All'esame il nuovo provvedimento sulle norme anti-Covid che rimpiazzerà il decreto che scade il 7 aprile

Nessun automatismo ma un meccanismo di verifica della curva dei contagi, per valutare se allentare le misure anti-Covid. E’ questa la mediazione, tra aperturisti e rigoristi all’interno della maggioranza di governo, che dovrebbe essere inserita nel decreto legge che approderà domani in Consiglio dei ministri e che andrà sostanzialmente a confermare l’altro provvedimento in scadenza il 7 aprile. Alla fine il premier Mario Draghi conferma il suo approccio scientifico nella lotta alla pandemia e non ideologico, consapevole di dover trovare, anche in questo frangente, un punto di caduta tra le due diverse anime che lo sostengono. Tra una posizione aperturista a tutti i costi, evidenziata soprattutto dalla Lega, e una più soft messa sul piatto dal ministro Maria Stella Gelmini – con la proposta di inserire un parametro che in automatico faccia scattare un giallo rafforzato e – il premier sceglie la linea della prudenza.

La riunione del Consiglio dei ministri è fissata per domani alle 17,30 e si sta studiando come mettere nero su bianco questo escamotage. L’ipotesi è che si fissi entro una certa data – che dovrebbe essere il 20 aprile – un nuovo confronto tra Draghi e la maggioranza, con presenti anche gli scienziati. Ad oggi come ha certifica l’Istituto superiore di sanità la variante inglese ha una incidenza dell’86%, un pericolo su cui i tecnici continuano a mettere in allerta su qualsiasi tipo di allentamento.

Oltre all’allentamento delle misure, che entra nella programmazione dell’esecutivo – come evidenziato ieri dal premier nel corso dell’incontro con le Regioni – tra le novità, che il decreto dovrebbe contenere,anche una norma che vieta ai governatori regionali di chiudere le scuole fino alla prima media, a prescindere dalla fascia di colore in cui la loro Regione sarà inserita, di volta in volta, in base ai dati epidemiologici. Un paletto per presidenti di regione troppo rigorosi, che anche in condizioni di medio rischio, che scelgono in autonomia ulteriori restrizioni. Un segnale del governo per confermare la volontà di dedicare ogni spiraglio di apertura alla scuola.

Confermato, inoltre, nel decreto l’inserimento della norma che stabilisce l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari no-vax che sono a contatto con i pazienti. Il ministero della Giustizia, viene spiegato, sta infatti lavorando alle eventuali sanzioni. E entra, infine, nel provvedimento anche lo scudo penale per i somministratori di vaccini.

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