Accuse pesantissime: l'imprenditore è nel carcere di San Vittore da una settimana

A casa di Alberto Genovese, la sera del 10 ottobre, c'erano almeno 30 ragazze. Tra loro, anche la 18enne che, dopo essere stata stordita con un mix di cocaina e ketamina, è stata stuprata dall'imprenditore. La Terrazza Sentimento, l'attico vista Duomo dell'imprenditore, era affollata anche da tanti ospiti di genere maschile molto più grandi, trai 30 e i 40 anni . Il copione era sempre lo stesso: musica altissima, festa fino all'alba, droga a fiumi. E poi le violenze.

Genovese da una settimana è nel carcere di San Vittore e le accuse a suo carico sono pesantissime: violenza sessuale, detenzione e cessione di stupefacenti, sequestro di persona e lesioni ai danni della 18enne. Decisive saranno le testimonianze delle giovani ospiti per capire se qualche altro uomo sia coinvolto negli abusi subiti dalla ragazza, rimasta segregata per ore nella stanza da letto dell'imprenditore. Una di loro si è già fatta avanti, senza aspettare di essere convocata. Si fa strada, però, il sospetto che qualcuno stia facendo pressioni sulle ospiti dei festini per indurle ad ammorbidire le loro testimonianze in cambio di denaro.

Importantissime per gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati da Marco Calì, anche le immagini del sistema di sorveglianza dell'attico del fondatore di Facile.it (azienda ceduta nel 2014) ed ex presidente di Prima Assicurazioni. Proprio grazie ai video del sistema di sicurezza della casa – che Genovese aveva chiesto ad un tecnico di cancellare, senza riuscirci – è stato possibile dare un nome alla trentina di giovanissime trai 18 e i 20 anni e agli uomini trai 30 e 40 anni invitati sulla 'Terrazza Sentimento'.

Molti di loro verranno ascoltati dal pm Rosaria Stagnaro, titolare dell'inchiesta. Tra loro, certamente anche Daniele Leali, il dj e vocalist e "braccio destro" di Genovese. Da qualche giorno si trova a Bali per "impegni di lavoro" in compagnia della fidanzata, come ha scritto lui stesso su Facebook. Verrà ascoltato anche il bodyguard che sorvegliava la porta della camera da letto dell'imprenditore mentre avvenivano le violenze e il domestico che ha convinto le volanti – chiamate dal ballerino Roberto Bolle, esasperato dal frastuono – ad allontanarsi, assicurando che la festa stava per finire.

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