La vittima è Leonardo Grasso, responsabile 78enne della "Tenda di San Camillo" a Riposto

E’ stato fermato e portato in carcere il presunto responsabile dell’incendio appiccato nella notte tra venerdì e sabato nella piccola comunità di recupero che a Riposto, vicino a Catania, accoglie tossicodipendenti, sieropositivi e malati di Aids.  Nei resti del rogo, è stato trovato il corpo del sacerdote Leonardo Grasso, responsabile della struttura ‘Tenda di San Camillo’ che da anni aveva scelto la strada della fede, dopo un passato da agente immobiliare, per aiutare le persone più fragili.

Il fermato deve rispondere delle accuse di incendio doloso e omicidio: tra lunedì e mercoledì si terrà l’interrogatorio di convalida del fermo, davanti al gip, mentre proseguono le indagini dei carabinieri di Giarre e del Nucleo Radiomobile di Catania.

L’incendio, spiega chi indaga, è stato appiccato nella notte, proprio nei pressi della camera da letto del sacerdote 78enne. Non è escluso che la vittima fosse già morta quando le fiamme sono divampate, e che l’incendio sia stato appiccato per coprire un omicidio. Quel che è certo, fa capire chi indaga, è che si sia trattato di un attacco volto a colpire l‘anziano frate camilliano, tanto che gli altri locali della comunità non hanno subito gravi danni e nessun’altro è rimasto ferito.

Nella struttura, erano presenti complessivamente meno di dieci persone al momento della tragedia. Il presunto colpevole, bloccato in mattinata, è stato a lungo sentito dagli inquirenti, alla presenza del magistrato della procura di Catania che coordina l’inchiesta. Resta da capire il movente ed è massimo il riserbo in attesa dell’interrogatorio di convalida, ma chi indaga, dopo aver sentito anche le testimonianze degli ospiti della struttura, non ha dubbi sul fatto che sia lui il responsabile dell’omicidio.

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