Ex Ilva, a Genova notte in piazza per i lavoratori: Urso convoca incontro al Mimit il 28 novembre

Ex Ilva, a Genova notte in piazza per i lavoratori: Urso convoca incontro al Mimit il 28 novembre

Proclamate altre 24 ore di sciopero a Novi Ligure

Prima notte in piazza per i lavoratori dell’ex Ilva di Genova, in sciopero a oltranza per chiedere il ritiro del piano che prevede lo stop all’invio di coils a Genova da Taranto e di fatto stoppa le lavorazioni alla banda stagnata, nel sito produttivo che ha visto la chiusura dell’area a caldo nel 2005, con la riconversione 20 anni fa della produzione. I lavoratori hanno dormito in strada, al picchetto su via Cornigliano dove ieri dopo una giornata di sciopero, con occupazione della fabbrica, in tarda serata è arrivata anche la visita della sindaca di Genova Silvia Salis, che in mattinata aveva scritto al ministro delle Imprese Urso per chiedere la convocazione di un tavolo urgente sulla vertenza genovese. “Sono qui per portarvi non solo la mia solidarietà, ma anche il mio impegno – ha detto Salis ai lavoratori – Sapete quanto, fin dal primo momento, io mi sia schierata per il “sì” al forno elettrico e quanto sia stata una decisione non semplice sul piano politico. Ma non c’era un piano industriale o un reale investimento da parte del governo e il mio eventuale “no” sarebbe diventato un alibi per non investire a Genova. Noi non ci siamo prestati a questo gioco. E ora qual è il futuro di queste aree? Ce lo deve dire il governo”. “Chiediamo parole chiare, un programma chiaro: bisogna difendere lo sviluppo economico di questa città e i vostri posti di lavoro qualificati – ha proseguito – noi questo faremo: chiederemo al ministro di dirci che intenzioni hanno. A noi è stata chiesta una risposta veloce e immediata sul “sì” al forno elettrico: l’abbiamo data e il risultato è che non esiste nessun tipo di investimento”. “Sono al vostro fianco, la vostra lotta è sacrosanta – ha concluso Salis – ci sono milleduecento famiglie che vivono sul futuro di quest’area. Io sono con voi, sono qui come ci sono sempre stata quando c’era da prendere posizione”.

Salis: “Se il piano è suicidio assistito del nostro acciaio non ci stiamo”

“Non siamo in un Paese normale, se i lavoratori devono dormire per strada per farsi ascoltare dal governo. Serve che il governo ascolti tutti i siti coinvolti, e se il piano è quello di un suicidio assistito del nostro acciaio non ci stiamo. Ne va dei mille lavoratori di Genova che rischiano di non avere più il loro lavoro, e tutti gli italiani. Mi pare evidente, come il governo dimostri di non avere nessuna idea di come salvare la situazione. E il processo di deindustrializzazione che stiamo vivendo nel Paese può portare solo a indebolirci ancora”. Lo ha affermato la sindaca di Genova Silvia Salis in una intervista a ‘Repubblica’ dal presidio degli operai dell’ex Ilva di Cornigliano. “Non c’era bisogno di essere degli scienziati, per capire che il piano Urso non avrebbe avuto il minimo futuro. Il governo non aveva una soluzione allora, e continua a non avercela oggi. La stessa fretta con cui ci è stato chiesto di prendere posizione sul forno elettrico per rilanciare Cornigliano, è parsa quasi più una mossa politica”, ha proseguito. “Da parte nostra, come amministratori, possiamo solo fare pressione politica per portare le istanze di un territorio che senza la sua siderurgia perde non solo posti di lavoro, stipendi, risorse per mille famiglie, pure una storia. Genova è la città con l’età media più alta d’Europa, non può perdere altri giovani, possibilità, occasioni. Sarebbe una tragedia sociale. Chiediamo parole chiare e un programma chiaro: bisogna difendere lo sviluppo economico di questa città e i suoi posti di lavoro qualificati, e noi questo faremo”, ha aggiunto Salis. “A questo punto, non essendoci un approccio complessivo, evidentemente, è ovvio che lo scorporo sia l’unica soluzione possibile per salvare Genova. Bisognerebbe sapere come e se il governo lavorerebbe per portare investimenti sui siti scorporati, però. E sia chiaro che la soluzione dello spezzatino, nel caso, non potrebbe essere solo un si salvi chi può. Serve un piano politico reale, e complessivo, che tenga conto delle esigenze di tutti. Se no, se il tentativo è quello di accompagnare alla fine l’intero settore, ce lo dicano”, ha concluso.

Occupata la fabbrica e blocchi stradali a Taranto

Al termine delle assemblee è iniziata l’occupazione dello stabilimento ex Ilva di Taranto al termine delle assemblee da parte dei lavoratori, che stanno anche attuando blocchi stradali sulle strade vicine alla fabbrica dopo aver proclamato lo sciopero. Lo riferiscono fonti sindacali.

Ex Ilva: proclamate altre 24 ore di sciopero a Novi Ligure

Sono state proclamate altre 24 ore di sciopero all’ex Ilva di Novi Ligure. Lo riferiscono fonti sindacali, spiegando che i lavoratori andranno avanti in attesa dell’incontro con il prefetto. Ci saranno inoltre picchettiáaáoltranza.

