Si svolgeranno oggi 7 gennaio i funerali di cinque delle sei giovani vittime italiane dell’incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, nella notte di Capodanno. I morti italiani sono Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi (i cui funerali saranno però celebrati a Lugano, dove viveva).
Alle 11 a Roma nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo all’Eur le esequie di Riccardo Minghetti, 16 anni, contemporaneamente a Bologna il funerale di Giovanni Tamburi nella cattedrale di San Pietro. Nel primo pomeriggio, alle 14.45 a Milano i funerali di Chiara Costanzo, 16 anni. La cerimonia è nella basilica di Santa Maria delle Grazie. Alla stessa ora, sempre a Milano, le esequie di Achille Barosi, 16 anni, nella basilica di Sant’Ambrogio.
Questa mattina è stato osservato un minuto di silenzio in tutte le scuole italiane.
I leader del centrosinistra parteciperanno alla messa in programma venerdì a Roma in ricordo delle vittime di Crans Montana. L’invito è partito dalla premier Giorgia Meloni che ha chiesto un momento di raccoglimento delle alte cariche dello Stato con i ministri, i leader e i capigruppo di maggioranza e opposizione. A quanto viene confermato a LaPresse ci saranno, tra gli altri, la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente M5S Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. La cerimonia è in programma alle 16.30 nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, e sarà affidata al cardinale Baldassarre Reina. Non sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che venerdì stesso rappresenterà l’Italia a Martigny per la cerimonia ufficiale di omaggio alle vittime organizzata dalla Confederazione Svizzera. Parteciperanno alla messa a Roma, invece, il presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana.
“La presidente Meloni è stata umana e attenta nei nostri confronti. Siccome non ho mai avuto la possibilità di stringerle la mano, vorrei parlare con lei ed essere rassicurato che non ci siano omissioni. Visto che le nostre istituzioni si sono dimostrate molto serie, sono convinto che la presidente sia con noi, abbiamo bisogno di sapere che le indagini verranno effettuate con scrupolo, senza cercare di insabbiare nulla ma facendo luce sulla verità e sulle responsabilità e a quel punto condannando chi ha permesso che i nostri figli entrassero in un posto non idoneo. È una giustizia che dobbiamo a tutti i nostri ragazzi. La devo a Chiara in particolare, perché lei aveva un grandissimo senso di giustizia. Qualcuno ha calpestato le regole probabilmente, le regole del vivere civile, e dobbiamo fare in modo che chi è stato superficiale cambi mestiere”. Lo ha detto Andrea Costanzo al termine del funerale a Milano della figlia Chiara, morta nella tragedia di Crans-Montana.
A ‘Dentro la notizia’, su Canale 5, durante il giorno del lutto per i ragazzi che hanno perso la vita nella strage di Crans-Montana, ha parlato lo zio di Chiara Costanzo, una delle sei vittime italiane. Lo zio si è scagliato contro il sindaco di Crans e contro i gestori del locale: “Purtroppo, Chiara è stata vittima di una gravissima ingiustizia perché è morta per una strage evitabile. C’è stata troppa superficialità da parte dell’amministrazione svizzera e da parte dei gestori, non si può accettare. Ed è inutile che il sindaco di Crans si redima e dica: ‘è cinque anni che non ho fatto verifiche‘. Complimenti, cosa sei lì a fare? Aiutateci tutti ad alzare la voce perché il valore della giustizia è l’unica cosa che possiamo portare avanti di Chiara, aiutateci voi per favore”. Sul rapporto con Chiara, ricorda: “Per me è stata una seconda figlia. È cresciuta con mio figlio, ha un anno in più di lui. Era un esempio, era una persona solida, molto più matura delle ragazze della sua età“. Sul dolore del papà di Chiara, conclude: “Il dramma che ha vissuto il padre di Chiara penso che non sia raccontabile. Vedere i corpi straziati che uscivano dal locale, la speranza che aveva di trovare gli occhi di sua figlia in mezzo a quelle facce, magari anche deturpata, ma viva. Purtroppo, non è stato così“.
