Altri 5 arresti a Milano per traffico internazionale di droga nel filone che a dicembre aveva colpito il capo ultras del Milan, Luca Lucci con altre 7 persone, già in carcere per droga e per associazione a delinquere nell’inchiesta sulle curve. Venerdì mattina all’alba uomini della polizia di stato hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip Fabrizio Filice nell’inchiesta dei pubblici ministeri Rosario Ferracane e Leonardo Lesti per associazione a delinquere e traffico di droga con l’utilizzo di piattaforme chat criptate acquisite grazie al coordinamento con Eurojust e Europol.
I 5 arrestati facevano già parte dei 22 indagati nel filone investigativo avviato dalla squadra mobile di Milano diretta da Alfonso Iadevaia dopo l’agguato del 12 aprile 2019 all’ultrà milanista Enzo Anghinelli – altro episodio per cui Lucci è a processo con l’accusa di essere il mandante del tentato omicidio – ma non erano stati raggiunti da misure cautelari. Gli approfondimenti successivi ai sequestri dei cellulari del 17 dicembre hanno permesso di raccogliere nuove prove a loro carico. Tra i vari aspetti l’inchiesta ha fatto emergere i nickname utilizzati dagli ultras-narcos sulla piattaforma di chat criptate SkyECC. Da ‘orsetto’ a ‘bionda’ passando per ‘don bob’ e lo ‘zio’ e i classici ‘belva italia’ per Luca Lucci e ‘nano’ per il suo uomo di fiducia, Daniele Cataldo, ritenuto l’esecutore materiale del tentato omicidio Anghinelli.
In carcere oltre a Lucci ci sono finiti Rosario Calabria detto ‘orso’ o ‘orsetto’, Cataldo, soprannominato anche ‘Wolf’, Rosario Trimboli con il nick ‘Malverde’. Con loro anche Costantino Grifa, Alessandro Mascheroni, Luciano Romano, Fatjon Gjonaj. Con i 5 arresti di oggi sale a 13 il numero di persone in custodia cautelare in carcere. Altri 9 gli indagati.

