Fiori e candele per ricordare le vittime della tragedia, un silenzioso viavai di persone che si fermano in raccoglimento e un odore acre di fumo nell’aria. Si presenta così Crans-Montana il giorno dopo il rogo di Capodanno al locale ‘Le Constellation’, costato la vita ad almeno 40 persone ed il ferimento di altre 119, di cui molte in condizioni critiche. Cresce nel frattempo la polemica relativa alle misure di sicurezza del locale considerate inefficaci. La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha confermato come tesi principale per lo scoppio dell’incendio quella delle candele collocate sulle bottiglie di champagne le cui scintille sarebbero arrivate troppo vicine al soffitto provocando un ‘flashover‘, un fenomeno che vede il fuoco propagarsi all’improvviso e con violenza in ambienti chiusi causando una o più esplosioni.
Chi sono i titolari de Le Constellation
Gli inquirenti hanno reso noto che fra le persone interrogate per ricostruire l’accaduto ci sono anche i titolari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, rimasta ferita con ustioni ad un braccio. Se verranno accertate delle responsabilità le persone coinvolte saranno perseguite per “incendio doloso colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose”, ha dichiarato la procuratrice. Jacques Moretti, in una breve dichiarazione alla ‘Tribune de Geneve’ ha fatto sapere che il locale era stato ispezionato “tre volte in dieci anni” e “tutto era stato fatto secondo gli standard”. La procura di Roma, competente per i reati che coinvolgono cittadini italiani all’estero, a sua volta aprirà un fascicolo una volta ultimate le procedure di identificazione dei connazionali coinvolti. Come già preannunciato nelle prime ore dopo il disastro sono coinvolti cittadini di diverse nazionalità presenti nella rinomata località turistica.
I feriti e i dispersi italiani
Le autorità locali, parlando dei feriti, hanno reso noto che fra quelli identificati, oltre a 71 cittadini svizzeri, risultano esserci francesi, italiani, serbi, bosniaci, belgi, polacchi, portoghesi e lussemburghesi. “Si tratta di cifre provvisorie”, hanno poi precisato. Anche per quanto riguarda le vittime non sono ancora tutte state identificate. Un’attesa snervante che coinvolge alcune famiglie italiane. Secondo le cifre rese note dalla Farnesina gli italiani feriti sarebbero 13, di cui alcuni già trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano, mentre sei risultano ancora dispersi. Fra loro c’è il 17enne Emanuele Galeppini, residente a Dubai ma originario di Genova. A dare la conferma del suo decesso era stata la Federgolf ma, in assenza della conferma da parte dell’esame del Dna, il ragazzo risulta ancora formalmente fra i dispersi.
Tajani sul luogo della strage
“I nomi degli eventuali deceduti saranno comunicati dalle autorità svizzere prima alle famiglie e poi subito dopo alle autorità italiane”, ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che è volato in Svizzera per essere vicino ai familiari dei connazionali coinvolti nella tragedia. Il titolare della Farnesina si è recato anche presso il locale andato a fuoco. “Ho visto le tracce di un dramma“, ha affermato parlando con i cronisti. “Evidentemente qualcosa non ha funzionato dal punto di vista della sicurezza – ha affermato ancora – mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici in un locale al chiuso con ragazzi che salivano l’uno sulle spalle di un altro”. Tajani ha spiegato di aver parlato con le autorità inquirenti e di aver ricevuto rassicurazioni in merito al fatto che l’intenzione è quella di andare “fino in fondo” alla vicenda.
Il comune di Crans-Montana (VS) si è costituito parte civile nel procedimento penale a seguito dell’incendio del bar La Constellation, che ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 119 a Capodanno. Il consiglio comunale del comune svizzero, riunitosi sabato pomeriggio, ha deciso all’unanimità di costituirsi parte civile. Lo riporta il Quotidien Jurassien, sul suo portale web.
