Sul punto c'è una sostanziale condivisione da parte di ministri, Regioni e forze politiche

A Natale l’Italia vestirà di Rosso, ma non quello allegro del vestito di Santa Claus. Perché il governo ormai ha deciso: per evitare rischi di assembramenti e una nuova impennata della curva dei contagi, l’unica strada è dare un altro giro di vite alle misure di contenimento. Sul punto c’è una sostanziale condivisione da parte di ministri, Regioni e forze politiche, che in una giornata ricca di vertici-fiume, come quella di ieri, consegna come ipotesi la chiusura da ‘alto rischio’ nei festivi e prefestivi dal 24 dicembre al 3 gennaio. “Ci siamo confrontati per rinforzare il piano natalizio – spiega il premier, Giuseppe Conte -. Gli esperti ci hanno consigliato qualche misura aggiuntiva e noi dobbiamo evitare una terza ondata, per arrivare a gennaio in resilienza”.

La decisione non è ancora definitiva, manca ancora il confronto con Italia Viva, la cui capodelegazione, Teresa Bellanova, è stata impegnata in un vertice a Bruxelles importante per il Made in Italy. Se anche il partito di Matteo Renzi darà il suo via libera, però, la macchina verrà messa in moto, molto probabilmente con un nuovo Dpcm, ma non sono escluse altre strade, come un emendamento al decreto Natale o anche un’ordinanza del ministro della Salute. “Dobbiamo predisporci durante queste festività per non trovarci a gennaio sopraffatti dalla pandemia”, ammonisce ancora Conte.

Sulla linea rigorista si sono sintonizzati anche diversi presidenti di Regione, Luca Zaia in testa. Ma a dar manforte al governatore del Veneto sono anche il Lazio di Nicola Zingaretti, il Friuli Venezia Giulia di Massimiliano Fedriga, il Molise e le Marche. Ma il plauso arriva pure dal governo, in particolare dal ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, e da Roberto Speranza. Il termine di paragone è la Germania, dove la cancelliera, Angela Merkel, ha deliberato il lockdown durante il periodo delle feste, per mantenere in sicurezza la popolazione ed evitare ulteriori chiusure a gennaio, quando i ritmi della produzione rischierebbero di subire un pericoloso stop a causa del coronavirus, proprio quando in tutta Europa inizieranno le campagne vaccinali. Una riflessione che ha fatto breccia anche nel nostro Paese, in particolare nelle stanze dell’esecutivo. Come confermano le parole di Luigi Di Maio: “In questo momento si decidono i prossimi mesi – avvisa il ministro degli Esteri -. I morti sono ancora tanti, la curva risale, perciò servono scelte decise, come governo, perché altri Paesi le stanno prendendo per evitare la terza ondata”.

La nuova stretta arriverà entro la fine di questa settimana, molto probabilmente, dopo la fine del giro di incontri con enti locali e forze politiche. Oggi toccherà a Comuni e Regioni confrontarsi con Boccia, poi si dovrà tirare una riga a Palazzo Chigi e operare le scelte. Per il Natale più difficile della storia italiana, dal Dopoguerra a oggi.

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