La linea guida per comprendere tutte le restrizioni imposte fino al 6 gennaio

A partire da oggi fino 6 di gennaio le regole anti contagio volute dal governo per contenere l’epidemia di coronavirus rischiano di creare non poca confusione. Seconde case, la messa, le visite a parenti e amici, ma non più di 2, gli spostamenti. Se è chiaro quali saranno i giorni in zona rossa e quali in arancione nell’Italia delle feste natalizie, un po’ di caos si registra su cosa si può o non si può fare. A chiarire i dubbi scatenati dal decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e pubblicato in Gazzetta ufficiale ci hanno pensato le tanto attese Faq.

La domanda principale riguarda inevitabilmente il giorno di Natale. Cosa si può fare e chi si può vedere il 25 dicembre?

Quel giorno sarà possibile andare a trovare parenti o amici ma con delle restrizioni. Non ci si può andare ad esempio se le persone in questione abitano fuori dalla regione mentre per chi si sposta vige la regola che non si può essere in più di due, a meno che non portino con loro figli minori di 14 anni o persone disabili o non autosufficienti conviventi. Anche il numero di spostamenti è limitato: ci si può muovere verso una sola casa al giorno e rispettando gli orari del coprifuoco mentre il rientro nell’abitazione dove si ha residenza o domicilio è sempre consentito.

Capitolo autocertificazione. Serve sempre? E cosa si deve indicare?

Ovviamente serve sempre giustificare lo spostamento sia che si tratti di giorni “rossi” (24, 25, 26, 27 e 31 dicembre 2020, e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021) che in quelli “arancioni” (28, 29 e 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021). Per cui è necessaria sia per spostarsi all’interno del proprio comune, nel primo caso, che fuori da esso, nel secondo. Il modulo compilato serve anche per andare nelle seconde case e per andare a trovare amici e parenti che però non devono essere indicati nei dati inseriti nell’autocertificazione. 

Si può andare a messa anche nei giorni rossi? Serve l’autocertificazione anche in quel caso? 

Sia la messa di Natale che quella della vigilia verranno, ovviamente, officiate in giorni in cui l’Italia intera sarà in zona rossa, ragion per cui l’autocertificazione sarà obbligatoria anche in quel caso.  Una nota della Cei, nei giorni scorsi, ha sottolineato che ”la circolare del ministero dell’Interno del 7 novembre 2020 ha precisato che i luoghi di culto dove ci si può recare per una visita o per la partecipazione a una celebrazione ‘dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini'”. I fedeli potranno recarsi, durante i giorni in cui l’Italia sarà arancione, in “qualsiasi luogo sacro sito nel Comune di residenza, domicilio o abitazione”. E se il Comune ha meno di 5mila abitanti, sarà possibile, entro 30 chilometri, recarsi nelle chiese di altri Comuni, purché non siano capoluoghi di provincia. 

In che orari è possibile spostarsi? Le limitazioni valgono anche per chi ha la deroga?

Il nuovo decreto ribadisce gli orari del coprifuoco sottolineando che gli spostamenti sono consentiti solo dalle 5 alle 22 con una modifica il primo dell’anno, giorno in cui invece ci si potrà muovere dalle 7 alle 22.

Seconde case. Quando ci si può andare? E una volta lì ci si piò spostare?

Per quanto riguarda la situazione seconde case bisogna fare un distinguo a seconda che l’abitazione in questione si trovi nella propria regione o in un’altra. Nel primo caso sarà sempre possibile raggiungerla, anche nei giorni rossi, mentre nel secondo vigono le limitazioni sugli spostamenti tra regioni. Se ci si trova già nella seconda casa il ritorno alla propria residenza, abitazione o domicilio è ovviamente sempre consentito. 

Posso andare in un altro comune a fare la spesa o ad usufruire di servizi non presenti nel mio?

Sì. Il governo ha chiarito questo punto sottolineando che fare la spesa è uno dei motivi che giustifica lo spostamento al di fuori del comune dove si abita. Se poi il proprio comune ha una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, è consentito muoversi nel raggio di 30 chilometri per usufruire di servizi non presenti nel proprio comune. L’unica limitazione riguarda i Comuni capoluogo nei quali è vietato recarsi.

Bar, ristoranti, alberghi. Quali sono le nuove restrizioni?

Bar e ristoranti rimarranno aperti fino alle 18 fino al 24 dicembre. Da quel giorno fino al 6 gennaio saranno chiusi gli sarà consentito lavorare solo con l’asporto o con il domicilio. Per quanto invece riguarda hotel, agriturismi e bed and breakfast questi rimarranno aperti per tutte le festività ma li si potrà raggiungere solo nei giorni arancioni e solo se si trovano all’interno della stessa regione : quindi fino al 23 dicembre, poi dal 28 al 30 dicembre oppure il 4 gennaio. È consentito però tornare a casa in ogni momento, compresi i giorni di zona rossa. Infine, il servizio di ristorazione continua a essere consentito negli alberghi solo per chi pernotta mentre il 31 dicembre dopo le 18 è previsto solo il servizio in camera.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata

Tag: