Sciopero taxi 13 gennaio 2026: a Roma corteo da Fiumicino, presidi in tutte le città

Sciopero taxi 13 gennaio 2026: a Roma corteo da Fiumicino, presidi in tutte le città
(foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse)

Da Milano fino a Napoli, stop in tutte le città. Ecco chi partecipa e chi no, le ragioni della protesta

Taxi in sciopero domani, martedì 13 gennaio 2026. L’agitazione della categoria è stata annunciata nei giorni scorsi. Un corteo di circa 50 macchine partirà dall’aeroporto di Fiumicino e arriverà fino alla Bocca della Verità a Roma: nella Capitale sono attese centinaia di persone provenienti principalmente da Milano e Napoli. Sono inoltre previsti presidi in molte altre città.

Uiltrasporti: “Il governo riapra il tavolo”

“Domani, martedì 13 gennaio, sciopero nazionale dei tassisti per tornare a chiedere con forza al Governo la riapertura del tavolo di confronto sui decreti attuativi che la categoria aspetta ormai dal 2019”, rende noto la Uiltrasporti che prosegue: “Non è più tollerabile il silenzio delle istituzioni davanti all’ingresso sempre più aggressivo nel settore, di multinazionali private che mettono a rischio il modello di servizio pubblico svolto dai taxi nel nostro Paese. Qualità del servizio e sicurezza – prosegue la Uiltrasporti – non possono essere delegate esclusivamente a delle App gestite senza il controllo delle amministrazioni pubbliche. Le richieste dei tassisti sono chiare: norme chiare che regolino le piattaforme tecnologiche, evitando lo strapotere degli algoritmi; completamento della legge 12/2029 contro l’abusivismo con l’emanazione dei decreti attuativi; tutela del servizio pubblico dei taxi, fondamentale per la mobilità urbana”.

Filt Cgil: “Il governo non mantiene gli impegni”

“Lo sciopero di domani è contro un governo che non ha mantenuto gli impegni. I tassisti difendono il loro lavoro, il sostentamento per le loro famiglie. Lo faranno anche da soli. Ma il servizio pubblico lo difendiamo insieme operatori e utenti”. Così Nicola Di Giacobbe, coordinatore nazionale Filt Cgil Taxi, spiega i motivi dello sciopero nazionale dei taxi di domani per dire “no al caporalato tecnologico”. Nella piattaforma dello sciopero i tassisti ricordano che il “servizio taxi è un servizio pubblico regolato, con tariffe fissate dal Comune, controlli, obblighi di sicurezza e responsabilità precise verso l’utenza. Oggi – affermano – questo modello è messo in discussione dall’ingresso aggressivo di multinazionali private, che puntano a sostituire un servizio pubblico con piattaforme guidate da algoritmi e logiche di profitto”.

Il corteo da Fiumicino

Gruppi di tassisti provenienti dalle principali città italiane, spiega ancora la Uiltrasporti, si ritroveranno domani a Fiumicino da dove partirà un corteo che arriverà fino a Piazza Bocca della Verità a Roma. Da lì i tassisti dovrebbero proseguire fino a Piazza Montecitorio, dove dalle ore 11 è previsto un corteo statico. Lo sciopero di domani è stato proclamato per 24 ore e vi aderiranno le seguenti sigle: Tam, Unione Artigiani, Claai, ConsulTaxi, Satam, Ugl Taxi, Uti, Fedartaxi Cisal, Fast Confsal Taxi, Uritaxi, Filt Cgil Taxi, Usb Taxi, Orsa taxi, Associazione tutela legale Taxi, Sitan, Unimpresa, Sul Taxi.

Chi non aderisce allo sciopero

Allo sciopero non aderiscono Uri (Unione radiotaxi d’Italia) e il consorzio itTaxi, come confermato in una nota Loreno Bittarelli, presidente delle due sigle, che spiega: “le rassicurazioni degli onorevoli Deidda (Pres. Comm. Trasporti) e Ruspandini (FdI) ci convincono a proseguire sulla via del dialogo”.

“Chi promuove questa astensione dovrebbe in realtà protestare contro se stesso”, dichiara Bittarelli. “Sono infatti le stesse sigle che, nel 2019, proposero e ottennero modifiche alla legge quadro 21/92 e ai suoi decreti attuativi, generando un vuoto regolatorio ed effetti disastrosi”, prosegue. “Chi protesta ha inoltre osteggiato l’emendamento Scurria/Maffoni sulle tariffe predeterminate, unica via per garantire trasparenza, chiarezza sul prezzo e regole certe. Insomma, la responsabilità del vuoto normativo è di chi ha sostenuto posizioni inadeguate e oggi incoerenti con la maggioranza dei tassisti perfettamente consapevole di questa situazione: molti di loro si asterranno dal servizio per timore di minacce e ritorsioni, ma alla manifestazione nazionale a Roma parteciperà meno del 5% della categoria“.

“Ora occorre ripartire da zero, con una nuova legge che distingua nettamente Taxi ed NCC e mantenga la gestione in capo ai Comuni, impedendo che operatori autorizzati in una città lavorino stabilmente in territori distanti, tradendo la funzione originaria del titolo autorizzativo”, evidenzia Bittarelli. “Per questo domani i nostri operatori garantiranno regolarmente il servizio, per rispetto dell’utenza e del ruolo pubblico, convinti che la soluzione a questa situazione di difficoltà sia una riforma seria, il dialogo con il Governo e non il blocco delle città”.

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