Mario Paciolla, gip di Roma archivia indagini su morte in Colombia

Mario Paciolla, gip di Roma archivia indagini su morte in Colombia
murale Mario Paciolla

Il cooperante italiano dell’Onu è stato trovato morto nel luglio 2020 in Colombia in circostanze mai chiarite

Il gip di Roma ha disposto l’archiviazione dell’indagine sulla morte di Mario Paciolla, cooperante italiano dell’Onu trovato morto nel luglio 2020 in Colombia in circostanze mai chiarite.

La decisione è arrivata lo scorso 19 marzo, dopo che i pubblici ministeri avevano presentato una seconda richiesta di archiviazione: la prima era stata respinta, con richiesta di ulteriori approfondimenti.

Stavolta, invece, il giudice ha accolto la posizione della procura. 

La manifestazione di marzo

Una manifestazione davanti al Tribunale di Roma il 19 marzo per chiedere verità e giustizia per Mario Paciolla, il cooperante Onu trovato morto in Colombia il 15 luglio 2020 in circostanze non ancora del tutto chiarite.

Occasione dell’iniziativa organizzata in Piazzale Clodio è l’udienza in cui il giudice doveva già valutare l’archiviazione delle indagini, eventualità a cui la famiglia Paciolla si è opposta. “Noi non ci stiamo” spiegava la madre Anna Motta in piazza con il marito e padre di Mario Pino Paciolla: “Molti elementi dicono che Mario è stato ucciso. Ad esempio Mario acquista un biglietto il 14 sera proprio per rientrare a Napoli. Noi ribadiamo che non abbiamo mai creduto che Mario si fosse suicidato. Mario amava la vita, una persona che si reca dall’altra parte del mondo per aiutare gli altri non penso senta l’esigenza di togliersi la vita a poche ore dalla partenza”. 

Murale dedicato a Mario Paciolla

I familiari e gli amici di Mario Paciolla, il volontario Onu 33enne ritrovato morto nella sua abitazione in Colombia, hanno voluto rendere omaggio alla sua memoria realizzando un murale raffigurante il suo volto e la scritta “Diritti Umani”. Il Comune di Napoli, che ha concesso il muro sul quale è stata realizzata l’opera, ha partecipato alla cerimonia con diversi rappresentanti tra cui il sindaco Luigi De Magistris. “Non sappiamo ancora nulla, la Procura mantiene uno strettissimo riserbo”, afferma la madre di Mario, Anna Motta. “Quello di cui siamo certi è che non ci fermeremo finché non sapremo la verità sulle cause della morte di mio figlio”.

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