Teramo, 10 ago. (LaPresse) – Un’organizzazione criminale di italiani e albanesi operava tra Milano e Teramo recuperando e spacciando cocaina e marjuana. E’ stata sgominata dalle forze dell’ordine che hanno denunciato 21 persone per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Otto di loro stamattina sono stati arrestati in quanto risultati destinatari di misure cautelari da parte del giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila: tre sono in carcere e 5 agli arresti domiciliari. L’indagine era iniziata nel 2014 da parte della questura di Teramo che aveva individuato un’articolata rete di pusher locali che spacciava sulla costa della provincia di Teramo e nel pescarese.

Gli investigatori avevano portato alla luce anche altri reati come l’estorsione – per aver costretto un acquirente che non era riuscito a pagare il debito per droga a cedere il proprio appartamento – e il sequestro di persona, utilizzato per costringere a pagare chi si rifiutava. Perno dell’organizzazione era un imprenditore aquilano che la supportava con mezzi e strumenti: dalle autovetture per il trasporto della droga da parte degli affiliati albanesi alle assunzioni fittizie nelle proprie imprese per ‘regolarizzarli’ per la permanenza in Italia.

La prima attività d’indagine ha consentito alla polizia di arrestare 6 persone e sequestrare 1 chilo di cocaina e 3 chili di marijuana. Allo stesso tempo, la guardia di finanza dell’Aquila teneva sotto controllo l’imprenditore aquilano accertando false operazioni, evasioni fiscali e la destinazione di beni e denaro verso persone compiacenti legati all’imprenditore. Il gip ha emesso anche un provvedimento di sequestro preventivo di 20 immobili, di 10 auto di grossa cilindrata tra cui una Lamborghini Gallardo e di una lussuosa imbarcazione da diporto. Continuano intanto le ricerche per rintracciare uno dei destinatari dei provvedimenti che risulta al momento irreperibile.

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