“Oggi il destino crudele mi ha strappato la cosa più preziosa che avevo con una violenza estrema. Mi sento completamente smarrito e svuotato, tutto mi appare diverso”. Lo ha detto Nicola Barosi, il padre di Achille Barosi, durante il funerale del figlio, morto nella strage della notte di San Silvestro a Crans-Montana, celebrato nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano. “Quella fermata del tram 1 non sarà più la stessa. Insomma un bel casino. Al tempo stesso mi sento di dirti che insieme abbiamo scritto un bellissimo libro di cui ricordo e ricorderò ogni singola pagina, riga e parola – ha proseguito – Il momento più bello della giornata, forse, era quando, dopo la sveglia e la colazione, venivi nel nostro letto abbracciandoci per poi addormentarti ancora una ventina di minuti. Da papà posso ritenermi fortunato e privilegiato avendoti visto crescere. E soprattutto aver potuto crescerti insieme a mamma: ci siamo arricchiti a vicenda giorno dopo giorno”. Ricordando la quotidianità familiare, il padre ha detto: “Negli ultimi tempi, capitava di non trovarci d’accordo, con le tue sceneggiate da vero attore. Era dovuto semplicemente al fatto che stavi diventando grande, la famosa adolescenza che mi spaventava. Il sentimento che si è scatenato è veramente straordinario. Tutti quanti hanno dato motivazione di quanto fossi apprezzato e significa che hai seminato bene. Ora devo iniziare a scrivere un libro in cui sarò tutto da solo”.
“Non sono un tecnico, ma desidererei che l’Italia si costituisse parte civile”. Lo ha detto Andrea Costanzo, padre di Chiara, al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, a margine del funerale a Milano della figlia morta nella tragedia di Crans-Montana.
“Sono seduta sul tuo letto e ascolto la nostra canzone, che cantavamo a squarciagola mentre andavamo e tornavamo da casa dei tuoi adorati nonni e di tua zia, nonché la tua seconda mamma. La tua versione femminile è qui con l’anima. Credimi, Matilde ti ama come un’anima gemella e io mi prenderò cura di lei. Dillo a Riccardo. Ho avuto il privilegio e la fortuna di essere tua mamma. Sono tanto fiera di te e la tua anima è qui con me. Ti ho sempre riconosciuto come un’anima antica, folle come piace a me”. Con queste parole Erica, madre di Achille Barosi, al termine dei funerali nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano ha voluto ricordare il figlio, scomparso nella tragedia di Crans-Montana in Svizzera la notte di Capodanno.“Di notte io e papà dormiamo con i tuoi zainetti di quando avevi due anni, io il san bernardo e papà la mucca. Hai scelto per spiccare il volo il tuo posto del cuore, angelo mio, le tue montagne. D’altronde il posto terreno più vicino a Dio”, ha proseguito.
“Cioccolata – ha detto riferendosi al cane di famiglia – ti ha fatto un dispetto: ha preso un tuo disegno, lo ha fatto in mille pezzi e lo ha lasciato sotto la tua scrivania. È il suo modo dispettoso, come te, di salutarti e lasciarti andare. Tu, insieme con i tuoi amici, ci avete insegnato cosa è il coraggio e l’amore. Oltre all’orrore che ho toccato con mano e sentito, ho visto la vostra enorme purezza. Avevi solo sedici anni e mezzo, ma eri molto più maturo e capivi tutto. Avevi la fierezza di un vero italiano, sapevi tutto sulla mafia e sul codice penale tanto che non sapevi ancora se fare l’architetto o il giudice. Sii fiero del tuo Paese quanto lo sono io. Sei libero, vola amore io, hai delle ali luminosissime e saprò vederti. Mamma tua per sempre”, ha concluso tra gli applausi di tutti i presenti.
Sono stati celebrati questo pomeriggio nella Cattedrale di San Lorenzo a Lugano, in Svizzera, i funerali della 15enne Sofia Prosperi, morta nell’incendio scoppiato la notte di Capodanno nel bar Le Constellation a Crans-Montana. La ragazzina di Castel San Pietro era cittadina italo-svizzera. In centinaia hanno preso parte alla cerimonia funebre, come riportano i media locali. Al termine della liturgia, sull’altare sono saliti i genitori di Sofia accompagnati dalla sorella. “Oggi non siamo qui solo per salutare Sofia”, hanno detto, “siamo qui anche per celebrare la vita e onorarla. Vorrei che tutte le nostre preghiere fossero per i ragazzi ancora feriti che stanno lottando”. “Sofia era una ragazza solare. E aveva sempre la capacità di comunicare i suoi sentimenti“, ha aggiunto la madre della 15enne, “auguro a tutti i giovani di riuscire a fare altrettanto. Liberamente. Buon viaggio Sofia“.
