La madre Ornella Matraxia: "Sono un po' sollevata, ora si apre una nuova fase"
Dopo quasi due anni di detenzione in due penitenziari romeni, a Filippo Mosca, il ragazzo di 30 anni condannato a 8 anni e 3 mesi per spaccio di droga da un tribunale della Romania, è stata concessa la detenzione nel carcere ‘Mammagialla’ di Viterbo.
L’accusa per il trentenne, originario di Caltanissetta, è traffico internazionale di sostanze stupefacenti, in concorso con Luca Cammalleri. A dare notizia del trasferimento dalla Romania in Italia per scontare la pena è stata l’avvocato, Armida Decina, difensore di Mosca, che contattata da LaPresse ha spiegato: “E’ stata una vittoria dopo un lunga battaglia giudiziaria e diplomatica. Finalmente al mio assistito è stato concesso il beneficio di scontare la pena in Italia. Nei due penitenziari romeni dove è stato detenuto, il trattamento che ha ricevuto violava i diritti dei detenuti. Il prossimo passo – continua l’avvocato Decina – sarà quello di fargli riconosce, come periodo di pre sofferto, l’anno e nove mesi che ha trascorso nelle carceri in Romania”.
La madre di Filippo Mosca: “Continueremo a lottare in questa nuova fase”
“Chiaramente mi sento un po’ sollevata per il fatto che intanto si sia chiusa la parentesi rumena, così dura, e adesso si apre una nuova fase in cui continueremo a lottare”. A dirlo a LaPresse è Ornella Matraxia, madre di Filippo Mosca, il trentenne di Caltanissetta che dopo un anno e 9 mesi di detenzione in Romania, è stato trasferito adesso nel carcere a Viterbo. L’uomo era stato condannato a 8 anni e 3 mesi per traffico internazionale di sostanze stupefacenti insieme a un amico, ed è stato detenuto prima nel carcere rumeno di Porta Alba, a Costanza, e poi a Bucarest. “Continueremo a combattere contro quello che è un vero e proprio accanimento contro i nostri ragazzi – ha aggiunto la signora Matraxia -. Poterlo fare nel nostro Paese sicuramente sarà più semplice, così come sarà più semplice dar voce a questa storia”. Sul trattamento ricevuto da Filippo nelle carceri rumene, Ornella Matraxia ha detto: “Condizioni disumane. Non a caso il carcere di Porta Alba è definito un lager”.
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