La Messa domenicale presso la Cappella di Saint-Christophe a Crans-Montana sarà dedicata alle vittime del tragico incendio di Capodanno. Lo annuncia il Comune svizzero di Crans-Montana sul suo sito web.Saranno presenti il Vescovo Jean-Marie Lovey, il Vescovo Charles Morerod e il Vescovo Alain de Raemy, oltre a rappresentanti di altre confessioni religiose. La Messa sarà seguita da una marcia silenziosa verso la struttura commemorativa eretta nei pressi del luogo della tragedia. La Confederazione Svizzera ha inoltre aperto un libro delle condoglianze in cui chiunque può lasciare un messaggio.Messa e Marcia Silenziosa si svolgeranno domani domenica 4 gennaio, alle 10.00. Il Vescovo Jean-Marie Lovey di Sion presiederà una Messa in omaggio alle vittime della tragedia di Crans-Montana. La cerimonia si terrà presso la Cappella di Saint-Christophe a Crans, alla presenza di rappresentanti di altre confessioni religiose.Altoparlanti e uno schermo consentiranno a chi si troverà sul piazzale antistante la chiesa di seguire la cerimonia.La marcia silenziosa sarà diretta verso il centro di Crans, dove la popolazione potrà porgere i propri omaggi, deporre fiori o candele e firmare il libro delle condoglianze sul podio allestito a tale scopo dal Comune di Crans-Montana.
“Esprimo il profondo cordoglio di tutta la Lombardia e la mia personale vicinanza a la mamma e il papà di Chiara Costanzo, ai fratelli, agli amici e ai compagni di scuola: un dolore immenso per una giovane vita spezzata troppo presto. Chiara, 16enne studentessa eccellente del liceo scientifico Moreschi di Milano, era capitata per caso in quel locale di Crans-Montana insieme agli amici, perché negli altri non avevano trovato posto. Appassionata di ginnastica acrobatica, generosa e solare, diffondeva buonumore ovunque: una ragazza d’oro, apprezzata da tutti. Riposa in pace”. Così Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, in un post su Fb in cui esprime il cordoglio per la ragazza, fra le vittime italiane dell’incendio di Capodanno nel bar di Crans-Montana, in Svizzera.
Ci sono ufficialmente tre vittime italiane nella strage di Crans-Montana. E’ quanto si apprende da fonti informate. Le autorità svizzere hanno informato i familiari. Sono il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 17enne golfista genovese residente a Dubai Emanuele Galeppini e il 16enne milanese Achille Barosi. Le famiglie sono state informate dalle autorità elvetiche.
Secondo un comunicato della Procura pubblica del Vallese, sono state identificate altre quattro vittime e i loro corpi sono stati restituiti alle famiglie. Si tratta di due donne svizzere di 24 e 22 anni e di due uomini svizzeri di 21 e 18 anni. Questo porta il numero totale delle vittime identificate a otto. Anche le prime 4 vittime identificate erano di nazionalità svizzera.
“In questi momenti non ci sono parole che possano esprimere lo sgomento e il dolore per i fatti che sono accaduti in Svizzera. Siamo tutti colpiti. A nome della comunità di Arona esprimo la vicinanza a tutti i genitori, a tutti i parenti e a tutti gli amici delle vittime. Ho sentito il papà di Chiara: credo che nessuna parola possa lenire il dolore per la perdita di una figlia, è qualcosa che non ha senso, che è innaturale. Non è umano”. Così il sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, in un video sui social, in merito alla tragedia di Crans-Montana, che ha coinvolto la 16enne Chiara Costanzo, residente a Milano ma la cui famiglia era originaria di Arona. “Molti di voi conoscevano la famiglia Costanzo”, ha aggiunto. “Io sono stato avvisato da un’amica che la conosceva. Abbiamo sperato nel miracolo ma ciò non è avvenuto”.”Mi sento di ringraziare tutti i soccorritori, grazie alla Farnesina, a Bertolaso, al ministro Tajani che ha parlato con i genitori. Non ci sono parole per superare questo dolore così forte. Un dolore inimmaginabile. Siamo tutti sgomenti. La sicurezza deve venire prima di tutto. Ci saranno indagini. Spero che chi ha delle colpe paghi: l’attenzione alla sicurezza deve essere sempre massima”.