“Chiara, angelo del mio cuore, non ci credo che non potrò vedere più il tuo sorriso, il tuo bellissimo sorriso, che illuminava le nostre giornate. Non posso credere di avere perso il mio unico e vero punto di riferimento. Chiara, con tutti i tuoi difetti, eri perfetta. Sono così arrabbiata che sei stata portata via da questa terra a 16 anni, avevi così tanti sogni ed esperienze da fare che si sono spente in pochi secondi”. Così la sorella di Chiara Costanzo, Elena, durante i funerali a Milano della ragazza morta nel rogo di Crans-Montana. “Io ti prometto – ha proseguito – che i viaggi che volevi fare tu li farò io e ti porterò con me. Sono arrabbiata, Chiara del mio cuore. Quello che sento ora è solo un grande vuoto. Io ti prometto che vivrò la mia vita al meglio e che tutti i miei traguardi li dedicherò a te. Sarai sempre la mia Stella Polare, ti amo tantissimo. Grazie Chiara”.
Palazzo Lombardia, sede della Giunta regionale – in concomitanza della celebrazione delle esequie, cui hanno preso parte il presidente Attilio Fontana e l’assessore Gianluca Comazzi – ha reso omaggio alle giovani vittime di Crans-Montana, oltre che con le bandiere a mezz’asta, in segno di lutto cittadino, proiettando sui maxischermi posizionati ai lati della pista del ghiaccio le immagini degli adolescenti italiani deceduti nella tragedia svizzera.
La bara bianca di Achille Barosi, lo studente sedicenne milanese vittima della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, ha lasciato l’abbazia di Sant’Ambrogio a Milano tra due ali di folla, seguita dai genitori e gli amici, tra cui Edoardo, che era con Achille la sera dell’incendio al locale ‘Le Constellation’ e si è salvato dal rogo che ha causato la morte di 40 persone e oltre cento feriti. Sul sagrato dell’abbazia la madre e gli amici hanno cantato sulle note di ‘Perdutamente’ di Achille Lauro. Commovente l’abbraccio del nonno materno al feretro, con le parole pronunciate in lacrime: “Ora lo porto via con me”.
“Non ho parole per i genitori, lo si può sopportare da figlia, non da madre”. Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre uscendo dalla basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano dove è in corso il funerale di Chiara Costanzo, una delle vittime dell’incendio di Crans-Montana.
“Oggi non siamo qui a cercare spiegazioni o colpe, ci sarà tempo anche per questo ma non è oggi. Cerchiamo di trovare la forza che ci rimetta in cammino perché troviamo solo cenere e vuoto adesso. Dobbiamo cercare dentro di noi una parola che rimetta in circolo la vita. Abbiamo bisogno di futuro noi adulti e ancora di più voi ragazzi che siete qui oggi. Oggi siamo qui perché questa vita è stata spezzata troppo presto: da soli non si regge un dolore così, un peso così richiede di essere condiviso. Quando la morte irrompe con un volto duro e crudele e ti strappa ciò che è più caro, una figlia, allora ogni parola è insufficiente, anche la più alta. Ci viene da dire davanti a questo: non è giusto, non lo è per nessuno, per una città, per una comunità scolastica, per Chiara che nel silenzio senza ostentare faceva tutto bene, con il suo sorriso e la sua autoironia. Non è giusto. Continuare già da stamattina ad entrare in classe, fare l’appello cioè richiamare alla vita, si inizia così”. Lo ha detto nel corso dell’omelia del funerale di Chiara Costanzo monsignor Alberto Torriani, ex rettore del Collegio San Carlo di Milano.
“Ragazzo forte, capace, determinato ma gentile, di una gentilezza rara. Amava Pasolini e i presepi, li faceva sempre a novembre. Un ragazzo capace di ascolto di sé e degli altri, di ascoltare anche i rimproveri, una dote rara, oggi, di cui forse tutti dovremmo fare tesoro. Nella sua classe aveva un ruolo di leader, sensibile per le cose vere della vita”. Questo il ricordo di Achille Barosi, tracciato dall’omelia di don Alberto Rivolta che, con l’abate di Sant’Ambrogio, Carlo Faccendini, ha concelebrato il funerale dello studente sedicenne milanese, vittima del rogo di Capodanno a Crans-Montana. “Achille ci insegna come si vive la vita, nell’ascolto e in profondità. Attraverso di lui stiamo reimparando a volerci bene. Ora è Dio che si prende cura di lui. Mi rivolgo a te, Achille: accompagnaci, continua a sorridere e a volerci bene. Chiedi per noi il dono della speranza e della consolazione”, ha proseguito il sacerdote, che ha concluso citando Papa Giovanni Paolo II: “È Gesù che cercate guardando e sognando la felicita. Solo Gesù può riempire il cuore di noi. Solo lui può rendere tutti felici”.
