25 Novembre, Giornata contro la violenza sulle donne: “Ancora tanti episodi non denunciati”

25 Novembre, Giornata contro la violenza sulle donne: “Ancora tanti episodi non denunciati”
Persone con striscioni durante una manifestazione a cui hanno partecipato migliaia di attivisti e sostenitori dei diritti delle donne davanti alla sede del governo a Bucarest, in Romania. (AP Photo/Vadim Ghirda)

L’allarme di Elisabetta Accardo, portavoce della Questura di Roma

Il 25 novembre è la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. “La violenza non va normalizzata. Spesso si nasconde proprio dove si è convinti di aver trovato l’amore: si traveste da premura e, passo dopo passo, diventa controllo, paura, annientamento. La parte più pericolosa è quella in mezzo, quando una donna smette di riconoscersi e inizia a rinunciare a se stessa. Saper cogliere quei segnali – anche i più piccoli – significa proteggersi e, a volte, può salvare una vita”. Con queste parole, la dottoressa Elisabetta Accardo, portavoce della Questura di Roma, riassume un fenomeno che continua a segnare negativamente la nostra società.

Violenza sulle donne, i dati e gli interventi delle Forze dell’ordine

Non si tratta di un problema marginale né episodico. I dati ufficiali mostrano un fenomeno ampio, radicato, ma ancora solo parzialmente visibile. Molti episodi restano confinati nell’intimità domestica, nascosti dalla paura di ritorsioni, dalla vergogna o dalla convinzione errata che alcune forme di prevaricazione facciano parte della vita di coppia. Questa zona d’ombra rappresenta la parte più difficile da intercettare, quella in cui la violenza cresce in silenzio fino a esplodere nelle sue espressioni più drammatiche. Proprio per affrontare questa complessità, negli ultimi anni è stato compiuto un importante salto di qualità nelle strategie di prevenzione da parte della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. Le Forze dell’ordine hanno rafforzato la collaborazione con servizi sociali, istituzioni scolastiche, strutture sanitarie e realtà del terzo settore. Un fenomeno così articolato richiede infatti un approccio corale perché, secondo gli esperti del settore, nessun attore, da solo, può essere sufficiente. La vera sfida, però, non è solo intervenire quando la violenza è evidente, ma farla emergere prima. Riconoscerla quando si manifesta attraverso gesti sottili, controllo, gelosia malata, isolamento, umiliazioni, che spesso passano inosservati, soprattutto nelle fasi iniziali di una relazione. Per questo motivo è stato investito molto nella formazione degli operatori, nell’ascolto qualificato, nella capacità di accogliere in  chi chiede aiuto, soprattutto nella lettura dei segnali preliminari.

L’importanza di una prevenzione culturale

Accanto agli strumenti operativi, il perno rimane la prevenzione culturale. La violenza nasce da modelli sbagliati di relazione, dalla confusione tra affetto e possesso, dalla convinzione sbagliata che controllare equivalga a prendersi cura. Occorre quindi intervenire nelle scuole, nelle famiglie e nei contesti giovanili per educare al rispetto reciproco. Formare generazioni capaci di riconoscere i confini sani dell’amore è il primo vero antidoto. In questo contesto si inserisce la campagna “Questo non è amore”, che da anni porta informazione, ascolto e sostegno nei luoghi della vita quotidiana. Non si limita a offrire solo supporto ma aiuta le donne a identificare i segnali di rischio, i campanelli d’allarme, illustra i percorsi di tutela e sensibilizza la comunità. Il camper rosa, che sarà in Piazza Pia a Roma, vicino al Vaticano, rappresenta un presidio mobile pensato proprio per accorciare le distanze. È uno spazio sicuro, riservato, dotato di personale specializzato capace di ascoltare con discrezione chi non avrebbe il coraggio di presentarsi in un ufficio di polizia. Quest’anno, accanto alle attività informative, ci sarà anche un gesto simbolico, chi vorrà potrà scrivere su un post-it una frase che descriva ciò che non è amore. Le prime parole saranno proprio quelle degli operatori, a testimonianza di un impegno condiviso.

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