Salvini ribadisce il suo no all'obbligo vaccinale: "Non siamo e non saremo mai d'accordo''

“Più vaccini o si rischiano restrizioni”. Sono le parole del ministro della Salute Roberto Speranza al Corriere della sera. “Sarà un momento stratosferico per l’Italia, avremo gli occhi del mondo addosso”, dice il ministro nel giorno dell’apertura del G20 della salute a Roma, spiegando che si mira “a firmare il ‘Patto di Roma’ per vaccinare gli abitanti del mondo intero”.

Tornando all’Italia, Speranza precisa che “il vaccino è lo strumento per evitare nuove misure restrittive”. Il ministro non dà cifre per fare scattare l’obbligo vaccinale, ma “la scelta si farà in base a una somma di fattori, tra cui la forza della variante”. Quindi, se “la difesa del diritto alla salute e la necessità di evitare nuove privazioni della libertà ci dovessero portare a questa soluzione, certo non ci spaventeremo e non ci fermeremo”.

Speranza, nel pomeriggio ha accolto i ministri della Salute del G20, che si tiene a Roma. “Ci sono le condizioni, io credo, per costruire il patto di Roma. Per me significa la sfida di provare ad allargare la forza dei nostri servizi sanitari nazionali, investire di più e provare a segnare un cambio di passo molto significativo che consenta di difendere l’approccio di universalità del Servizio sanitario nazionale”, ha detto il ministro. “L’impegno di questo Patto di Roma a cui stiamo lavorando e’ quello di costruire le condizioni affinché il vaccino sia un diritto di tutti e non il privilegio di pochi. Questa è una sfida che tutti i paesi presenti condividono e su cui ancora lavoreremo nella giornata di domani nell’auspicio di poter poi chiudere una dichiarazione condivisa sottoscritta da tutti i paesi presenti”, ha aggiunto l’esponente del governo Draghi. 

Matteo Salvini invece ribadisce la sua posizione contraria nel suo intervento al Forum Ambrosetti a Cernobbio: “Non saremo mai d’accodo sull’obbligo vaccinale tout court per tutta la popolazione italiana, non siamo e non saremo mai d’accordo”, ha detto il leader della Lega.

E anche il governatore veneto Luca Zaia si è detto non  favorevole all’eventuale introduzione dell’obbligo vaccinale. “Noi siamo per la campagna vaccinale – dice- siamo per promuoverla e siamo per la volontarietà, salvo che per alcune categorie strategiche come per esempio i medici. E facciamo appello al governo: prenda in mano con decisione la comunicazione. Non lasci spazio a un pensiero sovrarappresentato come quello No vax. Una Pubblicità progresso che risponda puntualmente alle tante fake news”. “Quando si parla di obbligatorietà – aggiunge – io penso sarà solo per certe categorie. Ma al momento non è dato sapere, ce lo svelerà Draghi”.

Quanto all’utilità del Green Pass, Zaia osserva: “La vaccinazione ha funzionato, in Veneto l’80% dei ricoverati sono non vaccinati e a fronte di tanti ammalati abbiamo pochi ricoveri. E in ogni caso, il nostro documento riconosce il green pass, ma non alla francese, non senza quartiere. In Francia serve anche per aprire la finestra, non credo possa essere quello il modello”.

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