A Parma si tiene un’udienza del processo a Chiara Petrolini, accusata di aver partorito e seppellito i corpi dei due figli neonati, a Vignale di Traversetolo, nel Parmense. La 22enne è in aula ma ha rinunciato a rendere testimonianza. Il suo avvocato, Nicola Tria, ha riferito che sono stati acquisiti tutti gli atti relativi alle sue dichiarazioni nel corso delle indagini e che, una volta terminata la perizia, Petrolini possa farlo in futuro. Ha parlato invece un’amica della ragazza che ha affermato: “Nel mese di luglio (2024, ndr) l’ho vista in intimo, non aveva la pancia. L’ho vista anche nuda appena uscita dalla doccia”. La donna ha dichiarato che fosse “capitato spesso di cambiarci insieme prima di uscire”. “Non ho notato nessuna alterazione a livello di comportamento”, ha aggiunto, rispondendo a una precisazione se avesse notato in Petrolini cambiamenti non fisici. “.
L’amica: “Mi disse che ebbe paura ma non ciò che aveva fatto”
“Aveva molta ansia, si era sentita sola in quel momento e ha reagito come ha reagito“, ha dichiarato una amica di Chiara Petrolini, rispondendo alle domande del presidente della Corte nel corso dell’udienza di questa mattina a Parma. “Quello che ha fatto non me lo ha detto, ma ha detto che ha avuto paura, che si è sentita sola e poi ha fatto quello che ha fatto”, ha aggiunto l’amica, dopo la scoperta del bimbo trovato nel giardino della villetta di Vignale “è successo quello che è successo, non mi ha spiegato quello che era successo”. L’amica della giovane, che la conosce dalle scuole elementari, durante la deposizione in aula ha risposto a una domanda relativa a una presunta molestia subita da Petrolini durante una festa nel 2022, quando un ragazzo in bagno le avrebbe afferrato la testa per costringerla a un rapporto orale, che non avvenne perché lei è scappata via.
L’amica: “Chiara persona aperta”
“Chiara è una persona aperta, partecipativa; è sempre stata abbastanza solare, sapeva stare in mezzo alle persone e in compagnia”. Lo ha dichiarato una delle amiche di Chiara Petrolini, rispondendo alle domande della pm, Francesca Arienti. L’amica ha anche parlato della scelta, avvenuta in autonomia, di iniziare a lavorare. In un passaggio sui rapporti tra Petrolini e i genitori, l’amica ha aggiunto che erano “positivi, con entrambi”.
“Ero preoccupata che si facesse del male”
“Ero preoccupata che si facesse del male. Ero preoccupata a pensare che stesse in casa e tutte le conseguenze che ci sarebbero state dopo”. ha dichiarato una delle amiche di Chiara Petrolini, rispondendo alle domande del suo legale, Nicola Tria. “Le disse: ‘Non so se riesco ad andare avanti?’”, ha chiesto l’avvocato all’amica durante la deposizione, e lei ha risposto “sì”.
L’amica: “Il 6 agosto 2024 a casa mia, bevemmo e fumammo ma nessuno si ubriacò”
“Il 6 agosto 2024 ci siamo viste a casa mia, lei aveva appena finito l’ultimo giorno di centro estivo, era orario aperitivo, quindi abbiamo bevuto e mangiato qualcosa insieme. Lei è venuta in macchina: eravamo io, Chiara (Petrolini, ndr) e Riccardo. Abbiamo parlato e poi abbiamo fumato insieme, tabacco e marijuana, che era stata regalata a Riccardo. Abbiamo fumato io e Chiara, una canna (intera), divisa equamente, abbiamo mangiato panini e patatine, abbiamo bevuto due birre a testa, Chiara forse tre e poi sono andati a casa. Nessuno di noi si ubriacò”, è il racconto dell’amica. “Chiara mi mandò un audio in cui mi disse che aveva avuto il ciclo forte, la mattina de 7 agosto – ha proseguito l’amica, parlando dei giorni del parto -. Chiara l’abbiamo rivista il giorno stesso che partisse per New York; la sera stesa, siamo state in una vigna, poi siamo andate in un altro bar a Traversetolo, abbiamo bevuto una cosa lì, l’ho portata a casa e poi è partita”.
Psichiatra consulente parte civile: “Non sembra possibile invocare infermità”
“A noi non sembra sia possibile invocare un’infermità”, ha dichiarato lo psichiatra Renato Ariatti, consulente di parte civile, che ha deposto nel corso dell’udienza al processo a Chiara Petrolini, a Parma.
Psichiatra difesa: “In lei caratteristiche personalità disfunzionali“
“In Chiara Petrolini ci sono caratteristiche della personalità palesemente disfunzionali, che incidono sulla sfera dell’affettività, della cognitività, quindi una difficoltà a conoscere e riconoscere il proprio mondo interiore e incide sul funzionamento interpersonale”. Lo ha dichiarato lo psichiatra Giuseppe Cupello, consulente chiamato da Nicola Tria, legale della giovane accusata di aver partorito e seppellito i corpi dei due figli neonati.