“Non vi sono aggiornamenti rispetto alle notizie di ieri: 121 feriti di cui 5 ancora da identificare e di 40 vittime di cui 8 da identificare”. Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, dando aggiornamenti sull’incendio a Crans-Montana, precisando che “domani si terrà un’altra informativa alle 17”. “I famigliari sono logorati dalla lunga attesa e li capisco. Il silenzio è molto pesante, rimanere senza notizie dei famigliari è una prova durissima”, ha aggiunto Cornado, sottolineando che tra gli “8 identificati non ci sono italiani”.
“Amici delle vittime, vi auguro sinceramente molta forza per affrontare questo periodo buio e triste e vi assicuro che non siete soli”. È quanto ha detto il consigliere federale Beat Jens, parlando in italiano dopo aver deposto un mazzo di fiori fuori dal locale Le Constellation di Crans-Montana, dove un incendio scoppiato nella notte di Capodanno ha ucciso almeno 40 persone.
E’ arrivata all’ospedale Niguarda di Milano una nuova paziente proveniente da Zurigo. Si tratta di una 16enne definita precedentemente ‘non trasportabile’ ma le ultime valutazioni dei sanitari svizzeri ne hanno autorizzato il trasporto. La sua situazione si conferma grave. In questo momento sono quindi 9 i pazienti ricoverati nell’ospedale milanese. La ragazza si chiama Sofia e, come spiegato questa mattina dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante il punto stampa all’ospedale Niguarda, in questo momento è la paziente più grave.
La Procura svizzera ha aperto un’indagine penale nei confronti dei gestori del bar ‘Le Constellation’ a Crans-Montana, in Svizzera, dove nella notte di Capodanno è scoppiato un incendio in cui sono morte almeno 40 persone. Una nota della procura precisa che i primi riscontri dell’indagine in relazione all’incendio hanno portato all’apertura di un’indagine penale nei confronti dei due gestori che “sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo”.
In un nuovo bilancio delle vittime nell’incendio scoppiato la notte di Capodanno in un bar a Crans-Montana, il ministero degli Esteri della Francia ha informato che 16 cittadini francesi sono rimasti feriti, mentre nove risultano ancora dispersi. Lo riporta l’emittente francese Bfmtv.
“Siamo qui in una missione organizzata e richiesta dal dipartimento nazionale proprio per supportare quelle che sono le famiglie, i testimoni e tutte le persone che sono a Crans-Montana e che sono state impattate dall’evento”. Sono le parole a LaPresse di Guendalina Grossi, psicologa dell’emergenza della Società Italiana di Psicologia inviata nella località svizzera dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile. “Il nostro compito con le famiglie è quello di essere a loro completa disposizione per quanto riguarda i loro bisogni di supporto emotivo – ha continuato – ma supporto emotivo vuol dire anche aiutarli a comprendere e reinterpretare quello che viene detto in modo che abbia senso per loro, perché chiaramente è una situazione che va ben oltre quella che è l’ordinarietà della vita”.
Una ragazza di 15 anni, rimasta ferita nell’incendio a Crans-Montana, in Svizzera, è arrivata da Losanna all’ospedale Niguarda di Milano. Si tratta dell’ottavo paziente in 3 giorni preso in carico dal Centro Ustioni, dall’inizio dell’emergenza.
“Abbiamo già trasferito 7 persone e oggi stiamo conducendo un altro trasferimento medico dall’ospedale di Losanna al Niguarda di Milano”. È quanto fa sapere Giuseppe Lepri Gallerano, funzionario del Dipartimento di protezione civile, dando aggiornamenti sulle vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. “Chiunque sta dando il suo aiuto” ai parenti delle vittime “sia istituzionale ma anche come persone perché comprendiamo lo strazio di quello che stanno vivendo”, ha aggiunto Gallerano, “è sicuramente una grossa prova emotiva. È un onore essere qui a aiutare queste persone”.
