Così l'ex esponente dei Radicali e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni a margine della consegna delle benemerenze civiche a Milano

(LaPresse) Marco Cappato ha ricevuto l‘Ambrogino d’oro, la massima onorificenza concessa dal Comune di Milano, per il suo impegno nei diritti umani. “Io ho gratitudine per il premio, veramente dal profondo del cuore. In passato, da consigliere comunale, non solo ho sostenuto anche appelli… Ricordo quello per l’Ambrogino a Paola Bonzi. Penso che la città si unisca non nel merito di posizioni – ognuno può avere le sue – ma nel riconoscimento dell’importanza nella società di un problema, quello della sofferenza e della libertà alla fine della vita, e anche forse di un coraggio nell’affrontarlo, che è stato innanzitutto il coraggio di Fabo, della mamma Carmen e della moglie Valeria di affrontarlo nella luce del sole e non nella clandestinità”. Lo ha dichiarato l’ex esponente dei Radicali e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni Marco Cappato, a margine della cerimonia dell’Ambrogino d’oro, al teatro Dal verme di Milano. “Quando le cose si fanno nella clandestinità, non ci sono polemiche, non ci sono problemi. Quando si fanno alla luce del sole, questo commuove, nel senso che muove le intelligenze con pareri e opinioni che possono essere molto diverse. Ovviamente c’è il rispetto per tutto, anche per chi ha opinioni e pareri diversi”, ha aggiunto Cappato. A chi dedica l’onorificenza che riceve oggi? “A Fabo”, ha concluso.

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