Per l'omicidio della moglie Ida Castelluccio, deciso l'annullamento senza rinvio. Per Nino Agostino invece si celebrerà un nuovo processo d'appello

Non c’è ancora la parola ‘verità’ dopo 35 anni per il duplice omicidio dell’agente Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, uccisi il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo, da un killer di mafia. O almeno non quella giudiziaria.

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna del boss Nino Madonia; ora per l’assassinio dell’agente si celebrerà un nuovo processo di appello. In quello precedente i giudici avevano confermato l’ergastolo inflitto in primo grado per il capomafia di Resuttana.

Per l’uccisione della donna la suprema corte ha invece deciso l’annullamento senza rinvio della condanna di Madonia. Per la Cassazione non c’è stata premeditazione nel colpire la moglie e questo ha fatto scattare i termini della prescrizione. Madonia non può quindi essere chiamato a risponderne. I giudici hanno accolto il ricorso degli avvocati Vincenzo Giambruno, Alessandro Tato Martorana, Valerio e Giorgio Vianello Accoretti. 

Se fosse ancora in vita il padre dell’agente, Vincenzo Agostino, continuerebbe a non tagliarsi la lunga barba bianca, mai toccata dall’omicidio del figlio e considerata un atto simbolico di richiesta di giustizia e verità per il barbaro assassino del figlio e della nuora in gravidanza. Non sarà fatta giustizia, un omicidio resterà senza colpevoli. O meglio, in caso di condanna definitiva di Madonia per l’assassinio di Agostino. Si rischia un incredibile ‘cortocircuito’ giudiziario: un killer condannato per l’omicidio dell’agente non risponderà dell’assassinio della moglie, avvenuto nella stessa azione di fuoco.

Il nipote di Agostino: “La nostra famiglia non ha pace da 35 anni”

“Annullamento con rinvio per mio zio Nino Agostino. Annullamento senza rinvio per mia zia Ida Castelluccio. Non abbiamo avuto giustizia e dobbiamo rifare il processo in Appello”. Così, su Facebook, Nino Morana Agostino, nipote del poliziotto Nino Agostino, ucciso insieme alla moglie Ida Castelluccio nel 1989, commentando la decisione delle Cassazione che ha annullato la condanna all’ergastolo del boss Antonino Madonia. Vincenzo Agostino e la moglie, Augusta Schiera, entrambi deceduti, per oltre tre decenni hanno chiesto giustizia per la morte di loro figlio e della nuora, che al momento del delitto era incinta. “Loro 4 non hanno pace neanche da morti – ha scritto -. La nostra famiglia non ha pace da 35 anni. Noi continuiamo, come sempre, lottiamo contro tutti, mafia e istituzioni deviate fino a quando non ci daranno verità e giustizia”.

Sonia Alfano: “Un’assurdità. Decisione da repubblica delle banane”

“E’ un’assurdità. Dal punto di vista giuridico, come fai a pensare che non ci sia stata la premeditazione? Ciò fa capire come sia assurda la sorte delle vittime di mafia e dei familiari delle vittime di mafia, costrette ad elemosinare giustizia e soprattutto a non arrendersi. Se si fossero arresi i genitori di Nino non avremmo avuto nemmeno questa ennesima assurdità”. Lo ha detto a LaPresse Sonia Alfano, ex presidente della Commissione Speciale Antimafia al Parlamento Europeo e figlia di Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia l’8 gennaio 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto. “Io ritengo che questo sia molto più di un cortocircuito – ha proseguito -. Da un lato abbiamo 35 anni di vuoto, con due genitori morti sperando di avere una sentenza che facesse luce una volta per tutte sulla morte del figlio e della nuora, e dall’altra parte abbiamo un aspetto molto poco ragionevole, ovvero che non c’è la premeditazione nell’uccidere la moglie. E’ chiaro che se tu vai per uccidere, metti in conto di potere uccidere altre persone. La trovo davvero una cosa ridicola che con il sistema giuridico dovrebbe avere poco a che fare. Ma d’altra parte, siamo in Italia. E questa è la repubblica delle banane. Anzi delle scimmie, perché come tali veniamo trattati”.

 

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