Nuova contestazione della Procura di Napoli nei confronti di due dei sette indagati per la morte di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dove era stato sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato. Sono indagati anche per falso, oltre che per omicidio colposo, il primario Guido Oppido e la cardiochirurga Emma Bergonzoni.
Alle nuove contestazioni i due membri dell’équipe chiurgica del Monaldi (Oppido difeso dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, Bergonzoni dall’avvocato Vincenzo Maiello) potranno rispondere in occasione dell’interrogatorio fissato per il prossimo 31 marzo, fornendo la propria versione dei fatti.
Secondo i pm partenopei, nella cartella clinica relativa all’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto il piccolo Domenico Caliendo sarebbe stato modificato l’esatto orario del clampaggio aortico che ha dato inizio alla cardiectomia, uno dei punti centrali della ricostruzione di quanto accaduto in sala operatoria. L’ipotesi della Procura è che il clampaggio e l’espianto del cuore nativo del piccolo Domenico sia iniziato in anticipo rispetto all’arrivo in sala operatoria del nuovo cuore proveniente da Bolzano e, soprattutto, ben prima che ci si rendesse conto che l’organo da impiantare era ormai irrimediabilmente danneggiato.
La direttrice dell’ospedale: “Non mi dimetto, tradita dal primario Oppido”
“Dimettermi? Non credo di dover farlo. Sarebbe un atto inutile e deresponsabilizzante. Le eventuali responsabilità, penali e civili, sono personali e spetta alla magistratura individuarle sul piano giuridico. Sul piano gestionale e organizzativo ho sempre ponderato le decisioni più opportune cercando di bilanciare ogni atto tra la salvaguardia dei pazienti e l’interesse collettivo”. A dirlo è Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli che comprende gli ospedali Monaldi, Cto e Cotugno di Napoli, intervistata da Mattino, Repubblica e Corriere del Mezzogiorno. Iervolino spiega di sentirsi “tradita” dal primario Guido Oppido che il 23 dicembre 2025 ha trapiantato sul piccolo Domenico l’organo compromesso dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano.
“Ho convocato la prima riunione urgente il 30 dicembre, il giorno dopo ho chiesto al primario Guido Oppido una relazione completa anche della ricostruzione dell’équipe che era stata a Bolzano per l’espianto. Ci è arrivata, protocollata, l’8 gennaio. In quel documento, per la prima volta, si parlava nero su bianco non di un generico problema con il ghiaccio, ma di cuore congelato“.
La vicenda della fallita operazione al cuore e del decesso del piccolo Domenico Caliendo, spiega la dg, “l’ho dovuta mettere a fuoco progressivamente. I primi giorni, in base alle notizie ricevute, simili a tante altre relative a trapianti difficili ma che poi si risolvono nel migliore dei modi, ero preoccupata ma speranzosa. Poi ho avuto progressivamente contezza della gravità dell’accaduto. Non ci ho dormito la notte per la partecipazione anche emotiva al dramma che si profilava per il piccolo ei suoi genitori. Ho la coscienza di aver fatto ogni scelta, con responsabilità, ponderazione, attenzione massima e spirito di servizio, sia prima di questo dramma sia durante queste sofferte settimane”.
Di fronte alla notizia della nuova ispezione straordinaria disposta dalla Regione Campania, Iervolino assicura: “Continuerò a collaborare come ho fatto sin dal primo giorno, con i carabinieri, poi con gli ispettori regionali e ministeriali”.
Sequestrato telefono infermiera: scattò foto durante operazione
Napoli, 18 mar. (LaPresse) – Il telefono di una perfusionista presente nella sala operatoria durante l’operazione di trapianto di cuore sul piccolo Domenico Caliendo è stato sottoposto a sequestro dai Carabinieri del Nas su disposizione della Procura di Napoli nell’ambito delle indagini sulla morte del bimbo di 2 anni. La perfusionista non è indagata ma, secondo quanto si apprende, nel suo telefonino potrebbero essere presenti foto e video utili a ricostruire minuto per minuto quanto avvenuto all’interno della sala operatoria, in particolare il momento esatto dell’arrivo del cuore proveniente da Bolzano e destinato al piccolo Domenico, poi rivelatosi danneggiato, e dell’inizio dell’espianto del cuore nativo del bimbo. Il 26 marzo ci sarà il conferimento dell’incarico ai tecnici per l’accertamento tecnico irripetibile per la copia forense del telefono dell’infermiera.
Legali Oppido: “Operato medico corretto, ipotesi falso non sussiste”
Il cardiochirurgo Guido Oppido si presenterà a rendere l’interrogatorio preventivo davanti al gip il prossimo 31 marzo “al fine di offrire ogni utile contributo alla corretta ricostruzione degli accadimenti, e al fine di dimostrare l’insussistenza dell’ipotesi di falso avanzata dalla Procura e, più in generale, la correttezza del proprio operato”. Così gli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, difensori di Guido Oppido, medico che ha eseguito il trapianto di cuore sul piccolo Domenico Caliendo e nei confronti del quale la Procura di Napoli contesta, oltre all’omicidio colposo, anche il reato di falso per una presunta modifica della cartella clinica.
I legali evidenziano “che la ricostruzione accusatoria risulta basata non già sulla base di circostanze e risultanze oggettive, bensì sui ricordi di alcuni dei componenti del personale sanitario presente in sala, dati e tempistiche che dovranno essere attentamente verificati – anche alla luce di evidenze oggettive e scientifiche – nella loro affidabilità, considerato altresì che le dichiarazioni sono state rese dopo mesi dall’accaduto, e che le divergenze temporali riferite risultano, peraltro, di modestissima entità (pochi minuti)”. Proprio allo scopo di “contribuire alla corretta ricostruzione della verità”, la difesa di Guido Oppido ricorda di aver “sin da subito sollecitato lo svolgimento di tutte le indagini e le acquisizioni anche di natura tecnica finalizzate ad operare la più completa e corretta ricostruzione di quanto realmente accaduto, nel convincimento che una compiuta ricostruzione delle tempistiche dell’operazione non potrà che confermare la correttezza dell’operato del dottor Oppido”.
Legale genitori: “Ringraziato Fico per ricollocazione Crt”
“Abbiamo ringraziato il presidente Fico sia per aver riattivato i poteri ispettivi della Regione, che credo erano dieci anni che non erano più operanti in Campania, ma soprattutto per aver rispostato il Centro Regionale Trapianti dal Monaldi alla Regione, perché sembrava quantomeno inopportuno che un organo di controllo avesse sede all’interno dello stesso ospedale che doveva controllare”. Lo ha detto l’avvocato Francesco Petruzzi, difensore dei genitori del piccolo Domenico Caliendo, commentando la recente decisione del governatore campano Roberto Fico sull’ospedale Monaldi, dove il bimbo di 2 anni è stato sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato e dove è morto il 21 febbraio scorso.

