Covid, presidente tributaristi: “Rimborsi per Imu e Tari seconde case da escludere: il tema è politico”

Covid, presidente tributaristi: “Rimborsi per Imu e Tari seconde case da escludere: il tema è politico”
Case di via Abramo Lincon a Milano

Così Gaetano Ragucci: “Inutilizzo per divieto circolazione sembra però un’istanza fondata”

“Se ne può discutere a livello di opportunità politica, ma occorrerebbe un intervento del legislatore, come in effetti c’è stato quando, per esempio, nell’ottobre dell’anno scorso, è stata abbuonata la seconda rata dell’Imu con una sovvenzione da parte dello Stato ai Comuni. Ma che sulla base di quella regola si possa aggiungere un rimborso del 50% con i contenziosi che vengono paventati mi sentirai di escluderlo. Per una ragione molto semplice: l’imposta Imu è di tipo patrimoniale. Viene commisurata al valore dell’immobile”. Così a LaPresse Gaetano Ragucci, presidente nazionale dell’Associazione nazionale tributaristi italiani e professore ordinario di diritto tributario dell’Università degli Studi di Milano, interviene nel dibattito legato all’eventualità che possano nascere dei contenziosi tributari e costituzionali sull’eventuale restituzione o rimborso al 50% di Imu e Tari sulle seconde case, off-limits a lungo tra il 2020 e il 2021 per via delle ordinanze anti Covid. “Si afferma – sottolinea Ragucci – che esiste una disposizione nell’ultima disciplina dell’Imu, all’articolo 1, comma 747, della legge finanziaria 2020, che prevede la riduzione della base imponibile dell’Imu al 50% al verificarsi di alcuni casi, in particolare, per fabbricati inagibili, inabitabili e, di fatto, non utilizzati. Sono tutte condizioni che si devono verificare. Ho visto che c’è una proposta di considerare anche l’inutilizzabilità che si verifica per il divieto di circolazione nel territorio nazionale, in modo tale che chi ha una seconda casa non può andare, non la utilizza e, quindi, potrebbe rivendicare una riduzione del 50%. A me pare che non si tratti di una pretesa fondata, semmai fosse formulata”. Stesso discorso sulla Tari: “Va da sé che i presupposti sono strettamente correlati”, sottolinea Ragucci. 

“L’imposta Imu – aggiunge – è di tipo patrimoniale. Viene commisurata al valore dell’immobile. Questo significa che è quest’ultimo l’indice di capacità contributiva che, per così dire, consente all’ente impositore di levare l’imposta. Per avere quella riduzione del 50% occorre che si verifichino dei fatti che riducono il valore dell’immobile. Non a caso, la legge finanziaria 2020 fa riferimento a ipotesi di inagibilità e inabitabilità, ma per ragioni di carattere strutturale. Questo sì riduce la capacità contributiva e giustifica il beneficio. Ma che io abbia un bene immobile di valore integro e mi trovi a non utilizzarla per determinate fasi dell’anno questo non riduce la capacità contributiva del contribuente”. “L’imposta – ribadisce Ragucci – è patrimoniale. Non risente di queste variazioni. Quindi, mi pare che nel quadro legislativo attuale non vi sia spazio per avere riduzioni conseguenti alla non utilizzabilità per il regime emergenziale del Covid. La base fondamentale è che, senza un intervento legislativo apposito, i Comuni non possono non pretendere quello che è dovuto, anche in forza di quella disposizione che, a mio parere, fa riferimento a casi di riduzione del valore dell’immobile per inagibilità ma non per temporaneo mancato utilizzo”. 

 

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