: “Molise sotto scacco”
“Il Molise è sotto scacco, abbiamo due direttrici completamente compromesse: la statale 16 lungo la costa e tutta la viabilità interna”, le parole del presidente della Regione Molise Francesco Roberti, che ha chiesto al ministro per la Protezione civile Nello Musumeci il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale a fronte di un quadro che include allagamenti diffusi, evacuazioni e danni estesi alle infrastrutture, con una stima provvisoria che supera i 300 milioni. Il governatore ha effettuato un sopralluogo nell’area del ponte insieme a Esercito, Protezione civile nazionale e Anas per valutare soluzioni immediate, come un ponte di ferro, per ripristinare i collegamenti tra le due regioni. Nel corso della giornata sono stati frenetici i contatti con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e con il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. Nel frattempo, per alleggerire la pressione sulla viabilità, è stata disposta la gratuità del pedaggio sull’autostrada A14 tra Vasto Sud e Termoli. L’autostrada è ora l’unica arteria di collegamento tra le due regioni in fortissima sofferenza, data anche la chiusura con ordinanza della Provincia di Campobasso del ponte sul Trigno sulla provinciale 55, sempre in territorio di Montenero di Bisaccia, collaudato a settembre scorso.
A Termoli, dove gli evacuati sono 150 sistemati in strutture ricettive, la piana del Nucleo Industriale è allagata, con tutte le aziende ferme compresa Stellantis. Il sindaco Balice ha parlato di una situazione “peggiore del 2003“, quando ci fu un’alluvione devastante. E anche stavolta gli argini del fiume Biferno, il più grande del Molise, non hanno retto in diversi punti e la diga del Liscione, dopo tre giorni di piogge ininterrotte, ha raggiunto il picco di afflusso e oltre agli scarichi controllati (525 metri cubi al secondo) l’invaso ha attivato lo scarico di superficie. A Civitacampomarano – sempre in provincia di Campobasso – si è attivata una nuova frana, mentre in provincia di Isernia è esondato il fiume Carpino, e l’acqua ha sommerso l’area industriale di Pettoranello del Molise. Fortissime criticità anche in Abruzzo, dove sono state registrate frane e interruzioni della viabilità, con smottamenti a Chieti e chiusure lungo l’asse attrezzato di Pescara. La circolazione ferroviaria lungo la linea adriatica resta interrotta in diversi tratti, con pesanti ripercussioni sui collegamenti tra nord e sud. Il ministro Musumeci ha confermato che il governo segue costantemente l’evoluzione dell’emergenza, mentre anche in Abruzzo è stata annunciata la richiesta dello stato di emergenza. La conta dei danni è ancora in corso, ma il quadro che emerge è quello di un disastro.

