Caso Bibbiano, quattro anni per lo psicoterapeuta Foti

Caso Bibbiano, quattro anni per lo psicoterapeuta Foti
“Bibbiano non si lega” le Sardine in piazza – Elezioni regionali Emilia-Romagna 2020

Il medico era finito al centro dell’indagine ‘Angeli e demoni’

Bambini allontanati dalle loro famiglie e collocati in affido ad amici e conoscenti, con relazioni falsificate. È stato condannato a quattro anni Claudio Foti, lo psicoterapeuta titolare del studio di cura torinese per bambini ‘Hansel&Gretel’ nel rito abbreviato per la vicenda degli affidi illeciti di Bibbiano e della Val d’Enza. Foti, 70 anni, era accusato di abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni gravissime. Assolta invece, perché il fatto non sussiste, l’assistente sociale Beatrice Benati, l’unica, con Foti, che aveva scelto il rito abbreviato. In 17 (su 22) sono stati invece rinviati a giudizio. Cinque i prosciolti da ogni accusa.

Per l’accusa, guidata dalla pm Valentina Salvi, a Bibbiano esisteva una sorta di sistema che coinvolgeva amministratori, psicologi e assistenti sociali che, per riuscire a togliere i bambini alle coppie e riaffidarli ad altre, avrebbe fatto leva su report distorti, false relazioni, nonché dichiarazioni manipolate dei bambini, anche attraverso ‘stimolazioni elettriche’. Il tutto finalizzato ad affidare i piccoli e sottoporli ad un circuito di cure private a pagamento di una onlus, la Hansel & Gretel, appunto.

Al vertice, per la Procura di Reggio Emilia, l’ex dirigente del servizio minori Federica Anghinolfi e il suo braccio destro Francesco Monopoli, il guru della Hansel&Gretel Claudio Foti e la psicoterapeuta Nadia Bolognini.

Le indagini erano scattate nel giugno 2019 ma, per gli inquirenti, la prassi durava da anni: nel 2020 la procura di Reggio Emilia notificò la conclusione indagini e poco dopo la richiesta di rinvio a giudizio per 24 persone accusate a vario titolo di aver gravemente danneggiato i minori e di una serie di reati amministrativi. Sedici degli indagati erano legati alla rete dei servizi sociali della Val D’Enza: tra loro il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (poi assolto da ogni accusa e oggi rinviato a giudizio per abuso d’ufficio).

L’inchiesta si era trasformata subito in un caso politico: l’allora vicepremier Luigi Di Maio aveva attaccato il modello di tutela dei minori dell’Emilia Romagna “proposto dal Pd, si rivela oggi come un sistema da incubo: bambini ‘selezionati’ e sottratti illegittimamente alle famiglie, per poi venire consegnati in una sorta di ‘affido horror’ a personaggi discutibili”. Il Partito democratico era stato definito il ‘partito di Bibbiano’ (Carletti era esponente dem) e il leader della Lega Matteo Salvini lo aveva accusato di fare “business sui bambini sottratti alle famiglie”.

Il legale di Foti, l’avvocato Giuseppe Rossodivita, ha annunciato già il ricorso in appello, parlando di una sentenza “infondata, ingiusta e profondamente sbagliata”. Secondo quanto affermato a LaPresse, Foti è ora “giustamente affranto ma fiducioso nella giustizia”.

Complessivamente il gup ha deciso oggi per 17 rinvii a giudizio, 5 proscioglimenti, oltre alla condanna di Foti e all’assoluzione di Benati. I prosciolti sono Nadia Campani, funzionaria dell’Unione dei Comuni della val d’Enza; Attilio Mattioli, Barbara Canei, Sara Testa e la funzionaria del Comune di Reggio Daniela Scrittore. Con loro esce dal processo anche l’assistente sociale Cinzia Magnarelli che ha ottenuto un patteggiamento a un anno e 8 mesi dopo aver iniziato a collaborare con i magistrati. Per quanto riguarda i rinvii a giudizio con rito ordinario, l’ex sindaco di Bibbiano Andrea Carletti andrà a processo solo per abuso d’ufficio: prosciolto dall’accusa di falso. Il processo dovrà verificare se sia stata commessa qualche illegittimità amministrativa nell’affidamento dell’appalto concernente il servizio terapeutico di cura dei minori da parte dell’Unione dei Comuni.

 

© Riproduzione Riservata