Si tratta di Viggiù, Mede, Castrezzato e Bollate. Un terzo degli over 80 ha prenotato il vaccino

La Lombardia tenta di fermare una nuova ondata di casi Covid legati alle varianti con la chiusura di quattro comuni che, dalle 18 di oggi e per una settimana, entrano in zona rossa. Si tratta di Viggiù, in provincia di Varese; Mede, in provincia di Pavia; Castrezzato, in provincia di Brescia e Bollate, in provincia di Milano. L’annuncio arriva in serata ed è legato “all’insorgere di cluster di contagio legati alla diffusione di varianti del virus”, come specifica la Regione. Da qui la scelta del presidente della Regione Attilio Fontana, sentito il ministro della Salute Roberto Speranza: zona rossa e didattica a distanza totale per tutte le scuole di ogni ordine e grado, dagli asili nido alle superiori.

Nel frattempo, a 24 ore dall’apertura della piattaforma per le prenotazioni dei vaccini anti-Covid, oltre un terzo dei cittadini lombardi ultra 80enni hanno già fissato l’appuntamento. Dopo un iniziale disguido, un po’ di rodaggio e lentezze sul sito preso d’assalto dagli utenti, “la macchina organizzativa” è partita. E adesso “è indispensabile che arrivino dosi per poter procedere”, fa notare il presidente Attilio Fontana. “La piattaforma – tiene a precisare – sta operando correttamente e, cosa più importante, le persone stanno aderendo avendo ben compreso l’importanza del vaccino per mettere un freno al Covid”.

Il regista della campagna vaccinale che, secondo i piani, dovrebbe raggiungere tutti i lombardi entro l’estate è il super consulente Guido Bertolaso. Nonostante nome dell’ex numero uno della Protezione Civile, già al vertice della struttura che ha realizzato l’ospedale Covid in Fiera, sia stato fatto per diversi ruoli tecnici, che Fontana è intenzionato a non lasciare andare a Roma. Per sapere se verrà “precettato” bisognerà attendere ancora qualche giorno, ma intanto Fontana mette le mani avanti: “Non consiglio a Draghi il nome di Bertolaso perché me lo voglio tenere ben stretto qui in Lombardia – dice – . Avrei paura che accettasse l’invito di Draghi. Spero che rimanga qui perché è una persona assolutamente insostituibile”.

Dopo le difficoltà iniziali, la piattaforma ha ripreso a funzionare a buona velocità. Nel primo pomeriggio, intorno alle 14.30 i lombardi che avevano ottenuto un appuntamento erano già 261.254. Tra i primissimi in lista – giovedì 18 febbraio, giorno in cui prederà il via la campagna – anche Ornella Vanoni, 86 anni appena compiuti e un nuovo album all’attivo, che nonostante abbia affrontato il Coronavirus a ottobre ha deciso di vaccinarsi ugualmente.

Soddisfatta per l’adesione massiccia, anche l’assessora al Welfare Letizia Moratti. “Dalle nostre nonne e dai nostri nonni una grandissima dimostrazione di responsabilità e voglia di vivere – sottolinea – . La loro adesione così convinta e massiccia alla campagna vaccinazioni sia da esempio per tutti i lombardi”.

Non tutto, però, è andato liscio e non sono mancate le polemiche. Oltre alle lentezze iniziali, le opposizioni hanno stigmatizzato anche le parole scelte dall’assessore Moratti domenica sera, durante una intervista al Tgr Lombardia, per illustrare il meccanismo delle prenotazioni, assicurando che non si sarebbe trattato di un ‘click day’. “Le persone devono stare serene – aveva detto – . Tutti gli over 80 saranno vaccinati. Non c’è da avere fretta”.

Espressioni che non sono piaciute al senatore varesino del Pd, Alessandro Alfieri. “Fare un unico click day per tutti gli over 80 di tutta la Lombardia, senza avere un sistema in grado di reggere il numero degli accessi, è stata una scelta incomprensibile – ha chiosato – . Era prevedibile questo numero di richieste ma non si è fatto nulla per gestirle. Alfieri e Moratti “prima o poi ne faranno una giusta?”

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