Foggia, donna uccisa a coltellate in strada: l’ex fermato a Roma

Foggia, donna uccisa a coltellate in strada: l’ex fermato a Roma

L’uomo non era sottoposto alla misura del braccialetto elettronico. Lei lo aveva denunciato

È stato fermato dai carabinieri dello Scalo Termini a Roma, in piazza della Croce Rossa, il presunto killer della donna di 46 anni uccisa la notte scorsa a Foggia. L’uomo secondo quanto si apprende è un cittadino marocchino, connazionale ed ex compagno della vittima.  Il suo nome è Tariq Ei Mefedel ed è nato il primo gennaio del 1979. Era stato denunciato in passato dalla donna per violenza e maltrattamenti. A dare l’allarme alla polizia sono state alcune persone che hanno sentito le urla della vittima, in una via del centro storico.

Secondo quanto si apprende, la donna aveva denunciato l’ex compagno facendo scattare la procedura d’urgenza prevista dal ‘codice rosso’. L’uomo, suo connazionale, non era però sottoposto all’obbligo del braccialetto elettronico ed è stato fermato dai carabinieri dello Scalo Termini a Roma, in piazza della Croce Rossa.

Foggia, donna uccisa a coltellate in strada: l’ex fermato a Roma

L’uomo bloccato dopo inseguimento a piedi

E’ stato fermato dai carabinieri a Roma, dopo un breve inseguimento a piedi e con gli abiti sporchi probabilmente di sangue, l’ex compagno della 46enne . Alle 13,20 i Carabinieri della Compagnia di Roma Centro, ricevuta dalla Polfer di Termini la nota di ricerca hanno rintracciato e bloccato in piazza della Croce Rossa il cittadino marocchino, gravemente indiziato, sulla base degli elementi finora raccolti dalla Squadra Mobile di Foggia, di avere accoltellato a morte la sua ex compagna. L’uomo individuato dai Carabinieri è stato trovato con i vestiti sporchi, probabilmente di sangue, che saranno sequestrati per i successivi esami. I Carabinieri della Compagnia di Roma Centro lo sottoporranno a fermo di indiziato di delitto

Chi era la vittima

La donna uccisa a Foggia si chiamava Hayat Fatimi. La vittima era residente da anni nella città pugliese e lavorava come cuoca in un ristorante. La 46enne aveva già denunciato l’ex compagno, un connazionale senza fissa dimora, fermato a Roma dai carabinieri in piazza della Croce Rossa.

Vittima si era rivolta a centro antiviolenza

Si era rivolta al centro antiviolenza Telefono Donna, gestita dall’associazione Impegno Donna, la 46enne uccisa a coltellate nella notte, a Foggia. La vittima, che di lavoro faceva la cuoca in un ristorante, aveva chiesto aiuto a fine aprile per le minacce subite dall’ex compagno, che continuava a seguirla e importunarla nonostante la sua decisione di interrompere la relazione. Il rapporto tra i due era infatti durato solo pochi mesi: l’uomo si era fin da subito mostrato violento, motivo per il quale la 46enne aveva deciso di allontanarlo. Le operatrici del centro avevano così preso in carico la donna, convincendola a denunciare e inviando all’autorità giudiziaria una valutazione del rischio con alta probabilità di ‘recidiva’, e cioè di femminicidio. Secondo quanto raccontato dalla vittima durante l’ultimo contatto con una delle operatrice, a fine luglio nessuna misura cautelare era però stata emessa nei confronti dell’ex. “Siamo basite e scioccate, tutto ciò è destabilizzante per un centro antiviolenza. Per noi sì, è l’ennesimo femminicidio annunciato”, dice la coordinatrice Francesca Vetera, interpellata da LaPresse. ” La signora era una gran lavoratrice, che ha avuto il coraggio di denunciare il suo carnefice. Fin da subito si era accorta di trovarsi in una relazione tossica. Ma questo non è servito a salvarla”.

Sindaca Foggia: “Tragico omicidio è sconfitta per tutti”

“Il tragico omicidio avvenuto nella scorsa notte è una sconfitta dolorosa per ognuna e ognuno di noi, anche perché la vittima aveva chiesto tutela e protezione per avere garantita la sua incolumità, ed era stata formulata dal CAV interessato anche una valutazione di alto rischio di femminicidio. Un caso che non può essere derubricato come isolato né tanto meno strumentalizzato, ma impone doverose riflessioni alle Istituzioni di prossimità, alla Presidenza del Consiglio, ai ministeri competenti, a partire dalla necessità di potenziare l’attività e il numero delle forze dell’ordine e degli operatori di giustizia sul nostro territorio”. Così la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo in merito alla morte della 46enne Hayat Fatimi, uccisa per strada dall’ex compagno.

“L’inasprimento delle leggi contro i femminicidi e lo stalking, le campagne di sensibilizzazione, il sistema sociale di protezione attraverso l’associazionismo e i Centri AntiViolenza costituiscono una rete necessaria che deve necessariamente essere sempre più stretta e deve vedere tutti e tutte impegnati sullo stesso fronte con la medesima consapevolezza e determinazione, perché basta un piccolo allargamento della maglia, una sottovalutazione di una situazione e una denuncia per arrivare poi a un epilogo terribile, che chiama direttamente in causa le nostre coscienze e responsabilità.Ad Hayat Fatimi, ennesima vittima di una cieca ferocia, un pensiero commosso da parte dell’Amministrazione comunale. Metteremo in atto azioni chiare e ferme per ricordare le vittime di violenza e sensibilizzare sempre più cittadinanza ed Istituzioni su questa drammatica emergenza”, conclude. 

Campione (FdI): “Urgente approvare nuova legge contro femminicidi”

“La tragica morte di una donna di 46 anni a Foggia, uccisa a coltellate dal proprio ex compagno nonostante la protezione del cosiddetto ‘codice rosso’, ribadisce l’urgenza dell’approvazione definitiva della legge contro il femminicidio. Pare sconcertante, se fosse confermato quanto emerge in queste ore, che l’uomo non fosse sottoposto all’obbligo del braccialetto elettronico. Il testo della nuova legge, in attesa di approvazione definitiva della Camera, oltre a introdurre il reato di femminicidio inserisce infatti alcune norme più stringenti nella prevenzione contro la violenza sulle donne. Tra queste quella sul divieto di avvicinamento alla persona offesa che la nuova legge ha reso più efficace, raddoppiando la distanza imposta tra la vittima e il persecutore. Come pure è di grande rilevanza la deroga al limite di tempo alle intercettazioni del presunto stalker, superando così il limite di 45 giorni, contemplato per altri reati. Spero che la legge voluta dal governo Meloni contro il femminicidio venga approvata quanto prima. Abbiamo il dovere di non arrenderci e non rassegnarci alla violenza”. Lo dichiara Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia, componente della commissione bicamerale contro la violenza sulle donne.

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