Il Tribunale di Milano è stato riaperto dopo quasi 7 ore dall’evacuazione seguita all’allarme bomba scattato questa mattina intorno alle 9.15. Non è stato trovato alcun oggetto sospetto e le bonifiche eseguite dagli artificieri con i nuclei cinofili hanno dato esito negativo.
L’intervento di polizia e vigili al Palazzo di Giustizia è iniziato questa mattina in seguito a una segnalazione telefonica, pare effettuata da una voce straniera, che annunciava la presenza di un ordigno esplosivo. Davanti all’edificio si sono concentrati numerosi mezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, mentre alcune aree del tribunale sono state evacuate a scopo precauzionale. Tutte le persone presenti nell’edificio sono uscite gradualmente e le attività sono state sospese.
Sul posto tre mezzi dei vigili del fuoco, attualmente in ausilio alle altre forze dell’ordine. Dopo aver terminato l’evacuazione del personale che al momento si trova ancora all’interno del tribunale, cominceranno le operazioni di ricerca dei presunti ordigni.
Presidente del tribunale di Milano: “Attivati piani di emergenza”
Sono stati attivati i “piani di emergenza” e nessuna persona potrà rientrare in tribunale a Milano fino al termine delle “attività di bonifica”, ha affermato il presidente del tribunale, Fabio Roia, in merito all’allarme bomba.

Allarme bomba scattato dopo telefonata al Nue
Una telefonata giunta al Numero unico di emergenza 112 ha segnalato la presenza di una bomba al Palazzo di giustizia di Milano. L’intervento è ancora in corso. Sul posto artificieri e cinofili e volanti della polizia e vigili del fuoco. Si sta proseguendo all’evacuazione dello stabile e, una volta completata l’uscita di tutte le persone presenti, le forze dell’ordine procederanno alle operazioni di bonifica. Secondo quanto si apprende, al momento non risultano rivendicazioni legate alla telefonata.

Udienze e processi interrotti: “Siamo scappati tutti”
Le udienze al Tribunale di Milano sono state sospese e i processi in corso interrotti. Presidenti delle sezioni del tribunale e personale amministrativo si trovano ancora all’esterno dell’edificio in attesa di poter rientrare. “Non vedo l’ora di rientrare, ci sono delle misure cautelari che devo smaltire per mandare al gip”. Adele Buffa, funzionaria della procura di Milano da oltre cinquant’anni, commenta così l’evacuazione del Palazzo di giustizia scattata dopo la segnalazione di un presunto ordigno esplosivo.
“Dobbiamo mandare avanti la giustizia”, aggiunge, sottolineando che molti colleghi condividono la stessa urgenza di tornare al lavoro. L’allarme è stato diffuso tramite altoparlanti in tutto l’edificio con ripetute indicazioni di evacuare. “Tutti quanti siamo scappati, non prendendo l’ascensore, dalle scale”, racconta la funzionaria, precisando che al momento l’intero palazzo è vuoto.
Paura e ansia tra il personale del Tribunale: “Pochi controlli”
“Ho avuto tantissima paura”. Aurora Pianese, amministrativa dell’ufficio Sentenze Gip, era al punto InfoGip al Tribunale di Milano, all’accoglienza avvocati, quando un addetto della sicurezza dei carabinieri l’ha avvisata dell’allarme e le ha detto di evacuare immediatamente. Per la donna non è la prima situazione di emergenza vissuta all’interno del palazzo: ricorda il caso di un imputato che nel 2016, a seguito di un processo a suo carico, sparò al giudice e all’avvocato.
“Da quel giorno non mi trovavo in una situazione di allarme – racconta – Le circostanze sono diverse ma la sensazione si ripete“. Sul tema sicurezza, l’impiegata osserva che i controlli sono stati incrementati rispetto a quell’episodio: “Ma non sono ancora sufficienti rispetto alle dimensioni del palazzo. Ce ne dovrebbero essere ancora di più”. “Ho sentito dire che hanno trovato una valigetta, non so se è vero”, ha detto Ahmed, operaio egiziano impegnato in un cantiere all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano, raccontando come ha appreso dell’allarme.
“Il capocantiere ci ha avvisati, poi hanno fatto le chiamate nel microfono e abbiamo evacuato tutti”. “Ripetevano allarme bomba, scappate, uscite, dovete evacuare tutti”, ha raccontato un’impiegata del Palazzo di giustizia di Milano, in attesa su via San Barnaba, descrive i momenti dell’evacuazione seguita alla segnalazione di un presunto ordigno esplosivo. “Un po’ l’ansietta c’è – ammette, citando il clima di tensione internazionale – Con questa storia che c’è nel mondo, bombardamenti e tutto”.
Uomo minaccia di darsi fuoco davanti al Tribunale di Bergamo
Momenti di forte tensione anche a Bergamo. Questa mattina in via Borfuro, davanti al Tribunale, un uomo ha minacciato di darsi fuoco dopo essersi cosparso di benzina, tenendo in mano un accendino. L’uomo è stato bloccato dai carabinieri. L’area è stata chiusa al traffico.


