Dubbi sul rientro sui banchi per migliaia di studenti, soprattutto per le scuole superiori

Dubbi, incertezze e pareri discordanti sulla riapertura delle scuole, prevista in tutta Italia per il 7 gennaio. Secondo il direttore generale della Prevenzione del ministero della salute, Gianni Rezza, la ripertura delle scuole “è traguardo che tutti auspicano possa avvenire il prima possibile, magari dopo le attività natalizie”. Poi però aggiunge: “Credo che sia però ancora presto per dire se riapriremo, soprattutto le scuole superiori. Dobbiamo abbassare la carica virale, l’incidenza dei contagi è ancora elevata”.

In serata anche Agostino Miozzo, coordinatore del Cts a Cartabianca su Rai3, si è espresso sul tema: “Credo che una decisione di serrare le fila dovrà essere presa perché il 7 gennaio sarà una data importante perché la gente tornerà al lavoro e i ragazzi dovrebbero tornare a scuola: ci sono ragazzi che non vanno a scuola da mesi”.

La ministra Lucia Azzolina ha spiegato tante volte la necessità di ritornare sui banchi per tanti studenti, soprattutto quelli delle scuole superiori, che stanno lavorando con la Dad da mesi, a singhiozzo. Dubbi di alcuni governatori, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia esprime perplessità e quello della Regione Piemonte Alberto Cirio propone di aprire l’11 o il 18 gennaio.

Matteo Renzi, in serata, ha dichiarato in una trasmissione di Rai3: “Su un possibile lockdown a Natale dico: quello che decide il governo va bene. Si decida qualcosa ma si spieghi bene ai cittadini, senza fare confusione e soprattutto a gennaio si riaprono le scuole“.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata