Il sindaco di Triggiano, in provincia di Bari, Antonio Donatelli, è stato arrestato e posto ai domiciliari, con l’accusa di corruzione elettorale. Ai domiciliari anche Alessandro Cataldo, marito dell’assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia, che risulta tra i 72 indagati nell’ambito della stessa inchiesta sulle elezioni amministrative a Triggiano, Grumo e Bari del settembre 2020 e dell’ottobre 2021. La politica ha presentato le sue dimissioni al governatore pugliese Emiliano, che le ha accettate, dopo le perquisizioni subite questa mattina.
Inchiesta sulle elezioni amministrative del 2020, 10 misure cautelari
I carabinieri del Comando Provinciale di Bari e della Sezione di Polizia Giudiziaria hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale nei confronti di 10 persone (di cui uno in carcere, sette ai domiciliari e due divieti di dimora nel Comune di Triggiano), richiesta dalla Procura della Repubblica di Bari. Vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza nei confronti di altrettante persone coinvolte, a vario titolo, in un’associazione finalizzata alla ‘corruzione elettorale’, attraverso un meccanismo illecito con riferimento alle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre 2020 nel comune di Grumo Appula, e del 3 e 4 ottobre 2021 nel comune di Triggiano.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal gip, dalle indagini è emerso un “collaudato accordo illecito” il cui obiettivo era la rielezione del sindaco e di due consiglieri comunali (non destinatari di alcuna misura eseguita oggi). In occasione di entrambe le consultazioni elettorali, la rete messa in piedi ha orientato le preferenze di voto di numerosi elettori, attraverso il pagamento di denaro e altre utilità nei loro confronti. In particolare, le attività, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari e condotte in più fasi dai Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Bari, della Compagnia di Modugno e della locale Sezione di Polizia Giudiziaria, hanno evidenziato che il responsabile di un noto movimento politico del territorio, destinatario dell’odierno provvedimento di sottoposizione alla misura degli arresti domiciliari, attraverso un’associazione che riusciva a canalizzare le preferenze, ha acquisito illecitamente voti nello svolgimento delle consultazioni nel Comune di Triggiano nel 2021.
Database con oltre 2mila nomi
Nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari per corruzione elettorale, sfociata oggi nell’esecuzione di 10 misure cautelari, è emerso che nella disponibilità di alcuni indagati c’era un “database con più di duemila nominativi con numeri di telefono e fotocopie di carte d’identità e schede elettorali”. È quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare di cui LaPresse ha preso visione. Stando alle indagini, si sarebbe trattato di nominativi di “persone alle quali sarebbe stato dato un corrispettivo in denaro, in cambio del voto. Emerso, inoltre, che Alessandro, detto Sandro, Cataldo, marito dell’assessore della Regione Puglia, Anita Maurodinoia, nei cui confronti è stata disposta una perquisizione, avrebbe escogitato un sistema per “controllare l’effettivo esercizio del voto in favore del suo partito politico e della moglie”. Ci sarebbero state “formule di voto costituite da segni identificativi che venivano imposte agli elettori” e che avrebbero permesso “ex post di verificare l’effettivo voto come concordato”.
50 euro in cambio del voto
Le preferenze sono state condizionate anche in cambio di 50 euro per voto e chi accettava l’accordo avrebbe dovuto consegnare copia dei propri documenti d’identità e della scheda elettorale per un preciso conteggio dei voti sezione per sezione. La verifica veniva effettuata nel corso delle operazioni di spoglio dove vari “gregari” degli organizzatori – che stazionavano stabilmente nei pressi delle sezioni loro assegnate – verificavano se le persone si fossero effettivamente recate al voto nonché, all’atto dello spoglio, controllavano l’effettiva corrispondenza dei voti “acquistati”. Significativo è stato quanto rinvenuto dai Carabinieri la sera del 6 ottobre 2021, in un cassone stradale di raccolta indifferenziata nel quartiere San Giorgio di Bari; frammenti di fotocopie di documenti d’identità, codici fiscali di cittadini triggianesi, un consistente numero fac-simile di schede e volantini di propaganda elettorale.
