Migranti, Unicef: “Due gemelle di un anno disperse al largo di Lampedusa”

Migranti, Unicef: “Due gemelle di un anno disperse al largo di Lampedusa”
Foto Giovanni Isolino/LaPresse

Originarie della Guinea, viaggiavano in un’imbarcazione di ferro, lunga appena 9 metri

Due gemelle di un anno della Guinea risultano disperse, presumibilmente morte secondo le recenti ricostruzioni, al largo delle coste di Lampedusa, in Italia, dopo che l’imbarcazione sovraffollata su cui viaggiavano è stata messa a dura prova dal ciclone Harry che si è abbattuto nel Mediterraneo. Le nostre più sentite condoglianze vanno ai familiari e a tutte le persone colpite da questa tragedia”. Lo si legge in una nota dell’Unicef. “Le due bambine – si legge ancora nella nota – viaggiavano in un’imbarcazione di ferro, lunga appena 9 metri, partita da Sfax, in Tunisia, mercoledì 21 gennaio. Dopo quasi due giorni di navigazione in condizioni difficili, 61 persone – una delle quali è poi morta – sono state salvate dalla Guardia Costiera italiana. Quest’ultimo incidente evidenzia non solo i rischi estremi – e prevenibili – che corrono bambine, bambini e famiglie quando attraversano il Mediterraneo, ma anche la disperazione di queste famiglie nel voler raggiungere un luogo più sicuro”.

Unicef: “Un bambino al giorno muore nel Mediterraneo”

Secondo un’analisi dell’Unicef del 2025, circa un bambino al giorno muore o scompare nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale dall’Africa all’Europa. La scomparsa delle due gemelle è l’ultimo caso evitabile di annegamento di minorenni durante la traversata del Mediterraneo in cerca di sicurezza. “Molti naufragi – si legge ancora nella nota – non lasciano superstiti o non vengono registrati. Ciò significa che il numero reale di persone, comprese persone di minore età, che sono morte o scomparse è praticamente impossibile da verificare – e probabilmente è molto più alto. L’Unicef chiede ai Governi di utilizzare il Patto sulla migrazione e l’asilo per dare priorità alla protezione dei bambini, ciò include anche garantire percorsi sicuri e legali per la protezione e il ricongiungimento familiare, operazioni coordinate di ricerca e soccorso, sbarchi sicuri, accoglienza comunitaria e accesso ai servizi di asilo. Chiediamo inoltre maggiori investimenti nei servizi essenziali per i bambini e le famiglie che arrivano attraverso rotte migratorie pericolose, tra cui il sostegno psicosociale, l’assistenza legale, l’assistenza sanitaria e l’istruzione. Infine, si chiede ai Governi di affrontare le cause profonde della migrazione e sostenere l’integrazione delle famiglie nelle comunità di accoglienza, garantendo la tutela dei diritti di bambine, bambini e adolescenti in ogni fase del loro percorso”.

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