Anche la senatrice a vita Liliana Segre è arrivata alla basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano per il funerale di Chiara Costanzo, la sedicenne morta nel rogo di Crans-Montana. La senatrice, entrata poco dopo l’inizio dell’omelia, non ha voluto commentare la vicenda.
“Mi pare evidente che sia mancata la sorveglianza, il controllo da parte delle autorità, ovviamente sono cose che stabiliranno i giudici, ma io penso di più alla coscienza di chi era proprietario di quel locale, perché al di là delle leggi e dei reati che tu puoi scrivere e delle norme a cui devi attenerti e dei controlli, poi c’è la coscienza delle persone. Come fai ad avere un locale nel quale fai entrare 200 ragazzi, alcuni sotto l’età a cui è consentito entrare e sapere che il tuo locale ha una porta di sicurezza chiusa a chiave, che ha una scala d’uscita dimezzata dal cambio di arredamento e magari sai anche che hai usato materiali non ignifughi“. Così l’ex deputato del Partito Democratico, Emanuele Fiano, entrando a Sant’Ambrogio per partecipare al funerale di Achille Barosi, lo studente milanese morto la notte di Capodanno nella tragedia di Crans-Montana. “C’è qualcosa che non funziona nella coscienza di alcune persone e questo non è correggibile da nessuna legge, il tema è il livello morale della nostra civiltà che purtroppo in molti casi si è abbassato – ha proseguito Fiano – Il pensiero è che avrebbero potuto essere i figli miei. Quante volte i miei figli sono andati a feste, ci affidiamo all’idea che esistono i controlli, che esistono le leggi ma poi c’è anche la coscienza delle persone che esercitano una proprietà su un esercizio commerciale che si permette di infrangere le leggi, che se ne frega se la porta di sicurezza è chiusa a chiave. Quindi è una presenza da padre quella di oggi”, ha concluso.
La ‘Nuvola’ di Fuksas nel quartiere Eur di Roma si illuminerà in bianco in memoria di Riccardo Minghetti. Lo scrive in una nota Eur Spa: “Dalle 17 di oggi e fino alle 7 di domani mattina, La Nuvola dell’Eur sarà illuminata di bianco, in segno di vicinanza e di sentita partecipazione al cordoglio per la tragica scomparsa nell’incendio di Crans-Montana di Riccardo Minghetti, ragazzo amatissimo che viveva all’Eur, frequentava il liceo Cannizzaro e l’EUR Sporting Club, entrambe strutture di proprietà di EUR SpA. Siamo rimasti profondamente colpiti e affranti per la tragedia che ha colpito la comunità dell’Eur e di Roma. Le nostre più sincere condoglianze vanno alla famiglia di Riccardo, ai suoi cari e a quelle di tutti i ragazzi che hanno perso la vita in questa assurda tragedia. Un pensiero di vicinanza profonda va a Manfredi Marcucci e a tutti gli altri ragazzi feriti, con l’augurio che possano guarire presto e tornare all’affetto dei propri cari”.
La basilica di Sant’Ambrogio a Milano gremita di giovani, in silenzio, per dare l’ultimo saluto ad Achille Barosi, lo studente sedicenne milanese morto nel rogo del locale ‘Le constellation’ di Crans-Montana, la notte di Capodanno. Sulla bara bianca, mazzi di fiori rossi e bianchi. Presenti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e la vicesindaca del comune di Milano, Anna Scavuzzo, con i gonfaloni di regione e comune. Molti i messaggi di cordoglio lasciati sul registro all’ingresso della basilica. “Oggi sento che Achille è anche un po’ figlio mio, rimarrai sempre nelle nostre preghiere come un figlio nostro”, scrive una mamma. La cerimonia è officiata dall’abate Carlo Faccendini.