Indagata anche assessora regionale Maurodinoia: si dimette
L’assessora ai Trasporti della Regione Puglia Anita Maurodinoia ha rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. La decisione è scaturita dopo la perquisizione delegata ai carabinieri nell’inchiesta per corruzione elettorale coordinata dalla procura di Bari in cui la politica è indagata. Il governatore Emiliano – fa sapere la Regione – ha accettato le dimissioni. Maurodinoia ha rassegnato le sue dimissioni anche dagli organismi del Partito Democratico, ha fatto sapere il Pd pugliese.
Emiliano: “Accettato dimissioni Maurodinoia a tutela Regione”
“Con riferimento alle indagini di cui siamo venuti a conoscenza oggi, l’assessore Anita Maurodinoia si è immediatamente dimessa, nonostante lei ritenga di essersi sempre comportata correttamente. Ho accettato le sue dimissioni a tutela della Regione Puglia, che viene prima di tutto, anche se si è ancora in fase di indagini preliminari”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “È già successo in altri casi, negli anni passati, a dimostrazione che questa è la regola, che si fonda sul senso di responsabilità, sulla trasparenza e sul rispetto delle istituzioni. A coloro che stanno già strumentalizzando questa vicenda dico che, così come sono garantisti con un Ministro, dovrebbero esserlo con chiunque altro“, ha aggiunto.
Lega: “Vicende sconcertanti, domenica Salvini sarà in città”
“Domenica 7 aprile Matteo Salvini sarà a Bari. Dopo l’inquietante comizio di Michele Emiliano con Antonio Decaro e le imbarazzanti polemiche del Comune di Bari contro il Viminale, le notizie delle ultime ore sono ancora più gravi e preoccupanti. Per la Lega siamo di fronte a vicende sconcertanti: i cittadini di Bari e di tutta la Puglia non le meritano”. Così una nota della Lega.
Decaro: “Non sorpreso, anche io ho denunciato tre casi”
“Rispetto al voto di scambio, è una cosa che non mi sorprende. Per primo, come sapete, durante le ultime elezioni ho fatto delle denunce circostanziate, ne ho fatte tre e due di quelle denunce erano persone che votavano per me e le liste legate al mio nome. Purtroppo l’inquinamento del voto, la corruzione, la compravendita del voto c’è ed è una cosa che dobbiamo attenzionare tutti“. Così il sindaco di Bari, Antonio Decaro, commentando l’operazione di polizia per corruzione elettorale a Triggiano a margine del Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato in Prefettura a Bari dopo l’omicidio di Raffaele Capriati. “Come ho detto più volte va alzato il livello di guardia, vanno aumentati gli anticorpi. Lo devono fare tutte le forze politiche, a cominciare da chi amministra. Non so nello specifico cosa è accaduto, aspetto di capire l’evoluzione della indagine e degli arresti di stamattina”, ha aggiunto.
Schlein: “Gravissimo, Pd non accetta voti sporchi”
“La vicenda di Triggiano se le accuse saranno confermate è gravissima. Voglio chiarire innanzitutto una cosa, la linea del Partito Democratico è molto chiara: non accettiamo voti sporchi. Non tolleriamo voti comprati. Chi pensa che la politica sia un taxi per assecondare ambizioni personali senza farsi alcuno scrupolo non può trovare alcuno spazio nel partito che stiamo ricostruendo, qui deve trovare porte chiuse e sigillate. C’è qualcosa che viene prima del consenso ed è il buon senso”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.
Schlein: “Su legalità non indietreggiamo di un millimetro”
“Ci siamo presi l’impegno a cambiare il PD e stiamo lavorando a testa bassa ogni giorno per costruire un’alternativa a questa destra. Su questa linea e sulla legalità non indietreggeremo di un millimetro. A tutti i nostri militanti e amministratori chiedo di essere le nostre antenne sul territorio, di difendere i principi della buona politica, di alzare la guardia e denunciare ogni irregolarità, di aiutarci a tenere lontani gli interessi sbagliati e il malaffare attraverso il loro impegno e la loro partecipazione. Riempite i circoli, fate sentire la vostra voce, facciamolo insieme”, ha detto ancora Schlein.
Orlando: “Pd non può né deve avere a che fare con chi compra voti”
“Il Pd non può né deve avere a che fare con chi compra i voti”. Lo scrive sui social il deputato Pd ed ex Ministro del Lavoro, Andrea Orlando.
Il PD non può né deve avere a che fare con chi compra i voti.
— Andrea Orlando (@AndreaOrlandosp) April 4, 2024

