Matteo Salvini: "Chiediamo che prima di ipotizzare ulteriori limitazioni sui trasporti, treni, aerei, obblighi per insegnanti e operai si aspettino dei dati"

Slitta il decreto su green pass, scuola e trasporti. E’ il primo segnale di arresto del governo Draghi, alle prese con le fibrillazioni sulla giustizia: sulla riforma attesa in aula alla Camera venerdì, approvata dal Cdm ma contestata dal Movimento 5 Stelle, si susseguono i confronti tra le forze di maggioranza e l’esecutivo, e nel frattempo vengono rimandate anche la legge sulla Concorrenza – annunciata in Parlamento entro luglio – e la legge delega sul fisco, anch’essa attesa entro questo mese.

‘Si parla solo di giustizia in queste ore’, conferma una fonte governativa, sottolineando le distanze nella maggioranza sul tema delicatissimo, e su cui Draghi aveva chiesto la massima condivisione. Ma il dibattito politico sta richiedendo tempi più lunghi e un’ulteriore faticosa mediazione. Inusuale, finora, in questo governo, come è inusuale che a ufficializzare il rinvio del testo che riguarda scuola, trasporti e lavoro – e che giovedì scorso proprio il premier aveva annunciato per questa settimana – sia Matteo Salvini, di buon mattino dal premier dopo le frizioni della scorsa settimana per un colloquio definito da palazzo Chigi “proficuo e cordiale” su vaccini, green pass e contrasto al Covid. “Chiediamo che prima di ipotizzare ulteriori limitazioni sui trasporti, treni, aerei, obblighi per insegnanti e operai si aspettino dei dati perché c’è una stagione turistica in pieno corso e prima di complicare la vita agli operatori commerciali e alle famiglie con figli aspettiamo dei dati”, chiarisce il leader del Carroccio, sottolineando come i dati delle terapie intensive per ora non giustifichino ulteriori restrizioni. Si osserverà ancora l’andamento dei dati, dunque, prima di valutare di introdurre l’obbligo di green pass – ottenibile con almeno una dose di mattino, la guarigione o un tampone rapido negativo – per viaggiare in Italia. Del resto, fa notare un ministro, se ci fosse stata fretta ‘l’avremmo inserito nel decreto della settimana scorsa’: sul punto sta lavorando ora il dicastero di Giovannini, mentre ogni valutazione sull’obbligo della certificazione per il trasporto pubblico locale, altro punto delicatissimo in vista della ripresa, è rimandata a fine agosto o al massimo ai primi di settembre. Apertissimo poi il discorso sulla scuola, dove i presidi si sono pronunciati a favore dell’obbligo vaccinale dei docenti mentre frenano i sindacati. Ancora più complesso il fronte degli studenti: il commissario Figliuolo ha ipotizzato una copertura del 60% degli over 12 entro il 10 settembre, ma la Lega è pronta alle barricate:” “Chiediamo il diritto per tutti i bimbi a entrare in classe – ha rimarcato Salvini – Il vaccino salva la vita ma nessuno mi convincerà mai che obbligare a vaccinare un bambino di 12 anni sia utile”. Il tema domani sarà affrontato, insieme al piano per il prossimo anno scolastico dalla Conferenza delle Regioni, tenendo presente che l’obiettivo, come non manca di sottolineare il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, è tornare in presenza. Da chiarire anche la parte che riguarda il lavoro, su cui è aperto il confronto anche con i sindacati.

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