Torino, 11 nov. (LaPresse) – "Gli ospedali sono ormai vicini al collasso, a causa di due fattori concomitanti: carenza di personale sanitario e mancanza dei posti letto a fronte dell’abnorme afflusso di malati per la rapida e vertiginosa diffusione dell’infezione virale. E’ corretto e logico monitorare la crescente saturazione dei posti letto nelle terapie intensive, ma in tante regioni i tassi di occupazione dei reparti di area medica sono ormai superiori al 100%, considerando anche la presenza dei malati non COVID, che continuiamo ad assistere, ma le cui possibilità di accesso agli ospedali si stanno riducendo. Una conseguenza probabile, se non certa, sarà l’incapacità di garantire gli standard qualitativi per le cure a tutti i malati cronici e ai malati acuti non COVID, oltre a ulteriori criticità e ritardi nel campo della prevenzione". Così le società scientifiche dei medici internisti, Fadoi e Simi, dei geriatri, Sigg e Sigot, e l’associazione degli infermieri di medicina interna, Anìmo. "La situazione sanitaria è drammatica – affermano – e noi medici e infermieri di area medica, sia nei nostri reparti sia in altri reparti ultra-specialistici rapidamente riconvertiti in unità COVID, ci prendiamo cura di oltre il 70% dei malati COVID ricoverati in ospedale, garantendo tutte le cure, compresa l’ossigenoterapia e la ventilazione non invasiva, cercando di strappare il paziente alla intubazione o alla morte, sentiamo il dovere di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla reale situazione che viviamo ogni giorno negli ospedali". 

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