Brega Massone ha già trascorso 15 anni e 6 mesi in carcere, dopo una condanna in via definitiva per lesioni nei confronti di decine di pazienti

L’ex primario della Clinica Santa Rita di Milano, Pier Paolo Brega Massone, è stato condannato a 21 anni e 4 mesi dai giudici della Corte d’Assise e d’Appello di Milano, nel processo ‘ter’ per la morte di quattro pazienti che aveva in cura. 

La pena residua che l’ex primario dovrà scontare è di 2 anni e 10 mesi ma, essendo inferiore ai 3 anni, il medico tramite i suoi legali Luigi Fornari e Nicola Madia potrà chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Brega Massone ha già trascorso 15 anni e 6 mesi in carcere, dopo una condanna in via definitiva per lesioni nei confronti di decine di pazienti, truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale e falso. Più complesso, invece, l’iter del processo che lo vedeva imputato per la morte di 4 pazienti.
Inizialmente l’ex primario, arrestato nel 2008, era stato condannato all’ergastolo. Nel processo d’appello ‘bis’, concluso nell’ottobre del 2018, invece, la pena era stata ridotta a 15 anni e l’accusa a carico dell’ex primario era stata rideterminata da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. La Corte di Cassazione, nel settembre del 2020, ha stabilito che la pena andasse rideterminata ai fini dell’aggravante dello scopo di lucro. Aggravante che è stata effettivamente riconosciuta nel processo d’appello ter, al termine del quale i giudici lo hanno condannato a 21 anni e 6 mesi. “Sono molto contento per il dottor Brega Massone. Dopo una sentenza di primo grado che noi reputiamo una grandissima ingiustizia, finalmente potrà tornare a vedere la luce e riprendere in mano la sua vita insieme alla moglie e alla figlia”, è stato il commento dell’avvocato Nicola Madia, che lo difende insieme al professor Luigi Fornari, oggi presente in aula. La corte d’Assise e d’Appello di Milano ha anche condannato l’ex aiuto di Brega Massone, Franco Presicci, a 8 anni e 8 mesi. Un anno in più rispetto al processo d’appello ‘bis’, che si era concluso per lui con una condanna a 7 anni e 8 mesi per due delle quattro morti contestate.

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