Per spiegare l'impatto dell'isolamento sugli adolescenti, il numero uno del Cts usa un'immagine forte: per loro è come affrontare le conseguenze di una "guerra"

Stress psicosociale, ansia, depressione. Ma anche autolesionismo e tentati suicidi. Sono alcune delle conseguenze drammatiche che l’isolamento imposto dalla pandemia ha avuto sui più giovani. L’allarme viene dal coordinatore del Cts, che in audizione nelle commissioni Salute e Istruzione riunite al Senato, analizza in particolare l’impatto della Dad sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti.

“Mi sono sempre espresso su quanto sia fondamentale la didattica in presenza“, ribadisce. E ricorda che nella popolazione pediatrica il rischio di andare incontro a patologia grave da Covid è “contenuto per non dire quasi irrilevante”.  Ad oggi, fa sapere, sono 19 i pazienti under 18 che hanno perso la vita dopo aver contratto il virus e “c’era spesso una patologia concomitante”. D’altra parte, con la chiusura delle scuole, “i ragazzi sono stati sovraesposti a stress psicosociale, in particolare per una marcata interruzione della loro routine quotidiana”, afferma.

Per spiegare l’impatto dell’isolamento sugli adolescenti, Locatelli usa un’immagine forte: per loro è come affrontare le conseguenze di una “guerra”. E precisa: “Non c’è un impatto evidente di distruzione, ma la percezione di un qualcosa che ha interrotto dei percorsi e dei circuiti che andranno ripristinati”. La conseguenza più tragica delle restrizioni, richiamata da diversi neuropsichiatri infantili, sottolinea, è “l’incremento di accesso nei pronto soccorso di adolescenti che hanno compiuto atti suicidari, fortunatamente quasi sempre non andati a buon fine, e atti di autolesionismo”. Un incremento, afferma, dovuto “sia a condizioni socioculturali che a stress emotivo a cui sono stati sottoposti i giovani durante la pandemia”.

I ragazzi non sono “malati”, chiarisce, ma “per un periodo non breve sono andati incontro a una deprivazione sociale significativa”, per questo “sono meritevoli di particolare attenzione, di vigilanza e di interventi mirati”. Poi l’affondo a governatori e sindaci che hanno abusato della Dad, anche quando il governo non la riteneva necessaria: “Nel Paese ci sono stati territori che l’hanno spinta anche al di fuori delle indicazioni che venivano a livello nazionale, in queste aree l’attenzione dovrà essere particolarmente sviluppata”.

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