A Sanremo la ‘campana dei bimbi non nati’: polemica contro la scelta del vescovo

A Sanremo la ‘campana dei bimbi non nati’: polemica contro la scelta del vescovo
Il vescovo Antonio Suetta, titolare della diocesi Ventimiglia-Sanremo,

La scelta di Antonio Suetta, titolare della diocesi Ventimiglia-Sanremo, contro l’aborto

È polemica per la ‘campana dei bimbi non nati‘ collocata nella torrella della Villa Giovanna d’Arco a Sanremo. Inaugurata lo scorso 28 dicembre, giorno in cui si celebra la Festa dei Santi Innocenti Martiri, risuonerà ogni sera alle 20. “È una campana che mette alla gogna pubblicamente la libertà di scelta delle donne – interviene Cristina Carelli, presidente della Di.Re – Simbolicamente questa iniziativa è paragonabile alla reazione violenta di molti uomini che rifiutano l’affermazione di libertà delle donne. Il fatto che ciò avvenga per iniziativa di una istituzione come la Chiesa conferma la strutturalità del fenomeno.

Questa istituzione deve assumersi la responsabilità di rivittimizzare molte donne che la vivono come riferimento e che sentono respinta la loro richiesta di aiuto”.La Chiesa di Ventimiglia-Sanremo, in una nota, aveva spiegato che l’iniziativa “nasce dal desiderio di dare voce a chi non ha potuto avere voce, di custodire nel cuore della Chiesa il ricordo dei bambini non nati a causa dell’aborto”. Le campane diventano, nelle parole della Diocesi retta dal vescovo Antonio Suetta, “un richiamo quotidiano alla coscienza, alla preghiera e alla misericordia. Il suo suono sarà un invito al silenzio, alla riflessione, alla compassione e alla speranza”.

“La Campana dei Bimbi non Nati non parla solo del passato, ma interroga il presente e apre al futuro. Ci ricorda che ogni vita è un dono, che ogni essere umano ha una dignità infinita e che la risposta cristiana alle ferite del mondo passa sempre attraverso l’amore, l’accoglienza e la verità”, sottolinea il vescovo. Parole che avevano destato anche la reazione di Edoardo Verda, consigliere comunale del Pd a Imperia. La campana suonerà “non per avvertire di un pericolo”, ma “per imporre un giudizio”. Una scelta che non parla di cura né di ascolto, ma di colpa.

Una scelta che trasforma il dolore in simbolo e il simbolo in accusa. “Quando un’istituzione religiosa decide di ‘dare voce’ a qualcuno, deve sapere che così facendo ne mette a tacere altri, colpendo, in questo caso, chi ha dovuto compiere scelte individuali, spesso dolorose, che non possono essere trasformate in strumenti di propaganda morale – sottolinea Verda – Da consigliere comunale, ma soprattutto da medico, tengo a fare una precisazione: la salute non è e non può essere un terreno di battaglia ideologica. Perché la legge 194 non è ‘cultura della morte’, ma una legge di civiltà che tutela la salute, la dignità e l’autodeterminazione delle donne che non può essere delegittimata da penose iniziative colpevolizzanti”. Nella nota della Chiesa, Suetta ricorda che la campana “è stata fusa in occasione dei ’40 Giorni per la Vita’ 2021/2022 della Diocesi di Ventimiglia–Sanremo, come segno visibile e duraturo di preghiera, memoria e affidamento.

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