“Ricordiamoci di fare rivivere Chiara come gli altri giovani in un mondo pieno perché Chiara aveva voglia di vita: è stata costretta troppo presto a rinunciare ai suoi sogni, ma nessun ragazzo deve farlo. L’Italia ha dimostrato umanità e sensibilità veramente notevoli, però adesso è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c’è. Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più”. Lo ha detto Andrea Costanzo al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara poco prima dell’arrivo del feretro della figlia Chiara alla chiesa di Santa Maria delle Grazie per i funerali della 16enne morta nel rogo del bar Le Constellation a Crans-Montana in Svizzera.
“Oggi siamo venuti per manifestare la nostra vicinanza, per esprimere il nostro dolore immenso, per far capire che tutta la città, tutta la regione, tutta l’Italia è vicina ai ragazzi che purtroppo non ci sono più, è vicina ai parenti che stanno soffrendo qualcosa di indicibile. Comunque credo di poter dire che sia una di quelle situazioni in cui tutta la nostra comunità si è stretta intorno”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana arrivando alla Basilica di Sant’Ambrogio per il funerale di Achille Barosi, il sedicenne milanese morto nel rogo di Capodanno al locale ‘Le Constellation’.
“Stamattina ho trovato una comunità molto scossa, era giusto stringersi tutti insieme. Vediamo di accertare al più presto la verità in Svizzera. Credo che questi ragazzi insegnino tante cose, dobbiamo puntare sempre di più sul tema della sicurezza che peraltro è anche previsto nelle scuole. Dobbiamo sapere affrontare questa tematica, la sicurezza è un tema strategico”. Così il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, arrivando alla chiesa Santa Maria delle Grazie per il funerale di Chiara Costanzo.
È arrivato nella chiesa gremita di Santa Maria delle Grazie a Milano, il feretro di Chiara Costanzo, la giovane di 16 anni vittima della tragedia di Crans-Montana. Ad accogliere il feretro i genitori, famigliari, i tanti compagni dell’istituto Moreschi e le compagne della ginnastica acrobatica. Presenti anche la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’assessore al Territorio di Regione Lombardia Gianluca Comazzi. A officiare la cerimonia sarà l’ex rettore del collegio San Carlo, monsignor Alberto Torriani.
“Da quando te ne sei andato hai lasciato uno spazio che difficilmente si riempirà”. Dall’altare della cattedrale Cattedrale di San Pietro a Bologna, dove si sono tenuti i funerali di Giovanni Tamburi, morto a 16 anni, vittima della strage di Capodanno a Crans-Montana, una compagna di classe di Giovanni legge un messaggio da parte di tutta la classe.
“Continuiamo a chiederci perché dobbiamo salutarci così presto. Perché non abbiamo voluto abbracciarti un po’ più forte l’ultima volta e perché il tuo sorriso ora lo vedremo solo nelle foto e nei video che ci sono rimasti – afferma – Ci manchi più di quanto riusciamo o riusciremo mai a spiegare a parole. Ogni volta che qualcuno ti guardava, vedeva, sicuramente, quei tuoi occhi di ghiaccio stupendi, sempre splendenti, che mettevano un’aria pura e probabilmente si incantava nello sguardo sereno e profondo che avevi. Nonostante tutto, nessuno riusciva a toglierti il tuo magnifico sorriso stampato sulle tue labbra. Ogni volta che passavi, guardavi in luce ogni persona che incontravi e niente cambierà il ricordo del tuo sorriso”.
“Non siamo qui per dirti addio, siamo qui perché tu continui a vivere in tutto quello che ci hai lasciato e ognuno di noi vive nella speranza che un giorno ci possiamo rivedere. Sarai sempre una persona meravigliosa, insostituibile. Ti vorremo sempre tanto bene e so che tutti te lo avremmo voluto dire di più”, sottolinea.
“Mio nipote Edoardo era amico di Achille, si trovava insieme a lui nel locale ‘le Costellation’ a San Silvestro”. Così Silvano Grana, nonno di Edoardo, amico di Achille Barosi, il sedicenne milanese morto nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. “Edoardo, è uscito, mentre invece Achille è rimasto dentro – ha proseguito – siamo sotto shock, mia figlia era là ed ha visto uscire suo figlio in camicia bianca perché era denudato.
Mio nipote Edoardo come sta? E’ difficile dirlo. Parliamo di persone che sono ancora sotto shock. con Achille era molto amico. C’era anche una ragazza nel gruppo. Io vado lì da 30 anni e mi stupisco. Forse non ce ne siamo mai accorti. Ma quello che è successo è incredibile”, ha concluso.
