Roma, donna di 36 anni muore subito dopo ricovero: si indaga per omicidio

Roma, donna di 36 anni muore subito dopo ricovero: si indaga per omicidio
Diana Cojocaru

Una morte improvvisa, e apparentemente inspiegabile. È su questi elementi che si concentra l’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sul decesso di Diana Cojocaru, di 36 anni, originaria della Moldavia e residente da anni nella Capitale, morta al Policlinico di Tor Vergata. Omicidio colposo, l’ipotesi di reato sulla quale stanno indagando gli investigatori della polizia giudiziaria del V gruppo del Prenestino della polizia locale di Roma Capitale.

Diana era una giovane mamma, sposata, e lascia un figlio di 12 anni. Viveva a Castelverde con la sua famiglia e lavorava nel settore della bellezza come lashmaker, specializzata in extension ciglia. La sera del 28 gennaio la donna si è sentita improvvisamente male, accusando forti dolori all’addome e al petto e difficoltà respiratorie. A dare l’allarme è stato proprio il figlio, che ha chiesto aiuto a una vicina di casa. Alle 23.39 è stato contattato il 118 e l’ambulanza è arrivata nell’appartamento di famiglia. I sanitari hanno visitato la donna per circa due ore. Solo al termine dell’intervento di soccorso in casa è stato disposto il trasferimento al pronto soccorso del Policlinico di Tor Vergata, dove la 36enne è giunta intorno alle 3 del mattino del 29 gennaio.

Il quadro clinico precipitato in poche ore

In una telefonata ai familiari, fatta dall’ospedale, le sue condizioni non sembravano destare particolare preoccupazione. Poche ore dopo, però, il quadro clinico precipita fino al decesso. Secondo quanto denunciato dalla famiglia, qualcosa non tornerebbe. La sorella Inga, ascoltata dagli investigatori, ha parlato di versioni discordanti fornite dai medici. “Una dottoressa mi ha riferito – ha messo nero su bianco la donna nella denuncia presentata il 30 gennaio – di valori anomali di ferro nel sangue, mentre un anestesista avrebbe invece ipotizzato un grave problema polmonare, arrivando a parlare di una possibile leucemia fulminante e della necessità di intubare mia sorella perché non riusciva a respirare e a calmarsi”. Il corpo di Diana è stato trasferito al Policlinico Gemelli, c’è stata l’autopsia, eseguita dal medico legale Gerardo Di Masi su incarico della sostituta procuratrice Eleonora Fini, titolare del fascicolo. Per i risultati definitivi, esami istologici e tossicologici, serviranno circa 90 giorni. L’ultimo saluto a Diana si terrà lunedì 9 febbraio, dalle 9 alle 12, nella camera mortuaria del Policlinico Gemelli.

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