Manca poco al debutto, a Roma, della Città 30, vale a dire un’estesa area urbana in cui il limite di velocità per gli autoveicoli è abbassato da 50 a 30 chilometri orari: appena saranno posizionati tutti i cartelli di segnalazione ai varchi, il nuovo limite partirà nella Ztl del centro della Capitale. Il ‘taglio del nastro’ è previsto per il 15 gennaio.
Perché Città 30
La gestione della velocità, e in particolare l’introduzione del limite di 30 km/h sulle strade cittadine, sono indicati come elemento fondamentale per ridurre gli incidenti stradali in Italia all’interno del Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030, che individua nella realizzazione di “interventi di gestione della velocità” una delle linee strategiche per la tutela delle persone più vulnerabili in strada: ciclisti, pedoni, bambini, over 65.
L’esperimento di Bologna e i suoi risultati
La prima grande città italiana a stabilire un limite di 30 chilometri orari sulla quasi totalità del suo territorio è stata Bologna, a partire dal 16 gennaio 2024. E i dati aggiornati a luglio 2025 indicano una riduzione di incidenti, decessi e feriti nel capoluogo emiliano. Il bilancio relativo ai primi sei mesi dello scorso anno conferma il calo del numero delle persone decedute sulla strada (5 come nel primo semestre 2024, cioè il 33,3% in meno del pre-città 30). Diminuiscono inoltre gli incidenti stradali (di oltre il 15% rispetto al -10% del primo semestre dello scorso anno) e i feriti (di poco più del 5%). E si segnala un calo ancora più marcato per gli incidenti più gravi (-21%), classificati dal 118 con “codice rosso”. Si rafforzano ulteriormente, rispetto al primo anno, i trend di aumento dell’uso della bicicletta (+19%) e del bike sharing (+119%) e, all’opposto, i trend di calo dei flussi veicolari (-8%) e dell’inquinamento da traffico (-30%).
Le altre città con il limite ridotto in Italia
Ma a sperimentare per prima, in Italia, l’istituzione di zone estese con limite a 30 km/h, era stata Cesena, che ha iniziato nel 1998. Olbia, in Sardegna, ha invece introdotto il nuovo limite nel 2021. Nel 2023, poi, è stato il turno di Parma, e lo scorso mese di agosto sono stati affidati i lavori per nuove zone a 30 chilometri orari in altre 5 parti della città.
Sono state poi molteplici le città che hanno adottato il limite dei 30 km orari con riferimento al centro città e lo hanno esteso via via anche a zone più periferiche: tra loro, ad esempio, Torino e Lecce. E anche Milano aveva intrapreso un percorso verso l’introduzione dei 30 km/h in diverse zone della città nel 2023, quando il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno per stabilire il nuovo limite. Nei fatti, le strade cittadine dove si viaggia a 30 chilometri orari sono già oggi numerose, e continuano ad aumentare.
Le città 30 in Europa
In Europa la prima città ad adottare la velocità ridotta è stata Graz, in Austria, nel 1992: nel giro di due anni, il numero degli incidenti mortali era diminuito del 25%. Nel Regno Unito nel 2020 la decisione fu adottata a Londra, a cui sono seguite Edimburgo e l’intero Galles. La Spagna ha adottato nel 2021 una modifica del Codice della strada che introduce il limite in tutti i centri urbani, e nelle strade a doppio senso la velocità si riduce ulteriormente fino a 20 km/h. Sempre nel 2021 è stata la volta di Bruxelles, in Belgio, mentre nel 2023, Amsterdam in Olanda ha introdotto i 30 km/h sull’80% delle strade urbane.