“Di fronte a tragedie come quella avvenuta a Crans-Montana, le parole contano poco. Conta esserci, con rispetto, con discrezione e con un impegno concreto”. Lo dichiara Umberto Maerna, deputato di Fratelli d’Italia, che nella giornata di ieri ha partecipato, insieme al presidente del Senato Ignazio La Russa, alla visita presso il Consolato generale di Svizzera a Milano, dove sono stati deposti mazzi di fiori bianchi e rossi in segno di cordoglio per le vittime del drammatico incendio nel locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. “Davanti al Consolato, rappresentanti e simpatizzanti di Fratelli d’Italia – si legge in una nota – hanno voluto esprimere la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e dei feriti, rinnovando un sentimento di solidarietà che va oltre ogni appartenenza politica”. “È stato un gesto semplice – ha ricordato il presidente La Russa – ma profondamente sentito, che parla a nome di tutti gli italiani”. “Come Fratelli d’Italia – prosegue Maerna – abbiamo voluto testimoniare un cordoglio sincero e composto, nel pieno rispetto del dolore di chi sta vivendo ore drammatiche. In momenti come questi, la vicinanza delle istituzioni non è una formalità, ma un dovere morale”
Si contano “121 feriti di cui 5 non identificati. 40 vittime, di cui 4 identificate e già restituite alle famiglie”. È questo il più recente bilancio dell’incendio scoppiato la notte di Capodanno in un bar di Crans-Montana, secondo l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. “Le procedure di identificazione proseguiranno nella giornata di oggi e di domani e dovrebbero essere in gran parte completate entro il pomeriggio di domani”, ha aggiunto, “in alcuni casi ci vorrà qualche giorno in più”.
“C’è molta tensione perché l’attesa è lunga, perché il silenzio è terribile da sopportare, a causa della mancanza di informazioni, che è inevitabile in queste circostanze”, ha aggiunto Cornado. Ha sottolineato che è giusto che le autorità seguano una “procedura rigorosa” e condividano le informazioni solo quando sono “accurate e sicure al 100%”.
La polizia svizzera ha dichiarato che i corpi di quattro vittime dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno in un bar di Crans-Montata sono stati identificati e consegnati alle loro famiglie. Si tratta di un ragazzo e una ragazza, entrambi di 16 anni, un 18enne e una donna di 21 anni, tutti cittadini svizzeri. L’identificazione delle altre vittime, ferite e decedute, sta procedendo e non hanno fornito ulteriori informazioni.
Sono 14 e non 13 gli italiani feriti nel devastante incendio a Crans-Montana. Lo ha riferito l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, in riferimento all’ultima informativa delle autorità svizzere. Al momento risultano ancora sei dispersi tra gli italiani, non ci sono ufficialità sulle vittime.
“Dal punto di vista clinico, la situazione dei sette pazienti ricoverati al Niguarda è buona. I parametri respiratori, metabolici e circolatori stanno andando bene in tutti: sono gli aspetti decisivi nelle primissime fasi”, spiega Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’urgenza e Pronto soccorso dell’ospedale Niguarda, aggiornando sulle condizioni dei ragazzi coinvolti nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana e trasferiti a Milano. “Il secondo fronte, nei prossimi giorni, sarà curare al meglio le ustioni e prevenire le infezioni. Per la parte clinica di nostra competenza, quella che riguarda noi rianimatori e che nell’immediato è cruciale, l’andamento è positivo. Il messaggio deve essere di fiducia, dobbiamo essere tutti molto speranzosi”. L’ospedale, aggiunge Galbiati, è pronto ad ampliare ulteriormente la disponibilità. “La direzione e le autorità regionali ci hanno chiesto di mettere a disposizione ancora più posti letto, anche per eventuali necessità richieste dalle autorità svizzere. I letti ci sono: abbiamo un sistema di allertamento per le maxi-emergenze e un’organizzazione interna rodata, quindi come sanitari siamo pronti ad accogliere anche altri pazienti”. Sui pazienti già in cura, il direttore chiarisce che il quadro resta sotto controllo. “Al momento abbiamo due ragazzi estubati. Gli altri, invece, restano intubati soprattutto per una scelta clinica nostra, legata alle procedure e alle cure che dobbiamo eseguire, non perché lo scambio respiratorio stia peggiorando: quello sta andando bene. In questa fase decidiamo di mantenerli sedati e intubati perché è la condizione migliore che ci consente di intervenire nel modo più efficace”. Infine, un segnale incoraggiante sui due giovani estubati. “Hanno parlato con le famiglie e questo è un elemento di grande conforto”, conclude Galbiati.