Tanta commozione ha accompagnato la cerimonia delle esequie di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nel disastro di Crans-Montana, avvenuta presso la basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur. Tantissime persone sono accorse per portare il loro ultimo saluto al ragazzo. Tra loro, amici, compagni di scuola, ma anche dirigenti e allenatori di tennis di Riccardo.
“Riccardo era un ragazzo socievole, un ragazzo d’oro, come tutti i ragazzi del nostro circolo. Sono tutti ragazzi che hanno senso civico. Sono stata molto fortunata “, dice proprio una rappresentante del circolo ‘Eur sporting club’. “Riccardo? Faceva ridere gli altri” è invece il ricordo di un’amica del ragazzo.
“Se c’è un insegnamento che deve darci questa tragedia è la speranza, perché la vita non finisce qui. Qui c’è solo un corpo, il corpo di mio figlio, ma la sua anima no”. Lo ha detto Carla Masiello, la mamma di Giovanni Tamburi, vittima della strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, all’uscita dalla Cattedrale di San Pietro a Bologna, dove si sono tenuti i funerali del 16enne.
“Bisogna sempre lottare lui è un angelo di questo ne sono certa”, ha sottolineato.
“Voglio mandare un messaggio d’amore: buttate via l’odio, non lasciarsi mai niente di non detto – ha affermato – Io e Giovanni ci dicevamo ogni giorno quanto amore provassimo l’uno per l’altra”.
“Giovanni lo diceva a tutti, sorrideva sempre quindi sorridete, siate sempre forti, io sono forte perché Giovanni è con me – ha aggiunto – Lui non è morto, è solo da un’altra parte e con me rimarrà per sempre. Probabilmente il Signore, visto che era un angelo ha voluto evitargli le sofferenze della vita, la malattia, la vecchiaia ma Giovanni non mi ha abbandonato e non ha abbandonato nessuno. È qui”.
“L’unica cosa che posso dire è che ci vuole solamente tanta fede e tanto amore ed essere vicini, è l’unica medicina che possiamo avere gratis per cercare di non sprofondare nella disperazione. Noi abbiamo tanto amore e tanta fede e questo ci tiene in piedi”. Così Osvaldo Barosi, nonno di Achille, il sedicenne morto nella strage di Capodanno a Crans-Montana, lasciando la camera ardente allestita nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano dove alle 14.45 verrà celebrato il funerale del ragazzo. “Hanno detto che Achille è tornato dentro per recuperare il telefono. Tutte balle, sono tutte balle ma poi ognuno ha la sua versione e io là non c’ero”, ha concluso.
“Di più mi mancherà lui. L’ultimo ricordo è quando mi ha salutato l’ultimo giorno, mi ha chiamato alla coda della seggiovia, è venuto si è chinato e mi ha dato un bacio”. Così la mamma di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nel disastro di Crans-Montana, lasciando la basilica dei santi Pietro e Paolo all’Eur dopo i funerali del giovane.
Il feretro di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nel disastro di Crans-Montana, ha lasciato la basilica dei santi Pietro e paolo all’EUR tra gli applausi dei tantissimi accorsi, dentro e fuori la chiesa, a dare l’ultimo saluto al ragazzo. Sulla bara, accanto alla foto di Riccardo, una maglietta e il gagliardetto ‘EUR Sporting Club’, anche una corona di fiori firmata ‘Ma, papà e Matilde’, la sorella 14enne, anche lei presente nei pressi del locale al momento dell’incendio, che ha scavato tra le macerie alla ricerca del fratello la notte di Capodanno. I genitori hanno quindi ringraziato i presenti, anche loro tra gli applausi della piazza.
Superare il trauma di aver perso una compagna di scuola: l’Istituto Nicola Moreschi di Milano ha organizzato un incontro per i compagni di classe di Chiara Costanzo, 16 anni, vittima della strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.
L’incontro è in programma il 9 gennaio alle 18, con una psicoterapeuta esperta in psicologia dell’emergenza, dedicato al tema del trauma e del suo superamento ed è aperto anche ai docenti e ai genitori dei ragazzi che erano in classe con Chiara Costanzo.
Gli incontri sono aperti anche agli studenti del primo anno della stessa sezione frequentata dalla vittima.
