25 Novembre, Giornata contro la violenza sulle donne: il progetto della Caritas per le vittime

25 Novembre, Giornata contro la violenza sulle donne: il progetto della Caritas per le vittime
Una partecipante tiene un cartello con la scritta “Stop alla violenza contro le donne” durante una manifestazione contro la violenza di genere nel piazzale antistante il giardino botanico di Johannesburg, in Sudafrica. (Foto: Misper Apawu/AP)

Caritas italiana è in prima linea, da anni, per sostenere le donne vittime di violenza

Cura, attenzione e una nuova possibilità dopo la sofferenza. Un’opportunità per donare un futuro per rimarcare, nell’anno del Giubileo, che la speranza non delude. Caritas italiana è in prima linea, da anni, per sostenere le donne vittime di violenza. E il 25 novembreGiornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – ancor di più. Dal Nord al Sud Italia la rete creata per aiutare le donne a ricostruire la loro vita è composta da oltre 100 Caritas diocesane. Punta dell’azione è il ‘Progetto Ruth’.

Progetto Ruth, le parole della responsabile Caterina Boca

L’idea è stata avviata nell’ambito del progetto Microcredito di libertà, promosso dal ministero delle Pari Opportunità in collaborazione con ABI, ENM e Federcasse,  e nasce per assistere e accompagnare nell’ambito del protocollo microcredito di libertà donne vittime di violenza economica che posso chiedere finanziamenti di microcredito sociale. “È un atto comunitario – spiega a LaPresse Caterina Boca responsabile del progetto per Caritas italiana – perché restituisce speranza a chi, per ragioni diverse, si trova in difficoltà e non potrebbe accedere ad altre forme di credito con il rischio di non risolvere la propria condizione di crisi o di rivolgersi a sistemi illegali e usurai”. Boca rimarca come “in questi mesi stiamo assistendo donne che hanno avuto necessità di abbandonare la loro casa ritrovandosi senza mobili, o che hanno cambiato città, ma hanno bisogno di un’auto per raggiungere il posto di lavoro ora diventato più lontano”. Altro punto sottolineato dall’esponente Caritas è che ” la donna vittima di violenza ha subíto un controllo ossessivo sull’uso del denaro da parte del compagno maltrattante e in alcune storie ricorrono condizioni al limite dello sfruttamento lavorativo”. Insomma un’altra sfaccettatura della piaga della violenza sulle donne che Caritas affronta insieme alle vittime.

Violenza sulle donne, la storia di Roberta

Sono diverse le storie di donne che si sono rivolte ai centri Caritas. Una di queste è Roberta. “Roberta – racconta Boca – ha vissuto una vita agiata per tanto tempo. Il suo ex era un uomo ricco e a Roberta non mancava niente, ma non perché non volesse lavorare. Era lui a non permetterle di farlo. E non si fermava a questo. Roberta non poteva gestire il denaro, non aveva un suo conto in banca, non aveva un bancomat. Non poteva decidere di acquistare nulla perché era il suo ex a decidere tutto, anche gli acquisti di casa, anche la spesa, persino andare dal parrucchiere era una decisione che poteva prendere solo lui. Quando ha avuto il coraggio di lasciarlo si è ritrovata non solo senza una casa, ma all’improvviso non sapeva come si gestiscono i soldi. È stata aiutata dalla Caritas diocesana a cui si era rivolta per tanti anni. Poi è arrivato il progetto e ha potuto pagare l’affitto per una prima casa ed avere della liquidità. Per lei è stata un’emozione grande poter avere del denaro suo e poterlo gestire. Ascoltarlo dalla sua voce dà la misura di quanto un’azione, per chiunque banale e naturale,  possa diventare un gesto di valore”.

© Riproduzione Riservata