Torino, ossa da messe nere al cimitero: individuato chi le lasciò

Torino, ossa da messe nere al cimitero: individuato chi le lasciò

Torino, 2 mag. (La Presse) – C’è una svolta nell’inchiesta aperta dalla procura di Torino sul mistero della scatola di ossa trovata il 10 ottobre del 2013 al cimitero monumentale di Torino, in corso Novara. Una scatola che contiene teschi e ossa molto probabilmente usati per messe nere. Resti umani ricoperti di cela colata, o incisi con scritte cripitiche, o legati tra loro con fili. Qualcuno aveva abbandonato nel pomeriggio del 10 ottobre quella scatola su una panchina all’ingresso del cimitero, per poi scomparire nel nulla. Nei giorni scorsi, i poliziotti che lavorano all’indagine – il titolare è il pm Paolo Scafi – hanno trovato, analizzando i filmati delle telecamere che si trovano al monumentale, il proprietario della scatola. Nelle immagini si vede un uomo che ha superato la mezza età entrare nel cimitero con in mano una scatola di cartone, grande quasi il doppio di un contenitore per scarpe. Nell’altra mano tiene un paio di chiavi. Pochi minuti dopo, le telecamere riprendono lo stesso uomo uscire dal cimitero senza scatola. Chi è? Perchè aveva con sè i resti di ossa usati per le messe nere? Ora gli inquirenti stanno cercando quell’uomo, che non deve rispondere di alcun reato. Gli verrà solo chiesto, se trovato, di dare un contributo per l’accertamento della verità e la soluzione del mistero. La scatola che conteneva i reperti era della pasticceria Maggiora. Una carta ormai antica, che potrebbe risalire ad alcune decine di anni fa. Ma non rovinata, segno che qualcuno la aveva custodita al chiuso, o in un posto al sicuro. Le ossa contenute appartengono ad almeno cinque persone. Due uomini, due donne e un bambino morto in tenerissima età, quando aveva meno di cinque anni. Anche una delle due donne era molto giovane. Ha un’età compresa tra i 15 e i 20 anni. Dei due uomini, uno è un adolescente. L’altro uomo e l’altra donna invece sono di età adulta. Potrebbe essere un’intera famiglia. Mesi fa la procura aveva incaricato gli inquirenti di indagare nei cimiteri di Torino e provincia per capire se qualche tomba di famiglia era stata profanata. Solo negli ultimi dieci anni sono stati numerosi i furti di ossa, molti – si ipotizza – sarebbero riconducibili a satanisti.

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