L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha spiegato che negli ospedali elvetici potrebbero esserci altri due connazionali. “Sono due ragazzi che non sono ancora stati identificati con certezza, che sono i due casi più gravi e che si trovano al centro ustionati di Zurigo. Abbiamo la ragionevole certezza che si tratti di due ragazzi italiani, ma dobbiamo ancora fare le prove del Dna. Non riusciamo a identificarli perché hanno il volto completamente coperto dalle medicazioni. Avendo ustioni al volto, il primo intervento che hanno fatto ovviamente è stato quello di soccorrere e di curare la parte della faccia e quindi non possiamo certo sciogliere le medicazioni per vedere se si tratta di uno piuttosto che di un altro. Ovviamente sono intubati, quindi non sono in grado di parlare. Come sapete era un gruppo di amici: qualcuno ce l’ha fatta, qualcuno è ricoverato e qualcuno purtroppo è disperso, ed è chiaro che da questo punto di vista sono completamente scioccati”, ha spiegato l’assessore.
“Oggi abbiamo un arrivo previsto per la fine della mattinata: si tratta di Sofia, ricoverata all’ospedale di Losanna, ed è sicuramente la paziente in questo momento più grave. Per fortuna abbiamo avuto l’autorizzazione a trasportarla in elicottero, quindi dovrebbe arrivare a fine mattinata, dipende un po’ anche dalle condizioni meteorologiche”. Così l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante il punto stampa all’ospedale Niguarda sulle condizioni dei ragazzi coinvolti nella tragedia di Crans-Montana e ricoverati nel nosocomio milanese. “Questo è l’unico arrivo previsto per oggi, perché gli altri pazienti, che sono stati visitati dal nostro team, che sapete sta girando tutti gli ospedali, sono stati dichiarati praticamente non trasportabili”, ha proseguito Bertolaso. “Tre persone, due ragazzi più quel cittadino svizzero di cui vi ho parlato ieri, al momento non sono trasportabili. Verosimilmente, intorno al 6-7 gennaio, potranno forse, sulla base delle condizioni cliniche, essere portati qui”. Bertolaso ha spiegato che, con l’arrivo della quindicenne, per oggi il ponte aereo con la località svizzera si ferma, ma negli ospedali elvetici potrebbero esserci altri due connazionali. “Sono due ragazzi che non sono ancora stati identificati con certezza, che sono i due casi più gravi e che si trovano al centro ustionati di Zurigo. Abbiamo la ragionevole certezza che si tratti di due ragazzi italiani, ma dobbiamo ancora fare le prove del DNA. Non riusciamo a identificarli perché hanno il volto completamente coperto dalle medicazioni. Avendo ustioni al volto, il primo intervento che hanno fatto ovviamente è stato quello di soccorrere e di curare la parte della faccia e quindi non possiamo certo sciogliere le medicazioni per vedere se si tratta di uno piuttosto che di un altro. Ovviamente sono intubati, quindi non sono in grado di parlare. Come sapete era un gruppo di amici: qualcuno ce l’ha fatta, qualcuno è ricoverato e qualcuno purtroppo è disperso, ed è chiaro che da questo punto di vista sono completamente scioccati”, ha spiegato l’assessore.
Sul fronte del supporto psicologico, Bertolaso ha precisato: “Abbiamo cinque psicologi che stanno assistendo in questo momento i familiari qui a Niguarda. Altri cinque nostri psicologi sono nell’ambito del team nazionale che si trova a Crans-Montana, ad assistere i genitori dei ragazzi dispersi, che ovviamente in questo momento vivono la situazione più dolorosa e angosciante”. Infine l’assessore ha rivolto un ringraziamento: “C’è stato un lavoro straordinario e ringraziamo anche tutti gli italiani perché mi dicono, che sui social ci sono stati anche tanti apprezzamenti. Questo ovviamente fa bene a tutti quelli che hanno lavorato e che stanno lavorando, anche al personale sanitario, ai ragazzi del pronto soccorso, ad Areu. Insomma, un gioco di squadra italiano del quale siamo sicuramente orgogliosi, ma come vi ho detto non ci fermiamo qui”, ha concluso.
