Modena, infermiera indagata per omicidio: avrebbe iniettato aria in vena di una paziente

Modena, infermiera indagata per omicidio: avrebbe iniettato aria in vena di una paziente
Illustration – A syrince with a tube is pictured on a table in Berlin, Germany, 25 December 2007. Photo by: Berliner Verlag/Archiv/picture-alliance/dpa/AP Images

La 49enne avrebbe, secondo l’ipotesi accusatoria, anche falsificato cartelle cliniche e prescrizioni e buttato nel cestino farmaci destinati ad altri anziani

Giovedì mattina a Modena è stata eseguita l’applicazione della misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare le professioni sanitarie per otto mesi nei confronti di una infermiera di 49 anni impiegata in una Rsa della provincia modenese, indagata per omicidio volontario aggravato e falso. Secondo la denuncia presentata da una responsabile della struttura, il 31 maggio scorso la donna, utilizzando una siringa vuota, avrebbe insufflato, a più riprese, aria nel midline collegato al braccio destro di una degente di 62 anni, affetta da sclerosi laterale amiotrofica e in regime di sedazione profonda con cure palliative, causandone, secondo l’ipotesi accusatoria, la morte. Ad averla notata sarebbero stati alcuni colleghi dell’infermiera, fanno sapere i carabinieri di Modena, avviando il processo che ha portato alle indagini. 

Le accuse a carico dell’infermiera

Le attività d’indagine, estese anche al passato lavorativo dell’indagata, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a suo carico, anche in relazione alla falsificazione e all’alterazione di alcune cartelle cliniche e prescrizioni farmacologiche redatte dai medici, avvenute nelle Rsa in cui ha lavorato tra il 2020 e il 2021. In base a quanto ricostruito, la 49enne avrebbe apportato modifiche alle terapie dei pazienti della struttura, attraverso accessi abusivi al sistema informatico con le credenziali dei medici. Le ipotesi di reato che le sono state contestate sono quelle di omicidio volontario, aggravato dall’essere stato commesso con mezzo insidioso, con premeditazione, profittando di circostanze di luogo e di persona ricoverata in una struttura sociosanitaria residenziale e di falsità materiale e ideologica continuata commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, con l’aggravante, ancora, di aver commesso il fatto in danno di persone ricoverate in strutture sociosanitarie residenziali. La donna è anche indagata per aver esercitato abusivamente, in relazione alle modifiche ai piani terapeutici, la professione medica, accedendo al sistema e per la deliberata mancata somministrazione di farmaci ai pazienti ai quali erano stati prescritti e che, invece, venivano buttati nel contenitore dei rifiuti. In base a quanto riferito dalla procura di Modena, sono in corso approfondimenti investigativi in relazione ai decessi di altri pazienti, avvenuti nelle strutture sanitarie del Modenese dove la 49enne lavorava tra ii 2020 e i 2021.

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