L'ipotesi per i test a tappeto in vista delle riaperture del 26 aprile

“Partendo dal presupposto che qualsiasi screening è meglio di un non screening, la sensibilità dei salivari rapidi è quella dei test rapidi. Quindi ci si chiede perché non si approvano anche i salivari molecolari?”. Così a LaPresse Elisa Borghi, professoressa associata di microbiologa clinica dell’Università di Milano, che ha lavorato all’implementazione dei salivari molecolari utilizzati su tutta la popolazione scolastica di Bollate in via sperimentale nelle scorse settimane. I test salivari molecolari non sono infatti ancora approvati ma oggi si parla di utilizzare i test salivari rapidi per la riapertura delle scuole dal 26 aprile. “I salivari molecolari hanno la stessa efficacia dei tamponi molecolari” spiega ancora Borghi. 

“Anche il tampone rapido secondo la legge italiana deve essere letto e refertato da un medico. Vuol dire impegnare personale sanitario che oggi non abbiamo ed è impegnato nelle vaccinazioni” spiega ancora Borghi. “I test salivari molecolari sono efficaci soprattutto nei soggetti asintomatici e presintomatici, mentre quelli rapidi rilevano soprattutto una carica molto elevata del virus – aggiunge – Non c’è polemica: più strumenti abbiamo meglio possiamo ripartire, anche in visione del nuovo anno scolastico, ma non si capisce perché non validare questi test”.

“Siamo soddisfatti che si cominci a parlare, in maniera seria e approfondita, di test salivari molecolari in tutta Italia, anche perché parliamo di uno strumento di diagnosi sanitaria ampiamente utilizzato in altri paesi europei e mondiali”. Così a LaPresse Francesco Vassallo, sindaco di Bollate (Milano), a proposito dell’ipotesi di usare i test salivari a scuola. Nel Comune del milanese due settimane fa tutta la popolazione è stata testata con i test salivari molecolari: studenti, insegnanti, personale Ata. Test che non sono ancora approvati: si trattava di una sperimentazione con l’Università degli Studi di Milano. “Noi abbiamo ritenuto che potesse essere uno strumento utile per tornare a scuola in sicurezza – spiega Vassallo – e lo screening è stato accolto favorevolmente dalle famiglie che hanno bisogno di sapere che i loro figli passano la giornata in un ambiente controllato e privo di rischi per la loro salute. Per noi è stato anche il modo di far sentire la vicinanza delle istituzioni in un periodo difficile per le famiglie”.

La proposta per i salivari emersa in mattinata

“Test salivari? Ci hanno detto che c’è un ipotesi di studio del Ministero della Salute per sperimentazioni su piccoli gruppi, un po’ come nel modello Lazio”. Così a LaPresse Maddalena Gissi, segretaria Cisl Scuola, dopo il primo incontro con il Ministero dell’Istruzione. “Oggi è emersa la necessità di aspettare le indicazioni del Cts sulla scuola, che si pronuncerà domani. Abbiamo sottolineato come la riapertura delle superiori creerà non pochi complicazioni, non sono stati messi a sistema tutti gli interventi previsti. Mancano mascherine e impianti aerazione, c’è il problema della vaccinazioni e dei tracciamenti, si rischia una scuola aperta e chiusa a macchia di leopardo”, si aggiunge.

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