Possibile svolta nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Ci sarebbe “piena concordanza” tra l’aplotipo maschile Y del Dna rilevato nel 2007 su due unghie della vittima, Chiara Poggi, e la linea paterna del profilo biologico di Andrea Sempio, indagato per omicidio in concorso nella nuova inchiesta della procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, sull’omicidio. Lo si legge in una mail pec inviata ieri 26 novembre dalla genetista della polizia scientifica, Denise Albani, incaricata dalla gip del Tribunale di Pavia, Daniela Garlaschelli, di redigere una perizia genetica nell’ambito dell’incidente probatorio genetico e dattiloscopico che vedrà la prossima udienza il 18 dicembre. La mail è stata poi in serata inviata da Garlaschelli alle difese. La perizia sarà depositata qualche giorno prima del 18 dicembre.
Dna comparato con 39mila profili nell’Europa occidentale
I calcoli biostatistici sulla possibilità di corrispondenza fra le tracce genetiche sulle unghie di Chiara Poggi e il profilo Y di Andrea Sempio sono stati effettuati su una banca dati di oltre 39mila aplotipi nella popolazione dell’Europa occidentale. Lo apprende LaPresse sulle tabelle inviate ieri da Albani alle parti. Per calcolare la maggiore probabilità di origine del profilo che identifica una linea paterna maschile, parziale e misto, trovato sul quinto dito della mano destra e sul primo della mano sinistra della 26enne, la perita ha utilizzato il database di riferimento per la ricerca degli aplotipi in ambito forense denominato YHRD (Y-STR Haplotype Reference Database) che è il più completo archivio esistente. A livello mondiale (“Worldwide”) contiene 349.750 profili mentre il database nazionale ‘Italia’ è composto da ‘soli’ 5.638 profili. Un numero ritenuto troppo basso – anche dai consulenti dei pm di Pavia Napoleone-Civardi – per effettuare l’indagine statistica. La perita della polizia scientifica ha effettuato il calcolo di probabilità sul database denominato “Western European Metapopulation”, composto da 39.150 profili provenienti da cittadini dell’Europa occidentale. Con questo sistema è stato ritenuto più probabile che le tracce sulle unghie di Chiara Poggi siano state generate da Sempio e da un secondo soggetto di sesso maschile sconosciuto, che non da altri due soggetti ignoti senza legami o correlazioni con Sempio.
Rispetto alle tabelle e ai calcoli inoltrati ieri alle parti e non corredati da commenti o conclusioni, la gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, ha scritto una mail ai difensori della nuova indagine sul delitto di Garlasco per informarli del diritto di presentare “relazioni scritte” o “osservazioni” in vista dell’ultima udienza del 18 dicembre. Albani invece depositerà il suo elaborato finale, incluse le conclusioni, entro il 5 dicembre. “Non potrò mai dire, e ci tengo a sottolinearlo, che quel profilo è di Tizio, perché è proprio concettualmente sbagliato essendo un aplotipo, a prescindere dal caso specifico“, aveva già spiegato l’esperta alla scorsa udienza del 26 settembre.
La difesa di Sempio: “Quel Dna non prova niente per omicidio”
Secondo i difensori di Andrea Sempio, però, Liborio Cataliotti e Angela Taccia (con i loro consulenti tecnici Marina Baldi e Armando Palmeggiani) “mancano i dati decisivi” che “rendano quel dna probante rispetto all’omicidio”. La perita della polizia scientifica ha confermato quanto già “ampiamente emerso” durante l’udienza del 26 settembre sul fatto che il profilo genetico sia “aplotipo parziale, misto e non consolidato”. Il collegio difensivo di Sempio si domanda dunque: “Fu da contatto diretto fra i due corpi o da contatto con lo stesso oggetto? Fu da contatto diretto fra i due corpi o da contatto con lo stesso oggetto?”. Senza queste risposte, concludono, “ogni valutazione è affrettata“.
Un Dna “misto e incompleto”
Secondo quanto rilevato a verbale a settembre da Albani ed emerso qualche giorno fa, dalla rilettura dei tracciati elettroforetici del materiale genetico sulle unghie di Poggi emergerebbe un profilo definito come aplotipo, parziale, misto e non consolidato. Significa che è riconducibile a una linea paterna maschile ma non può identificare con certezza né escludere con certezza un singolo soggetto; la sequenza è incompleta (parziale); è presente almeno un altro dna maschile ma non è utilizzabile per attribuzioni (misto); e infine le 3 estrazioni effettuate 11 anni fa dal professor De Stefano per la perizia del processo d’appello ‘Stasi bis’, non sono state omogenee e hanno dato risultati incostanti (non consolidato). Ora, si collega quella linea paterna maschile con il profilo biologico di Sempio.
L’ipotesi del contatto da difesa
Il profilo genetico a cui fa riferimento la perizia di Albani sarebbe relativo ai frammenti di Dna trovati anche sulle unghie contrassegnate con ‘MDX5’: la quantità di Dna subungueale, come rivelato da ‘Ore 14’ lo scorso 6 novembre, sarebbe definita “molto elevata”, il che indicherebbe un contatto diretto, probabilmente da difesa. Sui frammenti di unghie nel 2007 non furono eseguiti tamponi perché ritenuti troppo esigui.
I consulenti della Procura non escludevano contaminazioni
I consulenti della Procura di Pavia, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, nella loro relazione genetico-forense depositata a settembre, non avevano escluso la possibilità di contaminazioni, anche minime, nei campioni di DNA sulle unghie di Chiara Poggi. Gli esperimenti di De Stefano sui residui dei margini ungueali della mano destra e sinistra della vittima avevano dato risultati incostanti e gravati da artefatti dovuti a possibile degradazione e contaminazione, senza fornire indicazioni positive di identità su un soggetto maschile. I consulenti dei pm Napoleone, Civardi, De Stefano e Rizza ritengono comunque che le tracce individuate nel secondo round di esperimenti possano essere utilizzate per confronti con i DNA del nuovo indagato, Andrea Sempio, e di Alberto Stasi.
Sempio a Roma lo scorso 20 novembre
Lo scorso 20 novembre Andrea Sempio, accompagnato dalla sua legale Angela Taccia, è stato a laboratori Genomica di Roma per un incontro con il team difensivo e la genetista Marina Baldi. “Un confronto per avere ulteriori certezze? Quello è l’obiettivo”, aveva detto ai cronisti presenti sul posto. Il giorno prima, in un’intervista a ‘Cinque Minuti’ con Bruno Vespa, aveva detto di sentirsi “un po’ perseguitato”.

