Il premier bulgaro Borissov sulle dosi di Pfizer: "I prezzi stanno aumentando"

Il Regno Unito continua sulla strada delle riaperture. Lunedì è toccato a negozi di beni non essenziali e saloni di bellezza in Inghilterra ma soprattutto ai pub che, come i ristoranti, possono accogliere i clienti solo all’esterno. Alcuni hanno alzato le serrande poco dopo mezzanotte. Il risultato sono state lunghe code di avventori che hanno sfidato il freddo per una tanto desiderata birra. “Nessun pub si aspetta di trarre profitto dalla riapertura all’aperto e molti subiranno una perdita”, afferma Emma McClarkin, amministratrice delegata della British Beer & Pub Association, secondo la quale circa 2.500 pub hanno chiuso definitivamente nel 2020. L’aspettativa è di vendere circa 15 milioni di pinte nella prima settimana di riapertura, un quarto di quello che succederebbe normalmente in una settimana di aprile.

Ad approfittare dell’allentamento delle restrizioni è stato anche il premier, Boris Johnson, che si è recato dal barbiere per dare un taglio alla folta chioma bionda prima di andare in Parlamento e rendere omaggio al principe Filippo, morto lo scorso venerdì a 99 anni. Stando ai media britannici, il primo ministro avrebbe avuto in programma anche una tappa in un pub, cancellata a seguito della scomparsa del duca di Edimburgo. Nel Regno Unito, intanto, sono oltre 7,6 milioni le persone ad avere ricevuto entrambe le dosi di vaccino.

Nel frattempo l’Unione Europea tira un sospiro di sollievo visto l’arrivo delle prime dosi del vaccino monodose di Johnson&Johnson, ritenuto elemento chiave per accelerare la campagna. La commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, parla di “buone notizie” ricordando l’obiettivo di “immunizzare il 70% della popolazione adulta entro l’estate”. Si tratta della prima consegna dei 55 milioni di dosi che dovrebbero essere recapitate all’Unione entro la fine di giugno. Consegne che, stando al portavoce della Commissione europea Stefan De Keersmaecker, “sono effettivamente sulla strada giusta come concordato”. Nel secondo trimestre l’Ue conta su 200 milioni di dosi di Pfizer-BioNTech, 35 milioni di Moderna, 70 milioni di AstraZeneca e 55 milioni di Johnson & Johnson. “I prezzi stanno aumentando rapidamente”, è l’allarme del premier bulgaro Borys Borissov riguardo al nuovo contratto Ue-Pfizer. Il costo iniziale era “di 12 euro, poi aumentato a 15,5 euro. Ora per il 2022 e il 2023 vengono firmati i contratti dell’Unione Europea per 900 milioni di vaccini, ma già al prezzo di 19,5 euro”.E dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) arriva un monito. “La pandemia Covid-19 è ancora lontana dalla fine. Ma abbiamo molte ragioni per essere ottimisti. Il calo dei casi e dei decessi durante i primi due mesi dell’anno mostra che questo virus e le sue varianti possono essere fermati”, ha ricordato direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante il briefing di oggi. Tuttavia, al tempo stesso, “ora abbiamo assistito a sette settimane consecutive di aumento dei casi e quattro settimane di crescita dei decessi. La scorsa settimana è stato registrato il quarto più alto numero di casi in una sola settimana finora”. Secondo la dottoressa Maria Van Kerkhove dell’Oms “siamo a un punto critico della pandemia” con il numero dei contagi che “cresce in maniera esponenziale”. Questo “non è il punto al quale vorremmo essere dopo 16 mesi di pandemia e quando abbiamo mezzi che funzionano” per controllare il contagio.

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