Torino, 12 misure cautelari ad Askatasuna per scontri 1 maggio 2022

Torino, 12 misure cautelari ad Askatasuna per scontri 1 maggio 2022

I reati contestati ai militanti del cento sociale sono a vario titolo resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e lancio di oggetti

Dodici misure cautelari a militanti di Askatasuna a Torino da parte della Digos di Torino. Le notifiche sono in corso in questo momento. Le misure, secondo quando apprende LaPresse, sono relative agli scontri di piazza del primo maggio 2022, quando, secondo la questura, ci furono 13 poliziotti feriti. La Digos ha proceduto alle indagini: gli indagati, secondo fonti investigative, sono molti di più. I reati contestati sono a vario titolo resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e lancio di oggetti. Ai 12 militanti sono state notificate misure di diverso tipo, dall’obbligo di firma al divieto di dimora in città.

Quello del 1 maggio 2022 a Torino fu il primo corteo post Covid e il primo dallo scoppio della guerra in Ucraina. Proprio questo secondo aspetto portò il corteo a dividersi. Gli scontri avvennero quando allo spezzone sociale venne impedito di avvicinarsi al palco istituzionale, come accaduto anche altri anni. Le misure cautelari in corso di notifica da parte della Digos arrivano a pochi giorni dall’annuncio, da parte del Comune di Torino, dell’avvio di un percorso di coprogettazione per un percorso di beni comuni legato allo storico palazzo occupato di Askatasuna in corso Regina Margherita a Torino. Annuncio che ha provocato anche polemiche e reazioni politiche. 

La gip di Torino Roberta Cosentini ha respito 9 su 21 richieste di misure cautelari in merito agli scontri del 1 maggio 2022 per militanti di Askatasuna. E’ quanto apprende LaPresse dalla lettura dell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari. Per 12 di loro sono state invece notificate oggi misure cautelari da parte della Digos di Torino. Per due degli indagati era stata chiesta la misura cautelare del carcere: la gip ha invece ritenuto di applicare l’obbligo di dimora. Anche per un’altra indagata, per la quale era stata chiesta la misura dei domiciliari, è stato invece applicato l’obbligo di dimora. Per tutti i 12 destinatari di obbligo di dimora, fogli di via o obbligo di presentazione alla polizia giudiziara, la gip ha specificato che si avvisano gli indagati che la violazione delle prescrizioni imposte “potrà comportare l’aggravamento della misura in corso e l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere”. 

Il centro sociale: “Giustizia a orologeria?” 

Giustizia a orologeria?“. Così Askatasuna sui social, a proposito della notifica delle misure cautelari in corso da parte della Digos di Torino, guidata dal comandante Carlo Ambra, relative agli scontri del 1 maggio 2022. Il riferimento è al fatto che solo pochi giorni fa è stato annunciato dal Comune di Torino l’avvio di un percorso di coprogettazione relativo allo stabile occupato di corso Regina Margherita, sede del centro sociale Askatasuna, all’interno del percorso sui beni comuni della città. L’annuncio è stato criticato da alcuni esponenti politici di centrodestra, l’assessore regionale Fabrizio Ricca ha chiesto un incontro con il ministro Piantedosi.

Sindacati polizia: “Basiti da scelta coprogettazione” 

Sap, Sappe e Fsp hanno convocato per questa mattina una conferenza stampa relativa alla decisione del Comune di Torino di avviare un percorso di coprogettazione sullo stabile di Askatasuna. I sindacati di polizia hanno evidenziato di essere “letteralmente basiti dalla scelta della giunta del Sindaco Lo Russo, che ha optato per legalizzare il centro sociale Askatasuna. Il Sindaco Lo Russo sembra proprio abbia preferito l’intolleranza e l’illegalità, alle Forze dell’Ordine” si legge nella nota che lancia la conferenza stampa di oggi.”Uno stupore che nasce da anni di violenze subite dai poliziotti di Torino, i cui autori, notoriamente, anche alla magistratura che sta’ approfondendo le proprie indagini, gravitano nel centro sociale Askatasuna – dicono i sindacati -. In barba a queste quanto mai note considerazioni, la giunta comunale del sindaco Lo Russo, ha deciso di legalizzare un centro sociale, pregno di simboli inneggianti all’illegalità”.

Sindacati polizia: “Sindaco dia immobile a noi, no a centro sociale”

 “Il sindaco dia l’immobile alla polizia, noi sappiamo come utilizzarlo, quell’edificio può essere messo a disposizione della collettività anche in altri modi”. I sindacati di polizia Siulp, Sap, Fsp, che ieri non hanno preso parte all’incontro con il primo cittadino di Torino, Stefano Lo Russo, puntano il dito contro la decisione della Giunta di centrosinistra di avviare un patto di collaborazione con il centro sociale Askatasuna che occupa l’immobile di corto Regina 47, così da trasformare quell’edificio in ‘bene comune’. I sindacati sono pronti a costituirsi “parte civile” qualora Palazzo Civico dovesse portare avanti il progetto: “Chiamiamo in causa la responsabilità del sindaco che anzichè punire quei soggetti ha pensato bene di premiarli”, ha detto in conferenza stampa Eugenio Bravo del Siulp. I tre sindacati hanno ribadito che quella del sindaco è “una gravissima scelta che fa sprofondare nell’oblio oltre un ventennio di violenze e aggressioni, perpetrate nei confronti delle forze dell’ordine durante i servizi di ordine pubblico”.”La regolarizzazione del centro Askatasuna è la plastica dimostrazione di come il sindaco Lo Russo intenda rispondere alle azioni violente di questi facinorosi, ritenendole assolutamente compatibili con la visione di uno Stato di diritto – hanno affermato – Un premio, un attestato di benemerenza ai professionisti del disordine, odiatori seriali degli uomini in divisa colpevoli di difendere lo Stato e di tutelare tutti coloro che manifestano liberamente e democraticamente idee che non sono omologate al pensiero unico di questi pericolosi antidemocratici. La sede del centro sociale di Askatasuna e i suoi ospiti sono ancora oggi oggetto di inchieste giudiziarie di rilevanza penale e tuttavia, la Giunta comunale, dall’alto della sua pedanteria emette la “sentenza” morale di totale assoluzione, a prescindere dall’esito dell’indagine penale.”I sindacati organizzano una raccolta firme consentendo a tutti i cittadini di esprimere la solidarietà verso le forze dell’ordine e nello stesso tempo il loro diniego nei confronti di una scelta azzardata, pericolosa, ingiusta e indegna di una istituzione comunale”.

Grimaldi: “Sembra fallo di reazione”

“Nel rispetto del lavoro della magistratura, misure cautelari, obblighi di dimora e fogli di via a meno di due giorni dalla delibera per rendere Askatasuna bene comune: più che il Var sembra un fallo di reazione”. Così a LaPresse Marco Grimaldi, deputato piemontese di Alleanza Verdi Sinistra, a proposito delle misure cautelari notificate oggi dalla Digos di Torino a militanti di Askatasuna. Grimaldi aveva definito la delibera di Giunta, che avvia un percorso di coprogettazione di beni comuni, una delibera “coraggiosa e lungimirante”, perché l’esperienza di corso Regina Margherita “è un bene comune e nessuno dovrebbe cancellarlo dalle mappe culturali, sociali e solidali di Torino”.

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