Mogli, madri, figlie e sorelle dei prigionieri di guerra ucraini ospiti del Consiglio regionale del Lazio. L’iniziativa, nella sede di Via della Pisana a Roma, allo scopo di promuovere la solidarietà e la tutela dei diritti umani. Le parenti dei soldati ucraini attualmente nelle carceri dei territori occupati dall’esercito russo raccontano le loro storie. “Mio figlio aveva undici mesi quando ha visto per l’ultima volta il padre partito al fronte, quindi non lo conosce ancora” racconta Mykhalchuk Alina, moglie di un prigioniero di guerra. “Per questo sto aspettando notizie dalle associazioni internazionali”.
Sono storie di dolore e di attesa, come quella di Shcherbyna Valentina che non ha notizie del figlio da quattro anni: “Non un’informazione, quattro anni di silenzio. Quattro anni senza la voce di mio figlio, senza notizie, senza la possibilità di abbracciarlo”. Nella Sala Di Carlo le donne mostrano le fotografie dei corpi dei prigionieri rilasciati. Fisici emaciati, ferite da congelamento, incisioni sulla carne. “Sembra che escano da Auschwitz, subiscono torture inumane” dichiara il presidente dell’Associazione cristiana degli ucraini in Italia Oles Horodetskyy. “Siamo qui anche per informare l’opinione pubblica su cosa è la Russia e di cosa è capace”.
Presente all’evento il Difensore civico della Regione Lazio Marino Fardelli, il senatore Pd Filippo Sensi e l’ex ambasciatore italiano in Ucraina Pierfrancesco Zazo. Dal palazzo della Regione una questione internazionale affrontata anche con il collegamento dell’ambasciatore italiano a Kiev Carlo Formosa. “Qui sono eletti dai cittadini del Lazio i rappresentanti dei territori delle varie province” dichiara il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, “e qui è il luogo migliore per poter dare il nostro conforto e la nostra solidarietà ai familiari dei prigionieri di un conflitto che si sta svolgendo a poche migliaia di chilometri di distanza”.
