Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Vito Mezzalira, l’ex postino di Gorizia, sparito nel 2019. Gli esami effettuati sui resti ossei trovati in un pozzo nel giardino della villetta di Sagrado, dove viveva l’uomo, hanno confermato che appartengono allo stesso Mezzalira. A riportarlo è Il Piccolo. Decisive sono state le analisi condotte sull’arcata dentale rinvenuta.
Tre indagati per la scomparsa di Mezzalira
L’uomo, ex dipendente di Poste Italiane, triestino originario di Modena, fece perdere le proprie tracce nel 2019: all’epoca aveva 66 anni. Per la sua scomparsa risultano indagate tre persone: si tratta della compagna dell’ex postino, Mariuccia Orlando, il figlio della donna Andrea Piscanec e il fratello della stessa Redivo Moreno. I tre sono accusati di concorso in omicidio volontario, concorso in sottrazione di cadavere e truffa aggravata e continuata.
Le indagini sulla scomparsa di Vito Mezzalira sono partite dopo la denuncia presentata dalla sorella Domenica nel settembre 2023. La donna riteneva poco probabile l’ipotesi, avanzata in un primo momento, di una possibile fuga all’estero da parte del fratello. Nel corso dell’inchiesta sono state avviate attività di ricerca nel giardino della villetta di Sagrado, in provincia di Gorizia, dove viveva l’ex postino, anche con l’ausilio di georadar e cani molecolari: qui sono state ritrovate ossa umane, contenute in sacchetti di plastica e riposte in una fossa per le acque nere.