Fumarola (Cisl): “Molto preoccupati, governo faccia chiarezza”

“Siamo molto preoccupati, sosteniamo la protesta dei lavoratori. Credo che la situazione sia evidente, sia sotto gli occhi di tutti. C’è poca chiarezza e noi abbiamo bisogno invece di avere ben chiari i contorni dell’azione che si è messa in campo”. Così la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, a margine del convegno ‘Il cammino della responsabilità, il patto che serve al Paese e all’Europa’. “Chiediamo al governo di fare chiarezza, a maggior ragione di fare chiarezza e di farci comprendere quali sono gli obiettivi futuri – prosegue -. Capiamo che la situazione è una situazione complessa, ma abbiamo bisogno di certezze che possano mettertranquilli i lavoratori, che possano dare stabilità e una prospettiva ai progetti che sono in piedi”. “Quello della decarbonizzazione lo aspettiamo da tanto. È chiaro che non è ascrivibile a questo governo perché sono quasi 13 anni che questa vertenza va avanti e allora pensiamo che sia arrivato il momento di unire le forze, così come credo che debbano assumersi una responsabilità maggiore le autonomie locali”, aggiunge. “I comuni, le province sono calati all’interno di questa vertenza e devono poter dare risposte che vanno nella direzione di aiutare, se così posso dire, il progetto che magari il Governo ha in mente – conclude la leader Cisl -. Noi faremo la nostra parte, ma è importante che in campo scendano tutti e che non si scarichi la responsabilità soltanto sui lavoratori. Questo noi non lo accettiamo.

Palombo (Fiom): “In vigile attesa conferma incontro a Roma”

“Abbiamo al momento c’è una nota stampa, positiva, con la convocazione per il 28 novembre di un incontro. Alle 17.30 è fissato un incontro in prefettura a Genova dal quale attendiamo l’ufficialità dell’incontro con la convocazione protocollata. Quindi siamo in vigile attesa”. Così Armando Palombo, rsu della Fiom all’ex Ilva di Genova, questa mattina al secondo giorno di sciopero a oltranza dei lavoratori di Cornigliano, dopo la notizia della convocazione al ministero delle Imprese di un incontro sulla situazione di Genova, Novi Ligure e Racconigi. Gli operai di Cornigliano che hanno occupato l’azienda e sono in sciopero a oltranza da ieri, rimarranno in presidio fino al pomeriggio, in attesa di notizie ufficiali dalla prefettura.
“Alle 15.30 ci risulta ci sia un incontro anche ad Alessandria sullo stesso tema – conclude Palombo – al termine dell’incontro con il prefetto torneremo al presidio e decideremo il da farsi”.

Urso convoca incontro al Mimit il 28/11 su Cornigliano e stabilimenti Nord

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, su richiesta delle organizzazioni sindacali e degli enti locali, ha convocato per venerdì 28 novembre – alle ore 15.30 a Palazzo Piacentini – un incontro sul futuro degli stabilimenti del Nord Italia dell’ex Ilva con i rappresentanti dei lavoratori e dei territori interessati. Lo comunica il Mimit. La riunione riguarderà i siti di Genova-Cornigliano (Liguria), Novi Ligure e Racconigi (Piemonte), con lÆobiettivo di aggiornare le parti anche alla luce del piano di manutenzione degli impianti e di formazione dei lavoratori presentato dai Commissari nel corso dell’ultima riunione del Tavolo Ilva a Palazzo Chigi.

Salis: “Bene convocazione, incontro sia occasione per chiarezza”

Apprendo con soddisfazione che il ministro Adolfo Urso ha convocato per il 28 novembre al ministero a Roma il tavolo sul futuro degli stabilimenti ex Ilva del Nord Italia, alla presenza delle organizzazioni sindacali, rispondendo alla mia richiesta di ieri”. Lo dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis sulla vertenza ex Ilva. “Oggi pomeriggio faremo il punto con i rappresentanti dei lavoratori, il prefetto e il presidente della Regione in Prefettura, alla luce di questa comunicazione – ha aggiunto – Avrei preferito che l’incontro avvenisse qui a Genova, vicino a tutti i lavoratori, ma in ogni caso chiediamo al ministro che questo vertice sia la sede per fare definitivamente chiarezza sul piano del governo per rilanciare, in tempi rapidi, lo stabilimento di Cornigliano e preservare occupazione e salari dei lavoratori”.

Orlando, urgente intervento Meloni e che si faccia cordata pubblica

“C’è il fallimento di una strategia che è quella del Ministro Urso, adesso è urgente che intervenga la Presidente Meloni ed è urgente che si costruisca una cordata pubblica che sia in grado di guidare la transizione del gruppo”. Lo ha detto l’ex ministro del Lavoro e responsabile Politiche industriali Pd, Andrea Orlando, a margine dell’incontro con i sindacati davanti ai cancelli delle Acciaierie ex Ilva di Cornigliano a Genova. “Su Genova – ha aggiunto poi Orlando rispondendo ad una domanda in particolare sullo stabilimento genovese – si tratta di capire che fine abbia fatto la proposta del cosiddetto Polo del Nord”.

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