Federica Torzullo, il marito “ha tentato di bruciarla e farla a pezzi”. Oggi l’autopsia

Federica Torzullo, il marito “ha tentato di bruciarla e farla a pezzi”. Oggi l’autopsia
I Ris sul luogo del ritrovamento del cadavere di Federica Torzullo (Foto LaPresse/Francesco Benvenuti)

Carlomagno si è avvalso della facoltà di non rispondere

Un tentativo disperato di cancellare ogni traccia. Darle fuoco, farla a pezzi, renderla irriconoscibile. Sono le prime ipotesi investigative, formulate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, nei confronti di Claudio Agostino Carlomagno, fermato con le ipotesi di omicidio aggravato dalla relazione affettiva e occultamento di cadavere. Un quadro accusatorio che ha preso forma dopo il ritrovamento del corpo della moglie, Federica Terzullo, scomparsa l’8 gennaio scorso e ritrovata domenica mattina nell’area interna della ditta di movimento terra del marito, nel comune di Anguillara Sabazia in provincia di Roma.

Il decreto di fermo

Secondo quanto emerge dal decreto di fermo, Carlomagno avrebbe tentato di bruciare e di fare a pezzi il corpo della donna “al fine di ostacolarne il riconoscimento”. Un’azione che, per gli inquirenti, si inserisce in un più ampio disegno per nascondere il femminicidio. Tracce di sangue, definite “ematiche latenti”, sono state individuate nell’abitazione coniugale – e in particolare nella cabina armadio del primo piano della villetta dove viveva la coppia – sull’autovettura dell’uomo, nel deposito della Carlomagno s.r.l. e su alcuni mezzi aziendali. Ulteriori tracce sono state trovate sugli abiti da lavoro dell’indagato, rinvenuti all’interno di un’asciugatrice, segno evidente, secondo l’accusa, di un tentativo di lavarle per eliminare prove compromettenti. Inoltre gli investigatori ritengono “del tutto verosimile” che sia stato lo stesso Carlomagno a utilizzare il cellulare di Federica dopo averla uccisa per stornare i sospetti da lui. A rafforzare il quadro accusatorio anche l’occultamento del cadavere e “i segni di azione di fiamma e di tentato depezzamento”, emersi dal primo accertamento esterno sul corpo effettuato dal medico legale.

Carlomagno si avvale della facoltà di non rispondere

L’uomo, fermato e trasferito in carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, e al sostituto procuratore Gianluca Pignotti. Proprio quest’ultimo, nel decreto di fermo, sottolinea il concreto pericolo di fuga. Carlomagno, scrive il pm, appariva ormai “privo di legami affettivi e professionali” e capace di organizzarsi per rendere effettiva una possibile latitanza, soprattutto dopo la notizia del ritrovamento del corpo. Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia proseguono, mentre oggi, all’Istituto di medicina legale del Verano, verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Federica. Dalle ricostruzioni emerge un contesto familiare segnato da una profonda crisi: i coniugi vivevano da separati in casa e Federica aveva intrapreso una nuova relazione. Una situazione che Carlomagno, secondo gli inquirenti, non sarebbe stato in grado di accettare. “La speranza di ritrovarla viva è crollata quando il quadro indiziario è diventato probatorio”, ha dichiarato l’avvocato Carlo Mastropaolo, legale della sorella della vittima, che ha riconosciuto alcuni braccialetti appartenuti a Federica. La fiaccolata prevista per ieri sera è stata annullata.

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