“La polizia svizzera ha identificato 6 cadaveri non di cittadini italiani, oggi ha convocato le famiglie,è probabile che già oggi ci sia l’identificazione di persone decedute nella tragedia”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al TG2 sulla tragedia di Crans-Montana. Tajani ha annunciato che l’Italia è pronta a fornire un “volo di stato” per il rientro eventuale delle salme ma “aspettiamo di avere conferme”, ha concluso.
“Ho appena ricevuto la telefonata che non dovrebbe mai arrivare a un padre. Un dolore sordo, indicibile: la mia amata Chiara non c’è più”. Lo ha detto in due diverse interviste al Corriere della Sera e a Repubblica Andrea Costanzo, il padre della 16enne Chiara Costanzo, ufficialmente ancora dispersa per la strage di Crans-Montana della notte di Capodanno, per cui la famiglia ha abbandonato le speranze di ritrovarla in vita. “Ci hanno detto ufficialmente che gli ospedalizzati non identificati sono tre, di sesso maschile. Per esclusione, mia figlia è in un altro elenco, quello delle vittime. Per l’ufficialità ci vorranno parecchi giorni, per via degli esami accurati del Dna. Attendiamo la notizia ufficiale. Ma per noi c’è già”. “La sera dell’incendio non l’ho trovata – racconta l’uomo -. Sono arrivato davanti al locale ma non l’ho trovata. Sarei dovuto entrare dentro a cercarla ma i vigili del fuoco non mi hanno fatto passare. Avrei voluto tanto farlo. Quest’anno Chiara non voleva nemmeno venire: pensava di festeggiare il Capodanno con un’amica in un’altra località ma non c’era posto. Così siamo tornati qui anche questa volta. Noi spingevamo lo stesso perché uscisse a divertirsi. Ovvio che queste parole, dette adesso, suonano in maniera diversa. La vita è bastarda. E io adesso mi sento una grande responsabilità addosso”. “È la fase dell’angoscia e del dolore – ha aggiunto Andrea Costanzo -, poi, una volta che avrò elaborato questo lutto, anch’io andrò alla ricerca della giustizia. Lo devo a mia figlia, che sapeva sempre distinguere il giusto dallo sbagliato. Penso ci siano responsabilità che devono essere tirate fuori, ovvio. Arriverà anche la fase per avere quelle risposte”.
Le candele scintillanti sulle bottiglie di champagne, verifiche sul materiale fonoassorbente sul soffitto e la conformità alle normative e le misure di sicurezza presenti nel locale ‘Le Constellation’, tra cui estintori e vie di fuga. Sono i punti al centro dell’indagine per omicidio colposo sul rogo di capodanno che è costato la vita ad almeno 40 persone, molti giovanissimi sotto i 25 anni, e ne ha ferite altre 119, 113 delle quali sono state formalmente identificate al momento. Numeri ancora incerti ma tra i feriti figurano almeno 71 cittadini svizzeri, 14 francesi, una dozzina di italiani oltre a cittadini di Serbia, Bosnia-Erzegovina, Lussemburgo, Belgio, Portogallo e Polonia, secondo quanto riferito da Frédéric Gisler, comandante della polizia del Canton Vallese. “Capirete che oggi la priorità è davvero l’identificazione, per consentire alle famiglie di iniziare il loro lutto”, ha dichiarato venerdì ai giornalisti Beatrice Pilloud, procuratore generale del Canton Vallese, durante una conferenza stampa. “Siamo consapevoli delle ore particolarmente difficili che stiamo vivendo, del lato insopportabile di ogni minuto che passa senza risposte”, ha aggiunto il capo del governo regionle, Mathias Reynard.
Il rogo che ha causato la strage di Crans-Montana potrebbe essere partito dalla bottiglia di una donna con un casco con posizionata sopra una candela pirotecnica. È quanto ipotizza il sito elvetico ‘Blick’, che rilancia una foto pubblicata dal Daily Mail. L’immagine mostra una persona con una maschera di Guy Fawkes e, cavalcioni sulle sue spalle, una donna con un casco nero, che tiene in mano la una bottiglia con sopra un dispositivo pirotecnico acceso, avvicinarsi pericolosamente al soffitto che nell’immagine aveva già iniziato a prendere fuoco.