“Oggi Giovanni è come una stella del cielo, illuminata dalla luce di Dio”. Così il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo della diocesi di Bologna, in un messaggio inviato in occasione dei funerali di Giovanni Tamburi, il giovane bolognese vittima dell’incendio della notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. “Purtroppo – afferma Zuppi – non posso essere fisicamente presente questa mattina per dare l’ultimo saluto a Giovanni. Lo sono con amore addolorato e con intima comunione. Dare l’ultimo saluto sembra incredibile, pensando alla bellezza della vita e alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava. Ed è così, perché siamo fatti per vivere. Il pensiero si allarga ai giovanissimi amici di Giovanni travolti nel rogo, ai tanti che ne porteranno a lungo le ferite, e al capotreno ucciso l’altra sera qui a Bologna. Sento l’unica consolazione proprio nella luce tenera del Natale, di quell’Astro del ciel che dall’enormità insondabile del cielo abbiamo celebrato scendere sulla terra, accettando la debolezza e il limite umano, la nostra sofferenza, la morte. Natale non è affatto un facile sentimento a poco prezzo. Natale è luce che lotta contro le tenebre e le vince perché ama fino alla fine, perché così la nostra vita non finisca. In questi giorni terribili, di tanto sconforto, abbiamo tutti sperimentato l’istintivo amore e la solidarietà tra di noi. Quanto è importante e quanto ci fa bene! Un vero balsamo. Ci siamo stretti tra noi e ai suoi familiari e un po’ lo siamo diventati tutti. Lo siamo! Fratelli tutti! L’amore è la risposta al male. Questo ci fa intuire il più grande amore, quello di Dio, Gesù, che viene proprio perché Giovanni sia sempre con noi e con Lui”.
Ai funerali erano presenti Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della ricerca, Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, e Matteo Lepore, sindaco di Bologna. La liturgia è stata celebrata da monsignor Stefano Ottani, già Vicario Generale per la Sinodalità e parroco dei Santi Bartolomeo e Gaetano, parrocchia di Giovanni. “Permettete anche a me, come parroco – ha affermato monsignor Ottani – di manifestare tutto l’affetto e la gratitudine per la presenza di Giovanni nella parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano. Insieme con le sue catechiste abbiamo ricordato la sua simpatia: biondo, paffuto, chiacchierava molto, era educato e attento. Veniva accompagnato dalla mamma e dalla nonna Letizia. Ho appreso la notizia della sua morte mentre ero in pellegrinaggio in Terra Santa, e ho capito che lui camminava con noi, in questo pellegrinaggio che è la vita, verso la Gerusalemme del cielo. Ora celebriamo per lui e con lui l’Eucaristia, memoria della morte e risurrezione di Gesù, perché Giovanni, reso misteriosamente partecipe della sofferenza e della morte del Signore, sia ora partecipe della sua risurrezione e anche noi, sostenuti dalla buona notizia del Vangelo, possiamo passare dalla tristezza e dall’angoscia alla consolazione e alla speranza che non delude. Per noi e per Giovanni, chiediamo il perdono dei nostri peccati, che appesantiscono la nostra salita verso la meta della grazia e della pace”.
Questa mattina gli studenti dell’Istituto Moreschi di Milano rientrano a scuola dopo la pausa natalizia, ma l’atmosfera è segnata dal dolore: pochi giorni fa hanno perso la loro compagna e amica Chiara Costanzo, 16 anni, vittima della strage di Crans-Montana. Per ricordarla, l’istituto e gli studenti hanno organizzato per la mattinata un programma di commemorazione. “La scomparsa di Chiara Costanzo ha profondamente colpito l’intera comunità scolastica”, si legge sui canali social della scuola.
“È importante ricordare che sono pericolose le cose, anche in quella circostanza, che i ragazzi avessero bevuto o meno, avevano filmato, ma bisogna sempre ricordare che un cameriere sopra l’altro, con le scintille è abbastanza pericoloso. Questo episodio non dovrebbe mai accadere. Mai più”. Questo l’appello lanciato da Francesca, una compagna di scuola di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nel disastro di Crans Montana.
Presenti alla basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur per i funerali di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nel disastro di Crans-Montana, anche il ministro dello sport e della gioventù Andrea Abodi e quello della salute Orazio Schillaci. Con loro il sindaco della capitale Roberto Gualtieri
È arrivata presso la basilica dei Santi Pietro e Paolo dell’Eur la salma di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nel disastro di Crans-Montana in Svizzera. Tantissimi gli amici del ragazzo presenti in chiesa, compagni di classe e del circolo sportivo a cui era iscritto. Sono presenti il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

