Le scuse di Boulkhir Atif – il padre di Zouhair, il 19enne accusato di avere ucciso a coltellate il compagno di scuola Abanoud Youssef a La Spezia – ai familiari della vittima. “Sono troppo dispiaciuto, troppo triste. Sono troppo preso dal dolore per quello che è successo. Io sono un padre e penso a quell’altro padre. Un padre come me. Chiedo scusa per tutto, chiedo scusa ai genitori, alle sorelle, ai parenti di quel ragazzo. Chiedo scusa e perdono a nome della nostra famiglia. Le cose non dovevano andare così”, ha detto l’uomo in un’intervista a ‘La Stampa’. L’aggressione è avvenuta venerdì all’istituto Einaudi-Chiodo della città ligure: Zouhair Atif ha ammesso il gesto, che avrebbe avuto un movente sentimentale. Il giovane è indagato ora per omicidio e gli inquirenti valutano se contestare l’aggravante della premeditazione dato che avrebbe portato il coltello del delitto da casa. Su quanto successo il padre del giovane dice: “Non riesco a spiegarmelo. Sono qui e non ci credo“.
Valditara: “Encomio al prof che ha fermato l’aggressore”
Intanto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha lodato pubblicamente l’insegnante che è riuscito a disarmare Zouhair Atif dopo l’aggressione. “Personalmente plaudo a quell’insegnante coraggioso che ha affrontato a mani nude l’aggressore e l’ha disarmato. Merita un encomio“, ha detto il ministro in un’intervista a ‘Il Giornale’. Valditara, a una domanda sul fatto che tra giovani circolino molti coltelli, ha risposto: “Nelle scuole in cui vi siano particolari problematicità su richiesta del preside e d’intesa con il prefetto si devono installare metal detector. Però tutto questo non basta. Serve una rivoluzione culturale”.
Salis: “L’emergenza dei giovani non si risolve con la propaganda”
E sul tema della violenza tra i giovani si è espressa anche la sindaca di Genova, Silvia Salis. “Se questa dolorosa vicenda ha un messaggio per la politica, è un altro: c’è un’emergenza che attraversa la gioventù italiana. Sempre più spesso vediamo i segni di una violenza trasversale e generalizzata. Non è un tema al quale si può rispondere con la propaganda che parla alla pancia”, ha detto in un’intervista a ‘La Repubblica’. In merito al nuovo pacchetto sicurezza su cui il governo è al lavoro, Salis ha affermato: “È sempre auspicabile che ci siano meno armi in giro, soprattutto se c’è il rischio che possano usarle dei minori. E tuttavia, l’esecutivo continua a inasprire le pene e creare nuovi reati senza capire che questa non sia la soluzione. Infatti sono al quarto anno di governo e sulla sicurezza non hanno ottenuto alcun risultato“.

