L'allontanamento del panettiere, titolare del forno Giffoni Sei Casali, era sembrato fin da subito sospetto. L'uomo non si spostava mai dal paese, usciva di rado e al massimo andava al bar con qualche amico

Dopo la scomparsa del marito, il panettiere 43enne Ciro Palmieri, era andata dai carabinieri in lacrime per sporgere denuncia. E si era perfino rivolta alla trasmissione ‘Chi l’ha visto’. In realtà stava solo cercando di depistare le indagini.

Monica Milite, la moglie della vittima, è stata arrestata questa mattina insieme al figlio 20enne Massimiliano e al secondogenito di appena 15 anni. Tutti e tre, da quanto è emerso dalle indagini, hanno ucciso a coltellate il panettiere e poi hanno buttato il corpo da un dirupo sulle montagne di Giffoni Valle Piana. Questa mattina moglie e figli della vittima sono stati arrestati per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e di occultamento di cadavere. La donna e il figlio maggiore sono stati portati in carcere, mentre il 15enne in un istituto di pena minorile.

L’allontanamento del panettiere, titolare del forno Giffoni Sei Casali, era sembrato fin da subito sospetto. L’uomo non si spostava mai dal paese, usciva di rado e al massimo andava al bar con qualche amico. La moglie, mentre ne denunciava la scomparsa il 30 luglio scorso, aveva detto che l’uomo dal quale si stava separando si era presentato a casa chiedendole di mettere dei vestiti in una borsa. Poi si era allontanato e non aveva più contattato né lei né i figli.

Un racconto che, fin da subito, non ha convinto gli investigatori. Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della casa della famiglia Palmieri è emersa la verità. Le immagini erano state sovrascritte, ma i carabinieri sono riusciti a recuperare il video del delitto.

Tra il panettiere e la moglie è scoppiata una violenta lite, poi la donna e i figli di 20 e 15 anni si sono avventati su di lui con dei coltelli. Il tutto davanti al figlio minore, di appena 11 anni.

La donna e i due ragazzi hanno sferrato numerosi colpi, anche quando l’uomo era ormai a terra. Poi hanno fatto a pezzi il cadavere, amputando una gamba che hanno messo in un grande sacco di plastica, che hanno gettato in un dirupo. Anche il resto del corpo è stato buttato nello stesso punto. Adesso i carabinieri stanno cercando di recuperare i resti, con l’aiuto dei vigili del fuoco e del soccorso alpino. Ma gli investigatori sono al lavoro anche per capire il movente di questo omicidio, che potrebbe essere collegato a violenze familiari.

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