Il virologo Pregliasco: "Si parte dagli immunodepressi"

Si sta cominciando a somministrare le terze dosi agli immunodepressi, cosa diversa da quello che si farà nel prossimo futuro in termini di richiamo per le persone più a rischio”. Così il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario IRCCS Galeazzi di Milano, intervistato su ‘Cusano Italia Tv’, a proposito della data di inizio di somministrazione delle terze dosi in Italia, come comunicato dal generale Figliuolo la scorsa settimana.

“Si sta prendendo atto che c’è la necessità di fare una dose ulteriore, una schedula a tre dosi per le persone immunodepresse e la terza dose si potrà fare già a 28 giorni dalla seconda perché si tratta proprio di un ciclo di conferma e di rinforzo. Nel breve periodo però è stato già deciso di dare un rinforzo, un richiamo forse periodico, quindi non terza dose in senso stretto, per le persone più anziane, in particolare chi è ricoverato nelle Rsa, per gli operatori sanitari, perché si è visto che questi vaccini dopo 6 mesi cominciano a perdere un po’ di efficacia nel prevenire l’infezione – ha spiegato Pregliasco – La cosa non ci inquieta più di tanto perché per i coronavirus nemmeno i guariti sono sicuri di rimanere protetti. Al momento la FDA ha detto di vaccinare con la terza dose le persone fragili, dopodiché vedremo in autunno-inverno, dove purtroppo credo che un colpo di coda del virus ci sarà e allora forse dovremo fare un richiamo universale. Io però immagino una prospettiva dove il vaccino anticovid si affiancherà a quello antinfluenzale, con la stessa modalità, quella di offrire il richiamo annuale soprattutto alle persone più a rischio”. 

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