Lo si legge sul verbale inviato dagli esperti al governo. Comitato tecnico scientifico però spaccato, non tutti hanno firmato il documento

Il Cts “valuta con molta preoccupazione il riscontro di grandi aggregazioni tra persone osservate in diverse aree del Paese, soprattutto nei centri storici e nelle aree metropolitane, nonché la difficoltà di contenimento/prevenzione delle aggregazioni medesime”. E’ quanto si legge sul verbale del Comitato tecnico scientifico inviato al governo in merito alle misure per evitare il contagio da Coronavirus durante il periodo natalizio. Pertanto gli scienziati consigliano di “potenziare i meccanismi di controllo per garantire il rispetto delle norme attualmente in vigore, anche attraverso un coinvolgimento massivo di tutte le istituzioni preposte al controllo del territorio”.

Il Cts evidenzia i rischi “specifici relativi alla mobilità ed alla aggregazione nei contesti familiari e sociali, oltre alla preoccupazione che aggregazioni non controllate di persone possano ripercuotersi negativamente sul consolidamento del controllo del contagio che, ad oggi, registra un indice Rt nazionale inferiore a 1 e che necessita di azioni di grande prudenza in occasione del periodo delle festività natalizie”. In particolare secondo gli esperti bisogna”implementare misure atte a ridurre situazioni che creino le condizioni per una ripresa della curva epidemica, con particolare riferimento ai contesti a rischio di aggregazione incontrollata, soprattutto nei luoghi al chiuso ed aperti al pubblico e le loro pertinenze”.

Il Comitato tecnico scientifco per il periodo natalizio raccomanda “l’adozione di appropriati provvedimenti legislativi finalizzati ad un inasprimento delle misure di contenimento del contagio” come previsto dall’ultimo Dpcm “nelle sue varie declinazioni relative agli articoli in esso contenuto, sottolineando l’opportunità di una modulazione in ordine alla tempistica ed alla durata dei provvedimenti che andranno ad essere implementati, alla tipologia di restrizioni specifiche previste, nonché alla dimensione spaziale e territoriale di applicazione, anche con riguardo- nell’adozione delle misure – alle specificità del rischio del periodo natalizio sopra illustrate”. Un passaggio fondamentale nel quale gli scienziati suggeriscono l’adozione di regole previste per le zone rosse e per le arancioni.

Il Cts si è però spaccato sul verbale inviato al governo dove non trovano le firme di alcuni suoi componenti. Secondo quanto si apprende le defezioni sono relative alla volontà della maggioranza di non indicare misure specifiche da proporre all’esecutivo per il periodo natalizio in merito al contenimento del Coronavirus.

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